Comunicato stampa: Parlando Tra Le Nuvole

In occasione dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, celebrato in tutto il mondo il 20 di novembre, il Municipio 6 del Comune di Milano presenta, presso lo Spazio Seicentro di Milano, la proiezione del documentario/interviste:

diretto da Georgia Garofalo e Paola Francesca Arpone.
Ingresso libero, lunedì 20 novembre ore 21 presso
Spazio Seicentro piazza Berlinguer – via Savona 99 Milano

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Il documentario è dedicato alle rispettive esperienze di vita e lavoro di Antonia Monopoli MtF/Male to Famale, peer educator – responsabile Sportello Trans per Ala Milano Onlus, e Gianmarco Negri FtM/Female to Male, avvocato civilista e penalista – attivista LGBTQI , consulente per le pratiche riguardanti percorsi di transizione.

L’intervista, unica nel suo genere, raccoglie le testimonianze di una MtoF e un FtoM, senza filtri e costruzioni, lo spettatore viene catapultato in una chiacchierata fuori dai denti con due persone che hanno sofferto e lottato per la libertà di essere sé stessi.

Le parole di chi “ha trovato il suo percorso”, ci mostrano come sia possibile per tutti uscire dal dolore, dal buio dell’inconsapevolezza per arrivare alla visualizzazione del proprio io interiorizzato e ostracizzato dalla binaria società italiana.

Questo video è un’ occasione davvero rara e preziosa per trovare il dialogo con realtà apparentemente lontane dal vissuto comune, dove l’orientamento sessuale non è importante, importa solo arrivare a sovrapporre l’immagine che ognuno ha di sé , con l’immagine riflessa nello specchio.

In fondo chi può dire di non essere in eterna transizione?

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“Stavamo fotografando i/le ragazzi/e per la Mostra
parlando con loro per avere delucidazioni sul percorso di transizione, domande semplici – dice la fotografa
Georgia Garofalo – che hanno trovato risposte complicate…Le loro risposte ci hanno cosi appassionato che non potevamo lasciarcele sfuggire…”

Da questo semplice input nasce PARLANDO TRA LE NUVOLE, opera prima di Georgia Garofalo e Paola Arpone con il contributo ai testi di Zelia Zbogar e il montaggio video
di Daniela Federico.

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Presenzieranno all’evento i due protagonisti Antonia Monopoli e l’Avv. Gianmarco Negri e la Dott.ssa Stefania Bonadonna, Medico Chirurgo, Specialista in Endocrinologa,  Coordinatore gruppo di lavoro AME sulla Disforia di Genere .

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La mostra fotografica
presente tra le esposizioni programmate per il 2018 presso lo Spazio Seicentro, presenta una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transessuali Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Il progetto vuole rappresentare un’immagine diversa e allegorica di vite troppo spesso raccontate con parvenze denigranti dai mass media. Parte integrante dell’esposizione è il video-arte proiettato in sottofondo. Nel video i modelli hanno modo di dar voce alla loro parola avvolgendo lo spettatore nella loro stessa emotività.

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PAOLA ARPONE – ENOPRA ALOAP

Paola Francesca Arpone nasce a Milano. Intraprende sin da giovanissima la carriera fotografica collaborando con Oliviero Toscani, Guido Harari, Giuseppe Pino, Pino Guidolotti e altri, al SuperStudio 13 di Milano dove lavora come assistente fotografa. Dal 1997 diventa fotografa professionista. Ha pubblicato su riviste e quotidiani come Style, Class, Panorama, Il Corriere della Sera, Io Donna, La Repubblica e altri. Ha anche collaborato con case discografiche ritraendo artisti come Tiziano Ferro, Paolo Nutini, Arisa, Giuliano Palma e Cristina Donà. Come fotografa pubblicitaria e corporate ha lavorato con diverse agenzie e compagnie quali Leo Burnett, Ebehard e Virgin Radio.

GEORGIA GAROFALO – OLAFORAG AIGROEG

Georgia Garofalo nasce a Milano. Finiti gli studi alla Scuola Del Fumetto di Milano, approda, nel 2005, all’Atelier Quattordici- Grafica Upiglio 22205 dove si appassiona all’arte incisoria e nel quale lavorerà per un breve periodo come stampatrice qualificata, in quei anni con l’appoggio di stampatori noti come Daniela Lorenzi e Daniele Upiglio partecipa  a  mostre  collettive  come  “13×17 www.padiglioneitalia” a cura di Philippe Daverio & Associati mostra itinerante tutt’ora riproposta in tutta Italia, e “Corrispondencia” a cura di Helena Freddi – Centro Universitario Belas Artes de Sao Paulo du Brasil, Daniela Lorenzi.Inizia così il suo percorso artistico, continuerà a lavorare con le immagini presso laboratori fotografici come stampatrice fotografica e fotografa. Attualmente lavora come freelance collaborando con studi fotografici, privati, agenzie di eventi ed enti regionali, quali Alto Adige-Sud Tirol (Expo2015), e stampatrice calcografica presso A14.

INFO

Spazio Seicentro
Piazza Enrico Belinguer via Savona 99
Milano Tel 02 8844 6330

Ph. Georgia Garofalo
Cell: 3334895831
e-mail:georgia_garofalo@virgilio.it

 

Parlando Tra Le Nuvole

In occasione della Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, celebrato in tutto il mondo il 20 di novembre, il Municipio 6 del Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus presentano:

il documentario

PARLANDO TRA LE NUVOLE

regia di Georgia Garofalo e Paola Arpone

lunedì 20 novembre alle ore 21 presso lo Spazio Seicentro
piazza Berlinguer – via Savona 99 Milano

Il documentario è dedicato alle rispettive esperienze di vita di

Antonia Monopoli MtoF (Male to Female)  e Avv. Gianmarco Negri FtoM (Female to Male)

Dopo la proiezione si svolgerà un dibattito dove saranno presenti i rappresentanti Istituzionali del Municipio 6:

Santo Minniti – Presidente Municipio 6

Rita Barbieri – Assessora al Welfare, Coesione Sociale, Diritti e Politiche di Genere

Relatori del dibattito:

Georgia Garofalo fotografa del progetto

Antonia Monopoli – peer educator e responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus, attivista LGBTQI

Avv. Gianmarco Negri – avvocato penalista e civilista, attivista LGBTQI, consulente per le pratiche riguardanti i percorsi di transizione

Dott.ssa Stefania Bonadonna – Medico Chirurgo, Specialista in Endocrinologia, Coordinatore del gruppo di lavoro AME (Associazione Medici Endocrinologi) sulla Disforia di Genere

Modera:

Massimo Modesti – responsabile area Identità di Genere ALA Milano Onlus

L’evento è sostenuto da Agedo, Arcigay CIG Milano, SIMA (Società Italiana Medicina dell’ Adolescenza),  AME Onlus (Associazione Medici Endocrinologi)

Potete scaricare la locandina: Parlando Tra Le Nuvole

Noi, imprigionati in un altro sesso – Donna Moderna

I transgender in Italia sono 50.000. Spesso vittime di intolleranza e discriminazioni. Tre di loro ci raccontano cosa significa non riconoscersi nel proprio corpo.

Cosa significa transgender? E com’è vivere da transgender in Italia oggi? La disforia di genere è il disturbo che, per la scienza, provoca “una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico”. «Secondo le nostre stime, in Italia vivono 50.000 persone transessuali» spiega Porpora Marcasciano, presidente onorario della onlus Movimento Identità Transessuale.

«Nel 60% dei casi la transizione è da uomo a donna. È un mondo sempre più giovane dove aumenta la fascia 18-30 anni: le nuove generazioni hanno meno vergogna a dichiararsi. Si tratta di individui con una scolarizzazione medio-alta, spesso sono liberi professionisti. Purtroppo in molti pensano che ci sia un legame tra transessuali e prostituzione, che invece riguarda solo il 10% dei transgender».

Il 20 novembre è il Transgender Day of remembrance. Le vittime dell’odio contro i trans sono 250 all’anno nel mondo. L’Italia è prima in Europa per questi episodi, ecco perché vogliamo raccontarvi la storia di tre persone che tutto questo l’hanno vissuto sulla propria pelle, protagonisti del progetto fotografico “Tra le nuvole – elovun el arT” realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofalo.

Gianmarco Negri 38 anni, di Tromello (PV)
<<Mi sono sempre sentito maschio, anche se mi chiamavo Maria e le forme del corpo si ammorbidivano. Ma 20 anni fa le 3.000 anime del paese in cui sono nato non erano pronte a vedere una ragazzina che voleva cambiare sesso. Così sono stato zitto. Mi sono laureato, ho aperto il mio studio da avvocato, ho cercato l’amore nelle donne che mi capivano. A 35 anni avevo tutto, ma non la felicità. Così nel 2014 ho iniziato l’iter della transizione: le sedute con lo psichiatra, terapia ormonale, il via libera al cambio di sesso e l’intervento per rimuovere seno, utero e ovaie. Ora c’è Gianmarco, una persona risolta. I clienti del mio studio legale sono stati fantastici: mi sono raccontato con calma e chiarezza, ho spiegato il motivo di quella barba che cresceva mentre indossavo ancora camicette da femmina e i miei desideri. Tutti hanno capito. Uno ha chiosato: “Avvocato, e lei avrà la stessa determinazione, con le nostre cause siamo in una botte di ferro”. Allora ho capito che noi transgender dobbiamo parlare e far capire  alla gente che cosa ci succede. In fondo, siamo persone che nascono nel corpo sbagliato e cercano a ogni costo di avere quello giusto>>.

Antonia Monopoli 44 anni, di Bisceglie (BT).
<<In seconda elementare il medico ha convito i miei genitori a portarmi in manicomio: lì avrebbero sistemato quel bimbo che sculettava e giocava con le bambole. Ma mia mamma spaventata, mi  prese in braccio e mi ha portata via>>. Antonia ripercorre il nastro della sua esistenza a voce bassa. <<L’adolescenza è stata un tour infernale tra psicologi che mi facevano sentire sbagliata e io mi punivo con alcool e tentativi di suicidio. A 17 anni la svolta: ho incontrato una ragazza transessuale e finalmente ho capito chi ero. L’ho seguita a Roma, poi a Milano e ho iniziato a prostituirmi. Non mi giustifico, ma all’epoca era l’unico modo per guadagnare. L’ho fatto per 10 anni, è una fase che vorrei cancellare. Proprio per evitarlo ad altri, oggi lavoro per l’associazione ALA Milano Onlus e mi occupo dello Sportello Trans: mi rivedo nelle persone che aiuto, lotto per i loro diritti, per quell’operazione che io ho avuto 4 anni fa. Ho rimosso le gonadi e per ora mi fermo qui (l’intervento totale prevede anche l’asportazione del pene, ndr). Il futuro? Mi vedo circondata da amici, sorelle e nipoti e da un compagno. Non è facile starmi accanto, ma non demordo>>

Samantha Trapanotto 42 anni, di Catania.
<<Soffro delle sindrome di Klinefelter, un’alterazione genetica dà caratteri sessuali maschili e femminili. Da bambino temevo di essere uno scherzo della natura, un ragazzino a cui cresceva il seno, un mistero per i coetanei. La famiglia è stata la mia ancora: mio papà ha arginato le mie inquietudini e ha sotenuto ogni mia scelta. Come quella di andare a Palermo e di avvicinarmi al mondo transessuale, dove ho compreso che potevo lasciar esplodere la mia femminilità. La terapia ormonale, la ricerca di un lavoro serio e l’intervento nel 2003 sono stati un arricchimento, un viaggio che mi ha portato a diventare l’individuo che sono: una donna che si occupa di amministrazione in un ospedale, che vuole cancellare stereotipi e tabù, come quello che collega transessuali a prostituzione e perversione. Ho sempre avuto storie lunghissime e non c’è stato uomo che non mi abbia detto che in me vedeva solo una donna>>.

Quanto è difficile, in Italia, cambiare identità?

Un transgender può cambiare identità sui documenti senza fare l’intervento. Lo ha stabilito una sentenza del 2015 della Corte Costituzionale. «È stata una svolta storica» nota Porpora Marcasciano della onlus Movimento Identità Transessuale.

«Non tutti possono e vogliono operarsi, sia per ragioni economiche sia per problemi fisici. Avere un documento contrario alla propria appartenenza sessuale era un problema, per esempio rendeva difficile l’accesso ai servizi sanitari o alle agenzie di collocamento».

Il costo medio dell’intervento per cambiare genere è di circa 15.000 euro: è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, ma i tempi di attesa sono molto lunghi perché sono pochi gli ospedali che lo fanno. Molti transgender decidono perciò di farsi operare privatamente o vanno all’estero.

Fonte: Donna Moderna

Tra le Nuvole – Parliamo di transessualità

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, che si celebra in tutto il mondo il 20 di novembre, e a pochi giorni prima, della chiusura della mostra fotografica “Tra le nuvole” in esposizione fino a sabato 19 novembre, giovedì 17 novembre 2016 alle ore 18:30 presso ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano in via De Amicis 10, è prevista la proiezione di un documentario realizzato dalle ideatrici del progetto: Paola Arpone e Georgia Garofalo con il contributo di Zelia Zbogar per le interviste e Daniela Federico per montaggio, dedicato alle esperienze di vita e lavoro della responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus Antonia Monopoli, l’Avvocato Gianmarco Negri. A seguire ci sarà un dibattito con la presenza delle ideatrici del progetto Paola e Georgia, dei due protagonisti del documentario e promotori sopracitati e della Dottoressa in endocrinologia Stefania Bonadonna, moderato dai responsabili dall’ufficio della Casa dei Diritti. 

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transessuali Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

La mostra fotografica è stata lanciata dal Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, sostenuta da AGEDO, Arcigay CIG Milano, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale)  AME Onlus (Associazione Medici Endocrinologi), SIMA (Società Italiana Medicina dell’ Adolescenza) e PARKS Liberi e Uguali, LeccoMilano.

Per saperne di più clicca il banner:

TRA LE NUVOLE – Comunicato stampa


UN PROGETTO FOTOGRAFICO DI PAOLA ARPONE E GEORGIA GAROFALO

  INGRESSO LIBERO 3/19 NOVEMBRE 2016

Via De Amicis 10 Milano 

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, che si celebra in tutto il mondo il 20 di novembre,  il Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, presenta, alla Casa dei Diritti di Milano, la mostra fotografica a cura di Paola Arpone e Georgia Garofalo: TRA LE NUVOLE – ELOVUN EL ART, in esposizione dal 3 al 19 novembre 2016 con inaugurazione alla presenza delle autrici, e della testimone Francesca Vecchioni apertura al pubblico e aperitivo giovedì 3 novembre 2016 alle ore 18:30.

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transessuali Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera Transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

A corredo dell’esposizione è proiettato sulla parete centrale della Casa dei Diritti un contributo di video-arte, ovvero un montaggio del making-of del set fotografico e delle interviste ai modelli .

In occasione degli ultimi giorni di apertura al pubblico della mostra, il 17 novembre 2016 alle ore 18:30 è previsto un dibattito condotto dai relatori della Casa dei Diritti in cui interverranno i protagonisti e promotori dell’iniziativa Antonia Monopoli e Gianmarco Negri, preceduto dalla proiezione di un documentario dedicato alle loro rispettive esperienze di vita e lavoro realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofalo con il contributo di Zelia Zbogar per le interviste e Daniela Federico per montaggio.

PAOLA ARPONE  ENOPRA ALOAP

Paola Francesca Arpone nasce a Milano. Intraprende sin da giovanissima la carriera fotografica collaborando con Oliviero Toscani, Guido Harari, Giuseppe Pino, Pino Guidolotti e altri, al SuperStudio 13 di Milano dove lavora come assistente fotografa. Dal 1997 diventa fotografa professionista. Ha pubblicato su riviste e quotidiani come Style, Class, Panorama, Il Corriere della Sera, Io Donna, La Repubblica e altri. Ha anche collaborato con case discografiche ritraendo artisti come Tiziano Ferro, Paolo Nutini, Arisa, Giuliano Palma e Cristina Donà. Come fotografa pubblicitaria e corporate ha lavorato con diverse agenzie e compagnie quali Leo Burnett, Ebehard e Virgin Radio.

GEORGIA GAROFALO  OLAFORAG AIGROEG

Diplomata presso la scuola del fumetto di Milano nel 2003, intraprende la carriera di scenografa presso villaggi turisti e produzioni cinematografiche indipendenti. Nel 2005 approda all’Atelier Quattordici Grafica Upiglio 22205 dove si appassiona all’arte incisoria e nel quale lavorerà per un breve periodo come stampatrice qualificata, in quei anni con l’appoggio di stampatori noti come Daniela Lorenzi e Daniele Upiglio partecipa a mostre collettive come “13×17  www.padiglioneitalia” a cura di Philippe Daverio & Associati mostra itinerante tutt’ora riproposta in tutta Italia, e “Corrispondencia” a cura di Helena FreddiCentro Universitario Belas Artes de Sao Paulo du Brasil, Daniela LorenziDa stampatrice calcografica a stampatrice fotografica il passaggio e’ breve, questo le permetterà di avvicinarsi alla tecnica fotografica e di grafica digitale. A Maggio 2015 riprende il suo percorso artistico con una personale fotografica, col quale dà inizio a contaminazioni creative. Attualmente lavora come freelance fotografa collaborando con studi fotografici, privati, agenzie di eventi ed enti regionali quali Alto Adige-Sud Tirol (per manifestazioni al padiglione Alto Adige in Expo2015),
e stampatrice calcografica presso A14.

Si ringraziano i modelli Antonia, Gianmarco, Eleonora, Diego, Gloria, Christian, Annalisa, Federico, Samantha, Emanuele, e Daniela Federico per il montaggio video, Tea Dragano per la postproduzione foto, Zelia Zbogar per i testi e le interviste,  la stilista Noelia Paragliola e Valentina Grassini per il font delle scritte.

INFO Casa dei Diritti via De Amicis 10 Milano Tel 02.88441641
e-mail: pss.casadeidiritti@comune.milano.it

Sportello Trans ALA Milano via Boifava 60/A Milano Tel 3777079633
e-mail: info@sportellotransalamilano.it

scarica il comunicato stampa

Il tuo tabù è la mia famiglia – Zona 2 tdor15


ALA Milano Onlus
 in partnership con Ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano e in collaborazione con il Consiglio di Zona 2 ri-presentano la mostra fotografica curata da Valeria Abis denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia” in occasione del TDoR15 (Transgender Day of Remembrance) giornata commemorativa per le vittime di transfobia, il 16 novembre 2015 alle ore 18.30 presso la Biblioteca Crescenzago – Via Don Orione 19 – Milano, si svolgerà il workshop con la proiezione del documentario denominato: “O sei uomo o sei donna…Chiaro?!” di Enrico Vanni, con i seguenti relatori:

  • Vincenzo Cristiano – Presidente Associazione ALA Milano Onlus
  • Antonia Monopoli – Responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus
  • Chiara Amanda Repetto – Psicologa Sportello Lavoro ALA Milano Onlus

Transessualità, vuol dire anche famiglia, lavoro, casa, diritti.
Vieni a scoprirne di più…

Locandina scaricabile: “Il tuo tabù è la mia famiglia – tdor15
La mostra potrà essere visitabile fino al 30 di novembre 2015 con i seguenti giorni e orari: lun – ven 9 – 19.15 / mer 14 – 19.15 / sab 9 – 18.45. (lun – ven – sala lettura fino alle 23) raggiungibile con mezzi pubblici: MM2 Cimiano – Bus 44 – 51 – 53 – 56. Accessibile ai disabili.

Sguardi Trans – L’Altro Martedì 1a puntata 2015/2016

Care lettrici e cari lettori,
come accennato nell’articolo precedente “Storie Transgender”, Antonia Monopoli responsabile Sportello Trans di ALA Milano Onlus e curatrice della rubrica denominata “Sguardi Trans” storie di vita quotidiana di persone transgender e transessuali all’interno della tra(n)s-missione radiofonica “L’altro Martedì” di Radio Popolare condotta da Eleonora Dall’Ovo, nella prima puntata del palinsesto 2015/2016 andata in onda il 6 ottobre 2015 è stata intervistata Samantha Trapanotto, nata in Sicilia, oggi una donna affermata di 41 anni, dove il suo sentirsi è prima di tutto un essere umano con dei sentimenti, e poi una donna competente nel suo lavoro di consulente estetica free lance. Durante la tra(n)s-missione ci ha raccontato degli aneddoti della sua vita, per esempio a 19 anni ha iniziato la sua transizione, di cui da sempre ha saputo di intraprenderla perché notava durante la sua crescita sul suo corpo una predisposizione del genere opposto a quello di nascita, e perché la psiche diceva tutto il contrario del sesso biologico, e quindi il forte desiderio di adeguare il genere al soma, dove la famiglia, gli amici e gli abitanti del suo paese natale sono stati sempre accanto non facendole mancare l’affetto e il sostegno, un padre che ha cercato di starle molto vicino aiutandola anche economicamente per affrontare l’intervento chirurgico sessuale ed avere un accesso al mondo del lavoro come donna senza avere discriminazioni, e ha raccontato tanto altro ancora. In questa tra(n)s-missione si ricorda l’anniversario annuale del Transgender Day of Remembrance e lo Sportello Trans di ALA Milano Onlus in questa occasione il 16 di novembre ha organizzando una proiezione del documentario “O sei Uomo o sei Donna…Chiaro?!” di Enrico Vanni con dibattito a seguire, presso la Biblioteca Crescenzago Zona 2, azione all’interno della mostra fotografica curata da Valeria Abis denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”, ovviamente per approfondimenti vi suggeriamo di ascoltare la tra(n)s-missione cliccando il podcast.radiopopolare.it.
Un carissimo saluto e alla prossima.

Il tuo tabù è la mia #famiglia – terza presentazione

Come avevamo già anticipato nell’articolo precedente de “Il tuo tabù è la mia #famiglia – seconda presentazione”  ALA Milano Onlus in partnership con il Comune di Milano Direzione Politiche Sociali e Cultura della Salute –
Servizio Casa dei Diritti e la collaborazione con la fotografa Valeria Abis, presentano la mostra per la terza volta, per chi se l’è persa. Quindi sarà disponibile ai visitatori dal 9 al 13 di dicembre in via Edmondo De Amicis 10 – Milano nelle seguenti ore nei e vari giorni: 

  • Martedì 9 dicembre  – dalle ore 10 alle 17
  • Mercoledì 10 dicembre – dalle ore 10 alle 11 e dalle 14 alle 17
  • Giovedì 11 dicembre – dalle ore 10 alle 13
  • Venerdì 12 dicembre – dalle ore 14 alle 17
  • Sabato 13 dicembre – dalle ore 14 alle 17

Ricordiamo che il progetto denominato “Il tuo tabù è la mia famiglia” è stato realizzato in occasione della giornata mondiale “Transgender Day of Remembrance” (evento di sensibilizzazione volto alla cittadinanza in ricordo delle vittime di transfobia e discriminazione) organizzata il 20 di novembre presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano, dove è stata presentata ufficialmente la Campagna di sensibilizzazione di cui il progetto si fa promotore di (calendari, postcard e mostra fotografica).

Ricordiamo che il progetto “Il tuo tabù è la mia famiglia” si rivolge alle persone transessuali e transgender, alle loro famiglie e al lavoro di sensibilizzazione ed informazione sui temi della transessualità, svincolandola possibilmente dalla “prostituzione“, dove è perennemente confinata. Spesso, infatti la conoscenza della realtà transessuale e transgender, è limitata, poco approfondita e fortemente influenzata da pregiudizi e stereotipi.

Ricordiamo che in questa terza presentazione saranno distribuiti alcuni calendari per augurarvi un buon 2015 e ritrovarci il prossimo anno per dare continuità al progetto come da programma: “Il tuo tabù è la mia famiglia”. Cordiali Saluti.

Il tuo tabù è la mia #famiglia – seconda rappresentazione

ALA Milano Onlus in partnership con il Comune di Milano Direzione Politiche Sociali e Cultura della Salute – Servizio Casa dei Diritti e la collaborazione con la fotografa Valeria Abis, presentano per la seconda volta la mostra: “Il tuo tabù è la mia famiglia“, venerdì 28 novembre dalle ore 10 alle ore 18 in via Edmondo De Amicis 10 – Milano

Progetto denominato “Il tuo tabù è la mia famiglia” è stato realizzato in occasione della giornata mondiale “Transgender Day of Remembrance” (evento di sensibilizzazione volto alla cittadinanza in ricordo delle vittime di transfobia e discriminazione) organizzata il 20 di novembre presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano, dove è stata presentata ufficialmente la Campagna di sensibilizzazione di cui il progetto si fa promotore di (calendari, postcard e mostra fotografica). Successivamente al “lancio”, avvenuto, si sta valutando alcune possibilità di distribuzione dei calendari e delle postcard, nel frattempo oltre venerdì 09 novembre è in programma una terza rappresentazione della mostra all’interno della Casa dei Diritti del Comune di Milano che parte dal 09 al 13 dicembre.

Il progetto “Il tuo tabù è la mia famiglia” si rivolge alle persone transessuali e transgender, alle loro famiglie e al lavoro di sensibilizzazione ed informazione sui temi della transessualità, svincolandola possibilmente dalla “prostituzione“, dove è perennemente confinata. Spesso, infatti la conoscenza della realtà transessuale e transgender, è limitata, poco approfondita e fortemente influenzata da pregiudizi e stereotipi. Il progetto è stato realizzato, sul territorio milanese, in partnership con il Comune di Milano Direzione Politiche Sociali e Cultura della Salute – Servizio Casa dei Diritti, con la quale ALA Milano Onlus ha sviluppato un’intesa ed un pensiero comune su questi temi, condividendo alcune strategie in tema di pari opportunità. Quindi Vi invitiamo Venerdì 28 Novembre alle ore 10 alle ore 18 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano in via Edomondo De Amicis 10 alla seconda presentazione della mostra fotografica denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”. Non mancate.

 

#Trans Freedom March – Intervista ad Antonia Monopoli

Transgender, il movimento chiede il diritto alle generalità “congruenti
In occasione della quindicesima giornata in memoria delle vittime di transfobia, il movimento transgender chiede l’approvazione del ddl 405, che prevede la rimozione dell’iter chirurgico dai requisisti per il cambio di genere. A Torino, più di trecento persone in marcia per le vie del centro. Ma sono le identità ad essere difformi o la burocrazia che è sadicamente inadeguata? Potrà sembrare pura accademia, ma proprio su questo oggi si gioca il destino di milioni di transgender in tutto il mondo. Secondo le statistiche, nella sola Italia ne vivono almeno cinquantamila: si tratta in realtà di una stima al ribasso, che tiene conto soltanto di quanti, in seguito a un intervento, hanno chiesto a un tribunale la rettifica dell’attribuzione di genere. Agli altri tocca convivere con il cosiddetto documento “non congruente”; “che, in termini pratici, si traduce in una vita di inferno” spiega Antonia Monopoli dello sportello trans ‘Ala’ di Milano. “Vai a votare e invece che al reparto femminile ti spediscono a quello maschile. Gli uffici di collocamento e le agenzie interinali fanno fatica a presentarti alle aziende, così come quelle immobiliari non riescono a trovarti una casa. E alla fine ti ritrovi con la prostituzione come unica opzione, rinforzando ulteriormente lo stereotipo che ci vorrebbe tutte sul marciapiede”.

È per questo che sabato 22 novembre nella quindicesima giornata per la memoria delle vittime di transfobia è stata declinata dalla comunità transgender come un’occasione per chiedere l’approvazione del disegno di legge 405, che rimuove l’iter chirurgico dai requisiti per il cambio di genere. “La maggior parte dei problemi che ci vengono segnalati riporta a questa questione” continua Monopoli. “Se una trans ci chiede aiuto per uscire dal giro della prostituzione, facciamo fatica a trovarle un lavoro perché sui suoi documenti c’è il nome di un uomo. Idem se per proteggerla dobbiamo cercarle una nuova sistemazione. E chi un lavoro ce l’ha spesso deve fare i conti con le vessazioni, come i superiori che ti costringono a utilizzare il bagno degli uomini”.

Anche Monopoli racconta di essere transitata per le vie della prostituzione, prima di uscirne grazie al supporto dell’associazionismo transgender milanese. Sabato pomeriggio 22 novembre era a Torino, scelta quest’anno come città pilota per la manifestazione: insieme ad altre trecento e più persone ha sfilato fino a piazza Castello, dove una delegazione di attiviste ha acceso, come ogni anno, una fila di candele a formare la scritta “Tdor“, acronimo di Transgender day of remebrance. La prima volta accadde ad Allston, nel Massachussets: era il novembre del 1998 e in 250 si riunirono in una marcia spontanea in memoria di Rita Hester, una transessuale afroamericana che era appena stata uccisa con venti coltellate al petto. Il Tdor nel frattempo è divenuto una ricorrenza internazionale, celebrata in duecento paesi nel mondo; ma se si escludono nazioni come l’India e il Bangladesh, che hanno appena introdotto una terza definizione di genere, quasi ovunque la comunità trans è ferma all’abc dei diritti civili. Secondo il Dsm (manuale diagnostico dei disturbi mentali), ancora oggi trasngenderismo è sinonimo di “disturbo di identità di genere” (dig), una patologia che causerebbe “un disagio clinico persistente o problemi nell’area occupazionale, della socialità o in altre importanti aree funzionali”.

Di problemi occupazionali, in effetti, ne sa qualcosa Anita Palladino, presidente dell’Associazione trans Napoli. Per oltre vent’anni è stata un appuntato della Guardia di finanza, finché nel 2011, a 44 anni, ha deciso di venire allo scoperto. “Per me – ricorda – i problemi sul lavoro sono iniziati allora; ed è stato proprio il Dsm a portarmeli. Con i colleghi non ne ho mai avuti: tutti sapevano che mi piacevano gli uomini, perché nascondere una cosa del genere, in un corpo militare, è pura follia. Io nel corpo ho avuto grandi amici: ci punzecchiavamo a vicenda, c’era un gran cameratismo. Finché nel 2011 ho iniziato a sentire il bisogno di liberare sul serio la mia anima. Ed è a quel punto che tutto è precipitato”. Quando espone la sua situazione ai vertici del corpo, Anita si vede recapitare una diagnosi di Dig e viene dichiarata inabile al lavoro. “Mi hanno riconosciuto una residua capacità lavorativa – ricorda – offrendomi la ricollocazione ‘a impegno fisico moderato’ in un ufficio del Ministero delle finanze. È la stessa procedura prevista per gli invalidi; ma io sarei in grado di tornare di pattuglia anche domani ed è esattamente quello che intendo fare.Per questo ho fatto ricorso al Tar; e quando me lo hanno rigettato mi sono rivolta al Consiglio di stato, che a breve dovrà pronunciarsi sulla vicenda”.

Nel frattempo, è dalle pubbliche amministrazioni che qualcosa potrebbe iniziare a muoversi: Ilda Curti, assessore alle Pari opportunità della città di Torino, spiega che il Comune avrebbe appena accolto una proposta del coordinamento Torino Pride, in modo da dare ai dipendenti pubblici la possibilità di declinare il genere, su badge e cartellini, secondo il proprio sentire. “La legge sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni – spiega Curti – impone a chi lavora a contatto con il pubblico di avere il proprio nome ben visibile su un cartellino. Quello che stiamo studiando è un semplice accorgimento per evitar loro il disagio di esibire un nome maschile su un corpo femminile, o viceversa. Anche l’Università di Torino si è già mossa in questo senso con gli studenti. Noi in realtà non sappiamo ancora se qualcuno dei nostri dipendenti abbia questo tipo di necessità; ma offrir loro un’opzione è un semplice gesto di civiltà”.

Fonte dell’articolo: Redattore Sociale