Cosa ne sai?

ALA Milano Onlus e Sportello Trans ALA Milano in collaborazione con NPS Italia Onlus, sono alla ricerca di 20 persone che fanno parte delle realtà LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) di Milano e provincia per la somministrazione di questionari denominati “Cosa ne sai?”, i quali sono stati ideati per sondare il livello di conoscenza  su HIV e AIDS. Il progetto “Cosa ne sai?” è condotto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, con lo scopo principale di fornire indicazioni per interventi finalizzati a contenere il preoccupante fenomeno delle nuove infezioni. Dopo l’esperienza già avvenute in due focus group con somministrazione dei questionari, organizzati all’interno della sede di ALA Milano Onlus in via Pietro Boifava 60/A zona MM Abbiategrasso, stiamo pensando di organizzarne un altro focus group per dare la possibilità a chi non ha potuto partecipare ai due focus precedenti e per approfondire i temi sopracitati con persone diverse a quelle persone che hanno già partecipato. La motivazione della proposta per organizzare un terzo focus group è data dai dati recapitati in cui la Lombardia è la regione più colpita dal virus HIV.  Il terzo focus group sarà organizzato entro il 13 Marzo e lo organizzeremo solo e se quando sapremo la conferma di partecipazione e il reale interesse ad approfondire i temi. Come già organizzato nei due focus precedenti ci sarà la presenza del professore  Battistella che si metterà a disposizione nel spiegare i processi del contagio e sarà disponibile per qualsiasi domanda. Il target previsto sia per la somministrazione dei questionari che del terzo focus group è di giovani dell’età di quattordici anni fino ai trentacinque anni. Le 20 persone che parteciperanno al terzo focus group e effettueranno la compilazione del questionario sarà dato un presentino (prodotti di bellezza). Per la partecipazione contattare la coordinatrice Antonia Monopoli attraverso mail: sportellotrans@alainrete.org oppure attraverso la Linea Amica Trans 3777079633 disponibile dalle 9.30 alle 19, disponibile anche su whtasapp. Un caro saluto.

ALA Milano Onlus e i temi sulla transessualità.

ALA Milano Onlus è un’organizzazione laica nata negli anni 90 con un’azione preventiva nei confronti dell’HIV e l’AIDS. Negli anni a seguire ha sviluppato alcuni progetti d’interventi sociali su vari livelli, sia sul territorio nazionale sia internazionale. Attraverso consulenti, psicologi, psicoterapeuti, counselor, educatori, peer educator e formatori. Promuove le pari opportunità delle fasce sociali maggiormente discriminate, attraverso alcuni servizi specifici, tra cui lo Sportello Trans (nato nel 2009 dall’incontro tra i professionisti di ALA e l’attuale responsabile del servizio, Antonia Monopoli) e il Progetto Via del Campo (nato nel 1998).

Lo Sportello Trans ALA Milano Onlus, è uno dei sei servizi specifici, tra i sei presenti sul territorio Italiano, il primo nato in Lombardia che ha l’obiettivo di contrastare la discriminazione di genere, proponendo dei servizi ad hoc utili per le persone transgender e l’ambiente familiare, attraverso l’accoglienza, l’ascolto, l’orientamento e l’accompagnamento verso i servizi del territorio, consulenza sul transito, assistenza psicologica, affiancamento nella ricerca occupazionale, tutoring educativo, segretariato sociale, ufficio stampa e divulgazione informativa attraverso la rete online e il social network, partecipazione ai laboratori artistici sull’identità di genere, incontri sulla narrazione del sé attraverso la fiaba, iniziative e eventi di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza.

Progetto Via del Campo si occupa di prostituzione maschile, femminile e transessuale. Dal 2009 a oggi la sede operativa è all’interno dell’ASL Milano Dipartimento di Prevenzione CRH/MTS. Il progetto offre varie azioni tra cui prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente, prevenire le dipendenze droga e alcool, percorsi di mediazione e integrazione a inclusione sociale, attraverso la sinergia d’interventi multidisciplinari, coordinati sul territorio della città di Milano, volti ad aumentare e migliorare le condizioni di vita e il benessere psicofisico del target individuato.

Per maggiori informazioni:
Ala Milano Onlus Interventi Sociali
via Boifava 60/a – 20142 Milano – CF: 97309950158
Telefono fisso 02 89516464 Fax 02 89515729 Email info@alainrete.org

Sportello Trans Ala Milano Onlus
Ufficio all’interno della sede di ALA Milano Onlus

Linea Amica Trans telefono mobile 377.70.79.633
Email: sportellotrans@alainrete.org   info@sportellotransalamilano.it  

Progetto Via del Campo
Viale Jenner 44 – 20159 Milano c/o ASL Milano Dipartimento di Prevenzione CRH/MTS. Disponibile il Martedì e Giovedì dalle ore 13.30 alle 16
Telefono fisso 0285789888 fax 028578 9889  telefono mobile 3452777390
Email: viadelcampo@alainrete.org    

Per ricordare e non dimenticare

Foto realizzate da: Eris Photo

Il 25 gennaio ’14 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano all’interno del 3° Forum delle Politiche Sociali e dell’iniziativa “LGBT: i diritti di tutte e di tutti” c’è stata la proiezione del film: “Invano mi odiano: racconto sui cristiani LGBT in Russia” della regista Yulia Matssiy, a seguire i vari rappresentanti lgbt presenti del territorio Milanese hanno espresso la loro opinione riguardo il film e lo stato attuale della condizione delle stesse persone lgbt sul territorio nazionale. La nostra responsabile Antonia Monopoli del servizio che offre all’interno della sede di ALA Milano Onlus come Sportello Trans, era presente come rappresentante della realtà transgender. Nel suo intervento che si era preparata ma per i tempi stretti ha espresso in sintesi le seguenti riflessioni: “un bellissimo film in cui mi ricorda una similitudine con lo SHOAH, ricodando che siamo alla vigilia della Memoria, gli scenari sono cambiati, sono passati anche degli anni dallo stesso, ma a quanto pare ci sono ancora delle similitudini e un comune denominatore: la persecuzione nei confronti di chi è diverso e quindi si innesca la paura e la fobia verso persone gay, lesbiche, transgender, ebree, straniere, zingari, prostitute e quant’altro. Credo però che i processi di cambiamento culturali dovrebbero partire da noi stessi cercando di adottare un linguaggio più consono alle realtà e alla quotidianità. Dobbiamo assumerci la responsabilità di portare avanti le richieste di tutte le realtà anche nella comunicazione, anche perché credo che stiamo tutte e tutti sulla stessa barca. Faccio un esempio tante volte leggo e ascolto persone che citano solo l’omofobia cercando di semplificare e integrare in questo termine la transfobia, mi sta bene l’integrazione difatti io stessa lavoro in una organizzazione che si occupa anche di integrazione sociale oltre che di prevenzione,  ma la semplificazione anche no! Per paura poi di perdere del tempo magari, non so, mi verrebbe da pensare. Anche perché nel termine transfobia si racchiude una complessità così svariata di percorsi di persecuzioni e discriminazioni che le persone transgender vivono quotidianamente. Da premettere, che l’Italia detiene il primato nel mondo, in base alla popolazione, come vittime di transfobia. Le vittime di solito sono sempre quelle persone che si rendono visibili all’occhio nitido del cittadino, che possono essere le trans che si prostituiscono, le persone trans vittime di violenza domestica da parte dei genitori e a volte anche dai partner, come per le trans straniere alle quali arrivano nel nostro paese a volte attraverso il racket organizzato e quindi vittime di sfruttamento sessuale, come possono essere le persone trans attiviste, le persone trans che non hanno il documento conforme all’aspetto e hanno continue discriminazione e difficoltà nella ricerca del lavoro, o anche nell’acquisto e nella ricerca di una casa in affitto, e altro ancora quando si recano nelle scuole nel periodo delle votazioni in cui ci sono gli appositi cartelli binariuomini e donne“, e ancora quando si recano in posta per ritirare raccomandate e pacchi e anche per pagare le bollette, oppure quando si recano nelle strutture ospedalieri e presentano il documento di identità per un qualsiasi controllo medico o day hospital . Sì tutto questo perché non si ha un documento d’identità conforme all’aspetto. Nell’ottantadue è stata approvata la legge 164, la prima in tutta Europa dove allora era all’avanguardia ma oggi è antiquata perché questa legge riconosce solo ed esclusivamente le persone che rettificano chirurgicamente il sesso biologico, mentre per le persone trans precedenti a questo passaggio e alle persone trans che non hanno nessuna intenzione di rettificare il sesso perché hanno raggiunto un proprio equilibrio psicofisico, sono penalizzate e quindi non vengono riconosciuti i più elementari diritti umani.”
Antonia Monopoli responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus
Servizio Fotografico
realizzato da Sharlot Eris  

A Milano un servizio unico nel suo transgenere: lo Sportello Trans

Nasce nel 2009 a Milano, come progetto dell’Associazione Lotta all’Aids ALA Milano Onlus. Lo Sportello Trans, unico nel suo genere e in Lombardia, offre servizi alle persone transessuali con competenza e professionalità fornendo, senza scopi di lucro, sostegno, supporto e assistenza.

La responsabile del servizio è Antonia Monopoli, Donna TransessualeConsulente Peer Educator, militante dagli anni ’90 nel movimento TLGBQIE a difesa dei diritti civili delle persone transessuali.

Se una persona si trova a iniziare un percorso di transizione da ftm (female to male) o da mtf (male to female), questo è il luogo dove iniziare e Antonia, una donna transfemminista deliziosa e agguerrita, vi aiuterà a capire quali sono i primi passi da intraprendere e come non cadere nelle mani sbagliate o peggio in terapie ormonali “fai da te“.
Antonia Monopoli spiega che decidere di iniziare una terapia ormonale “fai da te“, ovvero affidandosi ai consigli di amici/amiche che hanno già finito il percorso di transizione, oppure a medici improvvisati, è molto pericoloso.

Assumere o iniettarsi ormoni femminili o maschili senza controllo medico specialistico, può dare effetti collaterali o esiti a distanza: allergie, tumori al seno, ischemie e altro. Pensare poi di iniettarsi silicone liquido o altro per modellare il proprio corpo senza il consenso di un medico iscritto all’ordine può essere letale.

Antonia spiega anche ai suoi/alle sue utenti che, per arrivare a essere una donna o un maschio, non occorre per forza attenersi ai modelli maschili o femminili che la cultura patriarcale ci propone, ma è importante trovare dentro se stessi/e l’immagine che più si avvicina al proprio essere.

Le terapie ormonali e le operazioni di distruzione e ricostruzione non devono far ammalare il corpo, ma farlo vivere bene e in armonia con lo spirito. L’appoggio psicologico è quindi fondamentale.

Sono fornite anche indicazioni di incontri o gruppi psicoterapeutici all’interno di strutture ospedaliere, rivolti a persone Transessuali e Transgender,  Neo Donne (Trans Operate) e Neo Uomini (Trans operati).

Lo Sportello Trans offre altri servizi, fra cui anche consulenza per le discriminazioni subite sul posto di lavoro e un opuscolo sulle buone prassi per relazionarsi meglio con le persone transessuali e transgender nella vita come nel lavoro (scaricabile anche via web nella sezione “risorse utili).

Lo Sportello Trans si trova in via Pietro Boifava 60/a (zona piazza Abbiategrasso) ed è aperto tutti i mercoledì, dalle 9.30 alle 12.30. Come primo contatto è possibile scrivere una mail a sportellotrans@alainrete.org o telefonare alla Linea Amica Trans 3777079633.
Intervista realizzata da Eleonora Dall’Ovo per Z3XMilano