Forze dell’Ordine contro Omofobia e Transfobia

PROGRAMMA:

  • Ore 10:30 – Apertura della Conferenza, saluti di benvenuto e introduzione del programma – presentazione di Polis Aperta, Associazione LGBT di appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine.
  • I Parte: “Sicurezza e Comunità: Forze di Polizia contro Omofobia e Transfobia”, il ruolo fondamentale di chi indossa l’uniforme nella lotta contro le discriminazioni e i crimini ai danni della comunità LGBT.

Conoscenza e Formazione.

  • Cosa è stato fatto, e cosa si può fare, le esperienze formative in Italia e all’estero. Percezione e Paura.
  • Fine dell’antagonismo tra operatori e comunità, come superare il fenomeno della mancanza delle denunce di fronte ad un aumento dei crimini Omo/Lesbo/Bi/Transfobici.
  • I Casi.
  • Conoscerli per contrastarli, uno sguardo sui recenti fatti di cronaca.

Interverranno rappresentanti delle Forze dell’Ordine e autorità istituzionali:
il Vice Console degli Stati Uniti d’America per la Stampa e la Cultura a Milano, Deputy Public Affairs Officer, Rami SHAKRA; il Membro della Knesset (Parlamento Israeliano) Amir OHANA; il Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato Dr. Stefano CHIRICO, in rappresentanza dell’O.S.C.A.D. (Osservatorio Contro gli Atti Discriminatori del Ministero dell’Interno), il Direttore dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) Francesco SPANO, il Presidente ANDDOS (Associazione Nazionale contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale) Mario Marco CANALE, la Responsabile dello Sportello Trans A.L.A. Milano, Antonia MONOPOLI.

Pausa

  • II Parte: “Sindacati e Lavoratori LGBT in Polizia: Libertà e Uguaglianza nel Lavoro e nella Vita”, apprendere e condividere le buone prassi nazionali ed internazionali per l’inclusione e l’uguaglianza dei lavoratori delle Forze di Polizia, a prescindere dal loro orientamento sessuale e identità di genere, e riflettere sulla responsabilità ed il ruolo delle organizzazioni sindacali.
  • I Rami della Discriminazione.
  • Sesso, Età, Religione, Razza, Malattia e/o disabilità, Orientamento Sessuale e di Genere, inclusione ed uguaglianza sul lavoro.
  • Il Mobbing Omo/Lesbo/Transfobico.
  • Quando non importano le capacità, quando è la sola vita privata a qualificarti, le organizzazioni sindacali devono creare un luogo di lavoro sicuro per i dipendenti.
  • Violenza Fisica e Psicologica.
  • Anche oggi la lingua ferisce più della spada.

Interverranno rappresentanti delle maggiori sigle sindacali confederali e di categoria: Dr.ssa Evelina ARGURIO, Responsabile dello Sportello contro le discriminazioni del S.I.L.P./C.G.I.L., il Dr. Fabrizio CAIAZZA, Coordinamento Diritti U.I.L./F.P.L., e la Dr.ssa Sarah MUSOLINO, Dipendente del Ministero dell’Interno in ruolo civile.

Pausa Pranzo

  • III Parte: “Transessuali in Uniforme… è veramente un tabù?”, uno sguardo sulla situazione italiana e mondiale sulla condizione dei colleghi in transizione e sul triplo ostacolo dell’accettazione personale, sociale e nelle caserme.

Interverranno per raccontante le loro storie:
il Sergente Liam RUBIN, adesso civile, arruolata nell’esercito israeliano come Linoy, congedata come Liam alla fine del regolare servizio di leva; per l’Italia Stefania PECCHINI, Assistente della Polizia Locale di San Donato Milanese.

  • Video messaggio dell’On. Ulrike Lunacek, Vicepresidente del Parlamento Europeo e Co-presidente dell’Intergruppo LGBTI

Pausa

  • IV Parte: “Polis Aperta: Traguardi Raggiunti e Nuovi Orizzonti”, uno sguardo su quanto fatto fino ad oggi e gli obiettivi dell’immediato futuro.
  • Presentazione dell’E.G.P.A. (European LGBT Police Association).
  • Video della Prima Conferenza Mondiale delle Forze di Polizia LGBT, tenutasi ad Amsterdam dal 3 al 6 agosto 2016.
  • Video promozionale di presentazione della prossima Conferenza Europea che si terrà a Parigi (Francia) nel 2018.
  • Video promozionale di presentazione della Seconda Conferenza Mondiale che si terrà a Toronto (Canada) nel 2019.

La Conferenza verrà moderata: dalla Dr.ssa Simonetta MORO e dal Dr. Gabriele GUGLIELMO, rispettivamente Presidente e Segretario Nazionale di Polis Aperta, in forza nei Corpi di Polizia Locale dei Comuni di Bologna e Torino.

Nel Corso della Conferenza verranno consegnati per la prima volta, a coloro che indossando una divisa si siano distinti nella battaglia per i Diritti Civili della comunità LGBT, anche non facendone parte, i Laurel Hester Awards, targhe onorarie in memoria del Tenente di Polizia statunitense che, ormai malata terminale, lottò fino all’ultimo giorno della sua vita affinché alla sua compagna fossero riconosciuti gli stessi privilegi che spettavano ai coniugi dei colleghi etero.

  • Ore 17:30 – Chiusura della Conferenza, ringraziamenti e saluti finali.

Al termine di ogni sessione ci sarà la possibilità di:
per il pubblico di intervenire e porre domande inerenti gli argomenti trattati.

Potete scaricare la locandina

Omicidio di Bruna

GIUSTIZIA E’ FATTA  ???

Come un fulmine a ciel sereno, è giunta la notizia che  il 5 febbraio del 2015 la Corte d’Appello di Torino ha ridimensionare drasticamente  la condanna a carico dei due  assassini di Bruna ( Willian Semiao Cock), la donna transessuale trentunenne uccisa per futili motivi nella notte tra il 27 e il 28 febbraio 2012 a Novara.

Accolte  le attenuanti generiche, assolti dal possesso illegale della pistola usata per uccidere, i due sono stati condannati a poco più di 18 anni di reclusione anziché all’ergastolo, come stabilito in primo grado dal Tribunale di Novara.

Questa sentenza suscita in noi  sdegno e amarezza.  Sembra negare l’esistenza di inquietanti elementi  transfobici alla base del crimine commesso.  I due imputati, Paolo Gnemmi e Rocco Timpano, non  indigenti,   hanno ucciso per rubare un cellulare: già in passato sono stati protagonisti di spregevoli comportamenti nei confronti  dei più deboli o dei “diversi”, con  molestie perpetrate nei confronti di persone disabili e donne transessuali.

Il prossimo 28 febbraio 2015, anniversario  dell’omicidio di Bruna, scenderemo tutti in Corso Cavour (angolo delle ore) a Novara alle ore 16.00.  Faremo memoria, con un flash-mob, di tutte le vittime della transfobia. Ricorderemo che l’Italia ha il triste primato nel mondo di omicidi di persone transessuali. Diremo che non ci riconosciamo in quel “Popolo italiano” in nome del quale la Corte d’Assise di Torino ha pronunciato la sentenza a carico degli assassini di Bruna.

Pur rispettando la decisione torinese, non possiamo non esternare i nostri sentimenti. Ci sentiamo tristi, disarmati, delusi ma non sconfitti. Siamo fiduciosi che la Corte di Cassazione saprà fare vera giustizia e ci auguriamo che il legislatore modifichi la  legge Mancino-Reale perché il contrasto di ogni forma di omofobia e transfobia sia più incisivo.

 Rose di Gertrude Magenta ( collettivo di Novara )
Liberazione e speranza Onlus Novara
ALA Milano Onlus

 

7a Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia, la Lesbofobia e la Transfobia

Organizzata da Libera la Cultura.

Sabato 17 Maggio 2014 presso l’Auditorium di Zona 3, via Valvassori Peroni 56, Milano. Ingresso gratuito

Programma:

Inizio evento ore 17.30
Presentazione e saluti delle Associazioni e dei rappresentanti delle Istituzioni invitati.

Proiezione ore 17.45
Proiezione del film “Le lesbiche non esistono” di Laura Landi e Giovanna Selis

Al termine del film ci sarà una conferenza con dibattito con gli ospiti:
le registe del film: Laura Landi e Giovanna Selis
La cultura pop in salsa lesbica: Milena Canovacciuolo
la responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus: Antonia Monopoli

Exhibition:
Identità del mondo L.G.B.T.
progetto a cura di Antonio Aiello e Lavì Abeni

Associazioni partner:
Algo mas Libera la Cultura
PoliEdro
Skyinbox
Monkey Factory
GayStatale Milano
B.E.St Bocconi

Credit foto: L’Huffington Post

Evento creato su facebook: clicca qui

Per ricordare e non dimenticare

Foto realizzate da: Eris Photo

Il 25 gennaio ’14 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano all’interno del 3° Forum delle Politiche Sociali e dell’iniziativa “LGBT: i diritti di tutte e di tutti” c’è stata la proiezione del film: “Invano mi odiano: racconto sui cristiani LGBT in Russia” della regista Yulia Matssiy, a seguire i vari rappresentanti lgbt presenti del territorio Milanese hanno espresso la loro opinione riguardo il film e lo stato attuale della condizione delle stesse persone lgbt sul territorio nazionale. La nostra responsabile Antonia Monopoli del servizio che offre all’interno della sede di ALA Milano Onlus come Sportello Trans, era presente come rappresentante della realtà transgender. Nel suo intervento che si era preparata ma per i tempi stretti ha espresso in sintesi le seguenti riflessioni: “un bellissimo film in cui mi ricorda una similitudine con lo SHOAH, ricodando che siamo alla vigilia della Memoria, gli scenari sono cambiati, sono passati anche degli anni dallo stesso, ma a quanto pare ci sono ancora delle similitudini e un comune denominatore: la persecuzione nei confronti di chi è diverso e quindi si innesca la paura e la fobia verso persone gay, lesbiche, transgender, ebree, straniere, zingari, prostitute e quant’altro. Credo però che i processi di cambiamento culturali dovrebbero partire da noi stessi cercando di adottare un linguaggio più consono alle realtà e alla quotidianità. Dobbiamo assumerci la responsabilità di portare avanti le richieste di tutte le realtà anche nella comunicazione, anche perché credo che stiamo tutte e tutti sulla stessa barca. Faccio un esempio tante volte leggo e ascolto persone che citano solo l’omofobia cercando di semplificare e integrare in questo termine la transfobia, mi sta bene l’integrazione difatti io stessa lavoro in una organizzazione che si occupa anche di integrazione sociale oltre che di prevenzione,  ma la semplificazione anche no! Per paura poi di perdere del tempo magari, non so, mi verrebbe da pensare. Anche perché nel termine transfobia si racchiude una complessità così svariata di percorsi di persecuzioni e discriminazioni che le persone transgender vivono quotidianamente. Da premettere, che l’Italia detiene il primato nel mondo, in base alla popolazione, come vittime di transfobia. Le vittime di solito sono sempre quelle persone che si rendono visibili all’occhio nitido del cittadino, che possono essere le trans che si prostituiscono, le persone trans vittime di violenza domestica da parte dei genitori e a volte anche dai partner, come per le trans straniere alle quali arrivano nel nostro paese a volte attraverso il racket organizzato e quindi vittime di sfruttamento sessuale, come possono essere le persone trans attiviste, le persone trans che non hanno il documento conforme all’aspetto e hanno continue discriminazione e difficoltà nella ricerca del lavoro, o anche nell’acquisto e nella ricerca di una casa in affitto, e altro ancora quando si recano nelle scuole nel periodo delle votazioni in cui ci sono gli appositi cartelli binariuomini e donne“, e ancora quando si recano in posta per ritirare raccomandate e pacchi e anche per pagare le bollette, oppure quando si recano nelle strutture ospedalieri e presentano il documento di identità per un qualsiasi controllo medico o day hospital . Sì tutto questo perché non si ha un documento d’identità conforme all’aspetto. Nell’ottantadue è stata approvata la legge 164, la prima in tutta Europa dove allora era all’avanguardia ma oggi è antiquata perché questa legge riconosce solo ed esclusivamente le persone che rettificano chirurgicamente il sesso biologico, mentre per le persone trans precedenti a questo passaggio e alle persone trans che non hanno nessuna intenzione di rettificare il sesso perché hanno raggiunto un proprio equilibrio psicofisico, sono penalizzate e quindi non vengono riconosciuti i più elementari diritti umani.”
Antonia Monopoli responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus
Servizio Fotografico
realizzato da Sharlot Eris  

Le cose cambiano

Storie di coming out, conflitti, amori e amicizie che cambiano la vita. Le cose cambiano è un piccolo e prezioso libretto. Personaggi noti e meno noti raccontano il loro coming out, i momenti che “cambiano la vita“. E dietro al libro, un progetto: combattere il bullismo e l’omofobia.

“Noi vogliamo dare un ulteriore contributo all’iniziativa intervistando due donne presenti come autrici. Un confronto e uno spaccato dello stesso problema: il “permesso” di essere semplicemente un individuo. E con uguali diritti.” Marzia Frateschi

L’immagine. Prima, un ragazzino dalla pelle bianca, efelidi e capelli rossi, un po’ timido e delicato. Dopo. Una bella donna transgender dai lunghi capelli e occhi da gatta in un viso importante alla Modigliani, Antonia Monopoli responsabile dello Sportello Trans di ALA Milano Onlus.

Intervista ad Antonia Monopoli, donna transgender  per Z3XMilano