Il tuo tabù è la mia famiglia – Zona 2

ALA Milano Onlus in partnership con Ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano e in collaborazione con il Consiglio di Zona 2 presentano la mostra fotografica curata da Valeria Abis denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”: Molte persone transessuali hanno un lavoro, un famiglia e degli amici … esattamente come tutti noi.  Il 4 novembre 2015  alle ore 18.30 presso la Biblioteca Crescenzago – Via Don Orione 19, Milano, si svolgerà l’inaugurazione con dibattito a seguire. La mostra sarà allestita dal 4 al 30 di novembre. Alle ore 19.30 si svolgerà un aperitivo con chiacchiera.  

Interverranno:

  • Alessandra Gatti –  Presidente della Commissione Pari Opportunità Politiche Femminili e di Genere del Consiglio di Zona 2
  • Miriam Pasqui – Responsabile Ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano
  • Vincenzo Cristiano – Presidente Ass. ALA Milano Onlus
  • Antonia Monopoli – Responsabile Sportello Trans – ALA Milano Onlus
  • Monica Ferrari  – Counselour Unità Operativa “Via del Campo” – ALA Milano Onlus 
  • …alcune/i delle/dei protagonisti con le loro storie.  

Locandina scaricabile:Il tuo tabù è la mia famiglia
La mostra potrà essere visitabile con i seguenti giorni e orari: lun – ven 9 – 19.15 / mer 14 – 19.15 / sab 9 – 18.45. (lun – ven – sala lettura fino alle 23) raggiungibile con mezzi pubblici: MM2 Cimiano – Bus 44 – 51 – 53 – 56. Accessibile ai disabili.

Documentario – Antonia – 3a recensione

Recensione di Monica Ferrari, counselor e educatrice presso il progetto Via del Campo, sul documentario “Antonia” del regista svizzero Dimitri Singenberger, proiettato in prima visione mondiale presso il 28°Festival Mix Milano. Recensione: Conosco Antonia da diversi anni, anni nei quali ho avuto modo di conoscere varie sfumature del suo carattere, l’ho vista sicura, fragile, arrabbiata, felice, furiosa e spensierata ma il video di Dimitri Singenberger è riuscito a svelare parti che spesso Antonia cerca di tenere celate. Antonia in questo “docu-film” si è messa a nudo, non solo metaforicamente, non ha avuto paura di mostrarsi per quello che è tra le mura di casa, senza trucco né vestiti, sfoggiando un animo nel contempo seduttivo e malinconico, sfacciato e contemporaneamente riservato e pudico.

Si è mostrata a 360 gradi come solitamente non fa, mettendo da parte la Antonia pubblica, militante, sicura di sé a volte al limite dello scontroso, per mostrare la donna che ammicca, che seduce, che scopre e contemporaneamente viene scoperta.

Se da un lato si racconta, costringe anche il suo interlocutore a mostrarsi, a svelare emozioni sensazioni che lui vorrebbe restassero dietro alla macchina da presa. Spesso si coglie l’imbarazzo del regista che si trova suo malgrado a riflettere su pensieri, comportamenti, stereotipi in un gioco delle parti che gli sfugge di mano, come se l’attore fosse lui e le redini del gioco fossero in mano a colei che dovrebbe essere raccontata, Antonia.

Vedere questo docu-film ti lascia la sensazione di aver fatto un viaggio, e come dice Maruja Torres: ”la maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita o una vacanza, ma un sogno. Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, fotografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti alla televisione