Documento Politico Milano Pride 2016 – “Nessuna Esclusione!”

Era il 27 Giugno del 1969 quando Sylvia Rivera iniziò la rivoluzione per la liberazione delle persone gay, lesbiche e trans. Per la prima volta ci prendevamo il diritto e la libertà di esistere e il 27 giugno è diventato il simbolo della nostra battaglia per la piena eguaglianza.

Dopo oltre 40 anni di movimento italiano LGBTQIA* (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersex, Asessuali), finalmente il nostro paese ha deciso di intraprendere un percorso verso l’uguaglianza di tutti e tutte, un percorso che ancora non è giunto al suo traguardo.

Le unioni civili sono state approvate, ma la discussione sul DdL Cirinnà, svoltasi in Senato e recentemente alla Camera dei Deputati, ha evidenziato una diffusa incapacità dell’attuale classe politica di rappresentare le istanze di tutte le persone “LGBTQIA* e, in senso ancora più esteso, le istanze di tutte quelle persone (amici, famigliari, compagni e anche molti credenti) che sostengono le nostre battaglie per la pari dignità umana e sociale.

Il compromesso al ribasso sulla nostra pelle – che ha portato allo stralcio della “stepchild adoption” e di altri diritti con il mero scopo di creare un istituto giuridico quanto più differenziato dal matrimonio – ha segnato una brutta pagina nella storia legislativa del nostro Paese, ponendo le basi per un regime di apartheid nei confronti delle persone lesbiche, gay e transgender italiane.

Non solo, episodi come la scritta FAMILY DAY sul Palazzo della Regione Lombardia sono indicatori della facilità con cui il potere di un’ideologia politica o religiosa viene a soverchiare la laicità dello Stato italiano, alimentando l’odio omotransfobico che ogni giorno siamo costretti a sopportare. Tutto ciò contribuisce ai giochi elettorali di quei partiti che fanno populismo e demagogia, scagliandosi non solo contro la nostra comunità, ma anche contro le minoranze etniche o religiose.

Questo schiaffo inaccettabile alla nostra dignità ci porta a rilanciare con sempre più forza, convinzione e sovversiva fierezza, un’idea di famiglia inclusiva, colorata da mille sfumature e differenze, dove tutti gli amori possano trovare finalmente cittadinanza, tutela e pieno riconoscimento.

Le nostre famiglie continueranno ad esistere, malgrado il dibattito politico abbia cercato in ogni modo di considerarle un’eventualità futura, quasi fossero una condizione da approvare. Ma la verità è che la nostra condizione deve semplicemente essere riconosciuta, dallo Stato, come dalla Legge.

Così, dopo aver ascoltato la spesso penosa discussione portata avanti dai nostri parlamentari su cosa dovrebbe essere una famiglia – un dibattito fatto sopra le nostre teste e spesso senza rispetto alcuno per le nostre vite – noi ci riprendiamo la parola, chiedendo uguaglianza.

E infine, vogliamo volgere l’attenzione anche sul periodo storico nel quale ci troviamo: la nostra quotidianità deve fare i conti con la piaga del terrorismo, permettendo alla paura di fare da padrona e condizionare le nostre vite. Inermi assistiamo a tristi strumentalizzazioni politiche di questa paura. Parte di coloro che vorrebbero negare a noi la parità di diritti e insegnarci che cos’è una famiglia sono infatti gli stessi che promuovono un’idea di cittadinanza che nei fatti marginalizza chi avrebbe la “colpa” di nascere fuori dall’Europa.

L’Europa dice che non potersi permettere economicamente alcuna solidarietà, ma è abbastanza ricca per pagare svariati miliardi alla Turchia (ma non solo) pur di tenere lontano dalle nostre frontiere persone che avrebbero il diritto di entrarci: esternalizza le frontiere, sposta i problemi più in là, facendo fare il lavoro sporco a regimi totalitari che non rispettano i diritti di migranti, minoranze, donne e persone LGBT, irridendo così i valori di cui l’Europa si è sempre fatta vanto.

Il 23 Gennaio più di 1 milione di persone sono scese in piazza per gridare un messaggio chiaro: “Svegliati, Italia!”. Abbiamo cercato, in quell’occasione di ribadire, ancora una volta, che una parte del popolo italiano sta aspettando diritti umani, riconosciuti tali dalle più importanti istituzioni internazionali, a cominciare dalla Corte di Giustizia Europea che chiede all’Italia maggiori tutele per le famiglie omogenitoriali.

Per questi motivi, il 25 giugno scenderemo ancora per le strade per dire basta a tutti gli apartheid, basta ai diritti civili negati. Per quelle persone transgender, gay, lesbiche, donne, o migranti che una certa parte politica e culturale considera cittadini “inferiori”. Scendiamo nelle piazze per il nostro diritto di esseri Umani di autodeterminare il nostro percorso di vita in uno stato che garantisce pari diritti, pari doveri e pari dignità degli amori, come affermato anche dal nostro Presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella, il 17 maggio in occasione della giornata internazionale contro omotransfobia, di cui riportiamo un passo.

“La piena realizzazione di questa libertà, che deve appartenere a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale delle persone è essenziale per la costruzione di un ordinamento che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali e costituisca un pilastro della convivenza civile, in applicazione del principio di uguaglianza sancito dall’articolo tre della Costituzione. Sulla capacità di respingere ogni forma di intolleranza si misura la maturità della nostra società. L’intolleranza affonda le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l’informazione, la conoscenza, il dialogo e il rispetto”.

Il Milano Pride 2016 chiede che il parlamento:

  • Intraprenda un percorso verso il matrimonio egualitario e la possibilità di accedere all’adozione alle persone LGBTQIA per la tutela della genitorialità omosessuale;
  • Riconosca con una legge la protezione da qualsiasi atto discriminatorio, violenza fisica o verbale contro persone omosessuali, transgender e le loro famiglie e ai loro famigliari;
  • Tuteli il diritto dell’identità personale delle persone transessuali, transgender e intersex italiane, permettendo al disegno di legge 405 a firma Lo Giudice “Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso”, fermo nel suo iter parlamentare, di arrivare alla discussione in aula. Si metterebbe così fine alla norma sullo scioglimento del matrimonio dopo la rettificazione anagrafica e si arriverebbe, finalmente, a legiferare sul diritto della persona intersex a non dover subire interventi chirurgici indesiderati spesso in età precocissima;
  • Promuova con una legge il diritto al lavoro e quello alla salute per le persone transgender e transessuali italiane;
  • Riprenda, senza tentennamenti e imposizioni clericali ed omofobe, il lavoro fatto nelle scuole con la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere;
  • Sostegno al diritto di asilo per persone LGBTI provenienti da paesi dove l’omosessualità e la transessualità sono condannate e discriminate;
  • Promuova delle politiche antidiscriminatorie sul mondo del lavoro.

Milano Pride 2016 chiede che il Governo e le amministrazioni locali:

  • Condannino ogni forma di omotransfobia e razzismo travestita da libertà di pensiero;
  • Condannino in quanto antiscientifico e pericoloso ogni tentativo di terapia di conversione delle persone LGBTA;
  • Adottino politiche innovative di prevenzione alla malattie a trasmissione sessuale e di sostegno alle persone sieropositive;
  • Orientino la loro azione nel totale rispetto della laicità dello Stato;
  • Promuovano la costruzione di una società multietnica e inclusiva per tutte le minoranze e cioè totalmente inclusiva per tutte le minoranze dando pieno compimento all’articolo 3 della Costituzione che garantisce parità e uguaglianza senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali;
  • Orientino la scuola e l’università alla lotta a ogni forma di bullismo e la programmazione scolastica alla promozione della cultura delle differenze;
  • Rifiutino ogni forma di razzismo, violenza, maschilismo, misoginia e neo fascismo e agiscano per cancellare l’oppressione o lo svilimento della dignità di ciascuna persona.

LE ASSOCIAZIONI DEL COORDINAMENTO ARCOBALENO

  1. Agedo
  2. ALA Milano Onlus
  3. ArcilesbicaZami
  4. B.Rain Bicocca Rainbow
  5. Associazione Radicale Certi Diritti
  6. CIG arcigay
  7. Circolo Culturale TBGL Harvey Milk
  8. GayStatale Milano
  9. Le rose di Gertrude
  10. Milano Pride sport
  11. PoliEdro
  12. Renzo e Lucio
  13. Studenti BESt