Parlando Tra Le Nuvole

In occasione della Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, celebrato in tutto il mondo il 20 di novembre, il Municipio 6 del Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus presentano:

il documentario

PARLANDO TRA LE NUVOLE

regia di Georgia Garofalo e Paola Arpone

lunedì 20 novembre alle ore 21 presso lo Spazio Seicentro
piazza Berlinguer – via Savona 99 Milano

Il documentario è dedicato alle rispettive esperienze di vita di

Antonia Monopoli MtoF (Male to Female)  e Avv. Gianmarco Negri FtoM (Female to Male)

Dopo la proiezione si svolgerà un dibattito dove saranno presenti i rappresentanti Istituzionali del Municipio 6:

Santo Minniti – Presidente Municipio 6

Rita Barbieri – Assessora al Welfare, Coesione Sociale, Diritti e Politiche di Genere

Relatori del dibattito:

Georgia Garofalo fotografa del progetto

Antonia Monopoli – peer educator e responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus, attivista LGBTQI

Avv. Gianmarco Negri – avvocato penalista e civilista, attivista LGBTQI, consulente per le pratiche riguardanti i percorsi di transizione

Dott.ssa Stefania Bonadonna – Medico Chirurgo, Specialista in Endocrinologia, Coordinatore del gruppo di lavoro AME (Associazione Medici Endocrinologi) sulla Disforia di Genere

Modera:

Massimo Modesti – responsabile area Identità di Genere ALA Milano Onlus

L’evento è sostenuto da Agedo, Arcigay CIG Milano, SIMA (Società Italiana Medicina dell’ Adolescenza),  AME Onlus (Associazione Medici Endocrinologi)

Potete scaricare la locandina: Parlando Tra Le Nuvole

Nei tuoi panni – seconda edizione

Approccio alla “Disforia di Genere
Il 3 maggio alle ore 18 si terrà la seconda edizione di “Nei tuoi panni”, organizzata dal SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina).

Questo progetto nasce nel 2015 per rispondere alle esigenze formative degli studenti di medicina e chirurgia a cui non vengono forniti gli strumenti necessari per poter affrontare il tema dell’identità di genere del paziente, non solo dal punto prettamente clinico, ma anche da quello psicologico.

L’incontro sarà tenuto da:

  • Antonia Monopoli – responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus
  • Dottoressa Stefania Bonadonna – medico endocrinologa
  • Dottor Gabriele Colombini – medico psichiatra;

Vi aspettiamo dunque il 3 Maggio 2017 alle ore 18:00 presso ALA Milano Onlus in via Pietro Boifava 60/A Milano.

A seguito dell’incontro verrà inoltre data l’opportunità agli interessati di poter affiancare suddette figure nello svolgimento del loro lavoro per poter ricevere una formazione pratica sul campo.

Siete pregati quindi di compilare il brevissimo questionario qui riportato: Nei tuoi panni
Il meeting sarà aperto unicamente ai membri del SISM, se non siete ancora iscritti alla pagina ufficiale: SISM Milano

La quota di partecipazione all’evento è di soli 5€ da pagarsi in contante alla LORA Eugenia Torazzi o tramite bonifico a:
IBAN:IT67L0335901600100000119935
causale: nei tuoi panni NOME COGNOME

A cura di
Local Officer Sexual Health including AIDS – Eugenia Torazzi
Local Officer on Information and Tecnologies – Matteo Badalamenti

Eugenia Torazzi
LORA 2016-17
Matteo Badalamenti
LOIT 2016-17
SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina
Sede Locale di Milano

Contatti:
Eugenia Torazzi scivi mail
Matteo Badalamenti scrivi mail

Asse Sicurezza – Identità di Genere e Orientamento Sessuale nell’attività delle forze dell’ordine di polizia

All’interno della strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere 2013-2015

Asse sicurezza (fase locale) Identità di Genere e Orientamento Sessuale nell’attività delle forze dell’ordine di polizia: Il ruolo della psicologia e del diritto per il contrasto alle discriminazioni.  

Ore 9.30 saluti delle autorità intervengono i rappresentanti di: Università degli Studi di Milano pro rettore alla ricerca prof.ssa Chiara Tonelli
Comune di Milano Casa dei Diritti
UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Dipartimento pari opportunità)
OSCAD (Arma dei Carabinieri e Polizia dello Stato, Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori)
Città di Torino segreteria nazionale della RE.A.DY

Ore 10 ne discutiamo:
Prof. Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, ordinario di psicologia dinamica, Sapienza Università di Roma
Prof.ssa Marilisa D’Amico ordinario di diritto costituzionale e coordinatore di DIRECT, Università degli Studi di Milano
Prof. Mauro Grimoldi responsabile scientifico della Casa dei Diritti, già Presidente Ordine Psicologi della Lombardia

Ore 11presentazioni dei risultati emersi dalle giornate di formazione apicale locale, tenutosi il 28 e 29 gennaio alla Caserma Montebello dell’Arma dei Carabinieri, Milano

Dott.ssa Irene Pelizzone, titolare del corso Gender Jstice, Università degli studi di Milano

Ore 11.15 contributi delle associazioni LGBT del GNL UNAR e del territorio milanese

23 febbraio 2016 in corso di accreditamento presso l’Ordine degli Avvocati di Milano. Sala Napoleonica, Università degli Studi di Milano, Palazzo Greppi, via Sant’Antonio 10 Milano. Scarica il pdf della locandina         

Proiezione del documentario: Metamorfosi

Domenica 21 giugno alle ore 19, AndriGiniArte Paolo Lipartiti e Sergio Cammarota con la collaborazione di ALA Milano Onlus, presso Ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano presentano il docufilm: Metamorfosi con una loro visione dell’identità di genere e della metamorfosi. L’iniziativa è nell’ambito delle manifestazioni della Pride Week 2015. Madrina dell’evento Antonia Monopoli responsabile dello Sportello Trans ALA Milano, la quale introdurrà la serata. Ingresso libero.

Sinossi: Durante l’atmosfera intima di una cena due persone, Miki e Stefania, raccontano la loro storia: dall’infanzia al presente affermano con forza l’esigenza di essere ri-conosciuti nel genere sessuale nel quale si  identificano e non in quello biologico in cui sono nati, ripercorrono le vicende che hanno scandito il loro percorso di crescita, di consapevolezza e di transizione, fino alla decisione sofferta ma liberatoria di riassegnazione chirurgica, di autodeterminazione dei loro corpi.

Una trasformazione che non riguarda solo il corpo fisico, ma anche il corpo sociale e la vita intima delle persone, con un interesse particolare alle diverse dinamiche relazionali e affettive che vivono. La transessualità vissuta lontana dai soliti stereotipi in cui per decenni è stata semplicisticamente  rinchiusa, prende luce in una dimensione nuova: persone bisognose di normalità, di libertà, di famiglia, di amarsi e amare.

Esperti di identità di genere, psicoterapeuti, sessuologi, ma anche drag queen e transgender contribuiscono con il loro punto di vista a far luce sull’antico mistero che da sempre avvolge l’esistenza dell’uomo ed il suo desiderio di cambiamento, di metamorfosi.

Dioniso (lo stesso regista-performer), il Dio androgino, vaga, vaneggia, si rivela trionfante sull’onda impetuosa delle parole degli ospiti e degli intervistati, fra farfalle, maialini e capre.

Per saperne di più:
Milano Pride
Metamorfosi

Inferno burocratico #transgender – Intervista ad Antonia Monopoli

Inferno burocratico transgender: “Ora basta, il nuovo sesso venga riconosciuto prima dell’intervento chirurgico” di G.M.B.

Sono Valeria”. Ma è un uomo. Condannata una trans”. La notizia campeggia sulla homepage del blog dedicato al disegno di legge 405 (http://disegnodilegge405.blogspot.it/). E, in effetti, ne è la miglior sintesi. Perché lo scopo di questo disegno di legge è consentire alle persone transessuali di ottenere che il cambiamento di genere venga registrato dall’anagrafe prima che sia stata effettuata l’operazione chirurgica. Ne parliamo con Antonia Monopoli, una persona che conosce molto bene il problema. Per averlo vissuto direttamente (la sua pratica burocratica si è conclusa un anno fa) e perché lavora a Milano allo “sportello trans” della ALA Onlus che fornisce assistenza psicologica e per l’inserimento lavorativo a quanti affrontano il problema del riconoscimento della loro identità sessuale. Il caso di Valeria è quello di una persona trans che viene fermata a Lecce dalla polizia, nella zona “a luci rosse”, come riporta la cronaca de La Gazzetta del Mezzogiorno. I poliziotti le chiedono come si chiami, e lei risponde appunto “Valeria”. Ma dal controllo dei documenti risulta che il vero nome è un altro: “Gino Ciurlia”. Scatta la denuncia per falsa attestazione di identità a pubblico ufficiale. Qualche giorno fa la condanna a un anno di reclusione con la condizionale. Il paradosso è che avevano ragione tutti. Sia i poliziotti (l’identità era formalmente falsa), sia Valeria (che si considerava tale). Ad avere torto era, ed è, la legge. Chi decide di cambiare sesso deve seguite un percorso (predisposto dall’Onig, Osservatorio nazionale sulle identità di genere) che prevede un periodo iniziale di indagini ormonali e psicologiche. Quando questi esami (mediamente in due anni) si concludono, viene elaborata una relazione che va al tribunale di residenza. Poi c’è l’operazione chirurgica. E solo dopo che è stata compiuta la pratica per il cambio all’anagrafe può essere avviata. Da quel momento in poi possono passare anche altri cinque anni. Antonia Monopoli parla di una “vita d’inferno”, segnata da enormi problemi pratici e da continue umiliazioni: “Vai a votare e l’addetto al seggio, dopo aver controllato i documenti, ti ordina di metterti in fila assieme agli uomini. E quando cerchi un lavoro, ti ritrovi a dover rispondere ad autentici interrogatori sulla tua vita condotti da impiegati delle agenzie interinali”. Che spesso, tra l’altro, non risolvono il problema. Il caso di Valeria è particolarmente emblematico anche per il luogo dove si è consumato il reato: una zona a luci rosse. Perché la prostituzione in molti casi è davvero l’unica possibilità di lavoro per quanti, in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, non riescono a trovare un’occupazione a causa dell’incertezza burocratica sul loro genere sessuale. Un percorso crudele e sostanzialmente inutile. I sostenitori della nuova legge fanno notare che dopo la conclusione delle analisi psicologiche e ormonali è già tutto chiaro. Si tratta semplicemente di prenderne atto. Un adempimento per il quale non è necessario l’intervento del giudice: dovrebbe essere sufficiente una comunicazione al prefetto. Ma nel disegno di legge c’è anche un’altra riforma molto rilevante. Riguarda “chi alla nascita presenta condizioni congenite nelle quali lo sviluppo del sesso cromosomico, gonadico o anatomico è atipico”. Si tratta dei casi di quei bambini che nascono con caratteristiche anatomiche che rendono il sesso incerto. “Oggi – spiega Antonia Monopoli – è il medico, subito dopo la nascita, a decidere come regolarsi.Gli interventi chirurgici sono quasi immediati, col risultato che in molti casi dà al neonato un sesso diverso da quello che poi crescendo sentirà come suo”. Il disegno di legge prevede invece che il neonato“ non può essere sottoposto a trattamenti medico-chirurgici per l’assegnazione di caratteri sessuali di un solo sesso, tranne che vi siano pericolo di vita o esigenze attuali di salute fisica che escludano la possibilità di rinviare l’intervento”.Il senso della norma è evidente: “A scegliere – dice Antonia Monopoli – deve essere la persona direttamente coinvolta e nessun altro deve poter decidere per lei. Questa consapevolezza, poi, può arrivare a età diverse. Io già 7 anni sapevo che mi era stato attribuito il sesso sbagliato. Per altri la consapevolezza arriva con la pubertà. Di certo non può essere un medico a decidere per un bambino appena nato”. La nuova legge prevede che “la modificazione dell’attribuzione di sesso della persona minore d’età è autorizzata dal giudice tutelare”.
Fonte dell’intervista: Tiscali Cronaca 

#Trans Freedom March – Intervista ad Antonia Monopoli

Transgender, il movimento chiede il diritto alle generalità “congruenti
In occasione della quindicesima giornata in memoria delle vittime di transfobia, il movimento transgender chiede l’approvazione del ddl 405, che prevede la rimozione dell’iter chirurgico dai requisisti per il cambio di genere. A Torino, più di trecento persone in marcia per le vie del centro. Ma sono le identità ad essere difformi o la burocrazia che è sadicamente inadeguata? Potrà sembrare pura accademia, ma proprio su questo oggi si gioca il destino di milioni di transgender in tutto il mondo. Secondo le statistiche, nella sola Italia ne vivono almeno cinquantamila: si tratta in realtà di una stima al ribasso, che tiene conto soltanto di quanti, in seguito a un intervento, hanno chiesto a un tribunale la rettifica dell’attribuzione di genere. Agli altri tocca convivere con il cosiddetto documento “non congruente”; “che, in termini pratici, si traduce in una vita di inferno” spiega Antonia Monopoli dello sportello trans ‘Ala’ di Milano. “Vai a votare e invece che al reparto femminile ti spediscono a quello maschile. Gli uffici di collocamento e le agenzie interinali fanno fatica a presentarti alle aziende, così come quelle immobiliari non riescono a trovarti una casa. E alla fine ti ritrovi con la prostituzione come unica opzione, rinforzando ulteriormente lo stereotipo che ci vorrebbe tutte sul marciapiede”.

È per questo che sabato 22 novembre nella quindicesima giornata per la memoria delle vittime di transfobia è stata declinata dalla comunità transgender come un’occasione per chiedere l’approvazione del disegno di legge 405, che rimuove l’iter chirurgico dai requisiti per il cambio di genere. “La maggior parte dei problemi che ci vengono segnalati riporta a questa questione” continua Monopoli. “Se una trans ci chiede aiuto per uscire dal giro della prostituzione, facciamo fatica a trovarle un lavoro perché sui suoi documenti c’è il nome di un uomo. Idem se per proteggerla dobbiamo cercarle una nuova sistemazione. E chi un lavoro ce l’ha spesso deve fare i conti con le vessazioni, come i superiori che ti costringono a utilizzare il bagno degli uomini”.

Anche Monopoli racconta di essere transitata per le vie della prostituzione, prima di uscirne grazie al supporto dell’associazionismo transgender milanese. Sabato pomeriggio 22 novembre era a Torino, scelta quest’anno come città pilota per la manifestazione: insieme ad altre trecento e più persone ha sfilato fino a piazza Castello, dove una delegazione di attiviste ha acceso, come ogni anno, una fila di candele a formare la scritta “Tdor“, acronimo di Transgender day of remebrance. La prima volta accadde ad Allston, nel Massachussets: era il novembre del 1998 e in 250 si riunirono in una marcia spontanea in memoria di Rita Hester, una transessuale afroamericana che era appena stata uccisa con venti coltellate al petto. Il Tdor nel frattempo è divenuto una ricorrenza internazionale, celebrata in duecento paesi nel mondo; ma se si escludono nazioni come l’India e il Bangladesh, che hanno appena introdotto una terza definizione di genere, quasi ovunque la comunità trans è ferma all’abc dei diritti civili. Secondo il Dsm (manuale diagnostico dei disturbi mentali), ancora oggi trasngenderismo è sinonimo di “disturbo di identità di genere” (dig), una patologia che causerebbe “un disagio clinico persistente o problemi nell’area occupazionale, della socialità o in altre importanti aree funzionali”.

Di problemi occupazionali, in effetti, ne sa qualcosa Anita Palladino, presidente dell’Associazione trans Napoli. Per oltre vent’anni è stata un appuntato della Guardia di finanza, finché nel 2011, a 44 anni, ha deciso di venire allo scoperto. “Per me – ricorda – i problemi sul lavoro sono iniziati allora; ed è stato proprio il Dsm a portarmeli. Con i colleghi non ne ho mai avuti: tutti sapevano che mi piacevano gli uomini, perché nascondere una cosa del genere, in un corpo militare, è pura follia. Io nel corpo ho avuto grandi amici: ci punzecchiavamo a vicenda, c’era un gran cameratismo. Finché nel 2011 ho iniziato a sentire il bisogno di liberare sul serio la mia anima. Ed è a quel punto che tutto è precipitato”. Quando espone la sua situazione ai vertici del corpo, Anita si vede recapitare una diagnosi di Dig e viene dichiarata inabile al lavoro. “Mi hanno riconosciuto una residua capacità lavorativa – ricorda – offrendomi la ricollocazione ‘a impegno fisico moderato’ in un ufficio del Ministero delle finanze. È la stessa procedura prevista per gli invalidi; ma io sarei in grado di tornare di pattuglia anche domani ed è esattamente quello che intendo fare.Per questo ho fatto ricorso al Tar; e quando me lo hanno rigettato mi sono rivolta al Consiglio di stato, che a breve dovrà pronunciarsi sulla vicenda”.

Nel frattempo, è dalle pubbliche amministrazioni che qualcosa potrebbe iniziare a muoversi: Ilda Curti, assessore alle Pari opportunità della città di Torino, spiega che il Comune avrebbe appena accolto una proposta del coordinamento Torino Pride, in modo da dare ai dipendenti pubblici la possibilità di declinare il genere, su badge e cartellini, secondo il proprio sentire. “La legge sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni – spiega Curti – impone a chi lavora a contatto con il pubblico di avere il proprio nome ben visibile su un cartellino. Quello che stiamo studiando è un semplice accorgimento per evitar loro il disagio di esibire un nome maschile su un corpo femminile, o viceversa. Anche l’Università di Torino si è già mossa in questo senso con gli studenti. Noi in realtà non sappiamo ancora se qualcuno dei nostri dipendenti abbia questo tipo di necessità; ma offrir loro un’opzione è un semplice gesto di civiltà”.

Fonte dell’articolo: Redattore Sociale 

Tavola Rotonda – CarroPonte

Martedì 22 luglio ’14 alle ore 19.30 presso CarroPonte in via Granelli 1, Arci Milano ha organizzato una Tavola Rotonda denominata  Identità di genere, studi queer, percorsi artistici e politiche LGBTQ

Che cosa è l’identità di genere e cosa sostiene la teoria queer, come sono state recepiti e quali influenze hanno avuto gli studi queer americani sulla prassi politica delle associazioni LGBT e sulla ricerca artistica in Italia, quali le critiche avanzate:

ne discuteranno insieme al pubblico con:

Marco Mori, presidente di Arcigay Milano
Antonia Monopoli di ALA Milano Onlus responsabile Sportello Trans
Gianluca de Col/Cassandra Casbah, performer
Sveva Magaraggia, sociologa, (Università Biccocca)
Maya De Leo, storica dell’Università di Pisa
Claudia Gambero del collettivo Meladailabrianza

Modera Sabrina Astolfi di Arcilesbica Novara.

Siete tutte e tutti initate/i alla partecipazione dell’iniziativa.
Vi aspettiamo, cordiali saluti.  

Tomboy

Locandina realizzata da SISM Milano

Nella rassegna SISMovie 2014 il Segretariato Italiano Studenti in Medicina per Mercoledì 14 Maggio alle ore 18.30 presso l’Aula 211 in via Festa del Perdono 7, hanno organizzato la proiezione del film Tomboy, a seguito della proiezione ci sarà un dibattito con la partecipazione di Antonia Monopoli responsabile dello Sportello Trans e Peer Educator presso ALA Milano Onlus. Ingresso gratuito.

Ricordiamo che il film tratta il tema del transgenderismo infantile ed è stato Vincitore Teddy Award presso il Festival di Berlino 2011, Miglior Film e premio del Pubblico presso Torino GLBT Film Festival. Il film è stato recesito: “Questo film ha la purezza di un diamante” Le Nouvel Observateur. “Afferma la possibilità di modellare il mondo secondo le proprie pulsioni” Cahiers du Cinéma. “Una maestrina innata, una meraviglia di sensibilità” Le Point. “L’identità sessuale come gioco, come convenzione” Télérama. “Il film più delicato e intelligente visto da molto tempo” L’Exspress. “Tutto funziona alla perfezione. Si applaude e se ne chiede ancora” Figaroscope. “Un’emozionante riflessione sull’identità, sulla libertà di scegliere la propria vita” Le Monde. Tomboy  di Céline Sciamma.

Evento realizzato anche su facebook: SISMovie – Tomboy

Tdor/13 ringraziamenti

Si ringrazia Ala Milano Onlus tra cui Vincenzo Cristiano, Luca Rosseau, Antonio D’Ercole e Andrea Morello. Si ringrazia SAMAN per la collaborazione, tra cui Achille Saletti, Lorella Raggi, Paola Bettolini, Marika Galli. Si ringrazia il Coordinamento Arcobaleno di Milano e provincia per il contributo economico e per la presenza del portavoce Sergio Prato. Si ringrazia CIG Arcigay Milano per il contributo economico e per i saluti da parte del presidente Marco Mori. Si ringrazia il Comune di Milano per il patrocinio e per la presenza della delegata del Sindaco per le Pari Opportunità Assessore Francesca Zajczink. Si ringrazia UNARONIG e il Coordinamento Trans Sylvia Rivera, per i riconoscimenti. Si ringrazia ErisPhoto per le foto e video che ha realizzato durante tutta l’iniziativa. Si ringrazia la docente Laura Tonani e il curatore della mostra Jacopo Musner artista terapista dell’Accademia di Belle Arti di Brera e i tirocinanti compreso il compagno dell’arista terapista. Si ringrazia il Dott. Antonio Prunas per la sua presenza e intervento. Si ringrazia il Dott. Roberto Villa per la presentazione dei gruppi AMA “La Fiaba che Ci Racconta”. Si ringrazia Bruno il curatore dello Spazio Energolab e i sui aiutanti. Si ringrazia tutte le persone che hanno partecipato attivamente a tutta l’iniziativa. Per ultimo e non ultimi si ringrazia tutte le persone che hanno partecipato ai laboratori sull’identità di genere organizzati all’interno della sede di ALA Milano Olus e realizzato i prodotti della mostra tra cui Alice, Morena, Giuseppe, Gabriela, Brenda, Giulia, Monica, Matteo, Katherina, Miriam, Andrea e Andrea, Letizia, Arianna, Elena, Davissa, Annet, Roberto, Sharlot, Alexandra, Angela. Si ringrazia Marco Albertini del mensile PRIDE per l’inserto nel giornale cartaceo e online. Si ringrazia la trasmissione radiofonica L’Altro Martedì di Radio Popolare condotto da Eleonora Dall’Ovo per la promozione radiofonica. Grazie a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa in ricordo delle vittime di transfobia.

La storia di Antonia

«io transgender di Bisceglie vi racconto il mio passato di prostituta»

«I miei clienti abituali partivano da un’età intorno ai 16 anni e finivano intorno ai 60 anni, tutte persone comuni, sigle, fidanzati, sposati, conviventi, padri di famiglia, coppie formate di donne e uomini, di vari ceti sociali, regioni, paesi e quant’altro», questa una delle rivelazioni di Antonia, transgender ed ex prostituta di Bisceglie. Intervista realizzata da: NICOLA RICCHITELLI per “LA VOCE GROSSA

Nata a Bisceglie nel 1972, nel 1994 si trasferisce a Milano per intraprendere quello che si dice in ambito medico scientifico viene definito percorso di transizione, riattribuzione del genere MtoF (Male to Female, da maschio a femmina); Responsabile dello Sportello Trans di ALA Milano Onlus; milita e lotta attivamente contro la discriminazione e la transfobia esponendosi sempre in prima linea. Peer Educator in progetti sulla prostituzione occupandosi di persone Transgender. Fa parte del Coordinamento Arcobaleno di Milano e provincia. Fa parte del Coordinamento Nazionale Trans Sylvia Rivera. Ha contribuito alla realizzazione di tre documentari sulla realtà trans: “Crisalidi 5 racconti di vita trans” di Federico Tinelli, “O sei uomo o sei donna.. chiaro?!” di Enrico Vanni, “Antonia” di Dimitri Singenberger; ha contribuito alla realizzazione dei libri di Monica RomanoDiurna”, e di “Le cose cambianoIsbn Edizioni Corriere della Sera; è attrice per la compagnia teatrale sull’Identità di Genere ATOPOS Variabili Umane. Da sempre coltiva la passione e lo studio per le discipline esoteriche.
(continua…)