Documentario – ANTONIA

Come tutti gli anni anche quest’anno dal 19 al 23 giugno ’14 ci sarà il 28° Festival Mix Milano di Cinema GayLesbico e Queer Culture presso il Teatro Strehler Largo Geppi  1, raggiungibile con MM Lanza linea verde. All’interno della rassegna cinematografica ci saranno molti film e documentari a tematica gay, lesbica e trans, tra cui venerdì 20 giugno all’interno della sala “Scatola Magica” alle ore 21.40 sarà proiettato per la primissima volta sul territorio europeoAntonia” del regista svizzero Dimitri Singerbergen (Italia 2014 – 30 minuti). Il film documenta la vita quotidiana di Antonia Monopoli Neo Donna Transgender 40enne, responsabile dello Sportello Trans di ALA Milano e le attività che conduce all’interno della sede di ALA Milano Onlus, il raggiungimento di un riconoscimento giuridico, la consapevolezza di essere una donna diversa dalle donne nate donne. Dimitri, un giovane autore, realizza un documentario-ritratto intimo su di lei. Inaspettatamente tra i due s’instaura un rapporto profondo di amicizia e complicità che coinvolge Dimitri nel film e gli permette di scoprire aspetti curiosi di Antonia, una donna che si sente sentimentalmente sola.

Per saperne di più: 28°Festival Mix Milano
rassegna: Antonia  

Per ricordare e non dimenticare

Foto realizzate da: Eris Photo

Il 25 gennaio ’14 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano all’interno del 3° Forum delle Politiche Sociali e dell’iniziativa “LGBT: i diritti di tutte e di tutti” c’è stata la proiezione del film: “Invano mi odiano: racconto sui cristiani LGBT in Russia” della regista Yulia Matssiy, a seguire i vari rappresentanti lgbt presenti del territorio Milanese hanno espresso la loro opinione riguardo il film e lo stato attuale della condizione delle stesse persone lgbt sul territorio nazionale. La nostra responsabile Antonia Monopoli del servizio che offre all’interno della sede di ALA Milano Onlus come Sportello Trans, era presente come rappresentante della realtà transgender. Nel suo intervento che si era preparata ma per i tempi stretti ha espresso in sintesi le seguenti riflessioni: “un bellissimo film in cui mi ricorda una similitudine con lo SHOAH, ricodando che siamo alla vigilia della Memoria, gli scenari sono cambiati, sono passati anche degli anni dallo stesso, ma a quanto pare ci sono ancora delle similitudini e un comune denominatore: la persecuzione nei confronti di chi è diverso e quindi si innesca la paura e la fobia verso persone gay, lesbiche, transgender, ebree, straniere, zingari, prostitute e quant’altro. Credo però che i processi di cambiamento culturali dovrebbero partire da noi stessi cercando di adottare un linguaggio più consono alle realtà e alla quotidianità. Dobbiamo assumerci la responsabilità di portare avanti le richieste di tutte le realtà anche nella comunicazione, anche perché credo che stiamo tutte e tutti sulla stessa barca. Faccio un esempio tante volte leggo e ascolto persone che citano solo l’omofobia cercando di semplificare e integrare in questo termine la transfobia, mi sta bene l’integrazione difatti io stessa lavoro in una organizzazione che si occupa anche di integrazione sociale oltre che di prevenzione,  ma la semplificazione anche no! Per paura poi di perdere del tempo magari, non so, mi verrebbe da pensare. Anche perché nel termine transfobia si racchiude una complessità così svariata di percorsi di persecuzioni e discriminazioni che le persone transgender vivono quotidianamente. Da premettere, che l’Italia detiene il primato nel mondo, in base alla popolazione, come vittime di transfobia. Le vittime di solito sono sempre quelle persone che si rendono visibili all’occhio nitido del cittadino, che possono essere le trans che si prostituiscono, le persone trans vittime di violenza domestica da parte dei genitori e a volte anche dai partner, come per le trans straniere alle quali arrivano nel nostro paese a volte attraverso il racket organizzato e quindi vittime di sfruttamento sessuale, come possono essere le persone trans attiviste, le persone trans che non hanno il documento conforme all’aspetto e hanno continue discriminazione e difficoltà nella ricerca del lavoro, o anche nell’acquisto e nella ricerca di una casa in affitto, e altro ancora quando si recano nelle scuole nel periodo delle votazioni in cui ci sono gli appositi cartelli binariuomini e donne“, e ancora quando si recano in posta per ritirare raccomandate e pacchi e anche per pagare le bollette, oppure quando si recano nelle strutture ospedalieri e presentano il documento di identità per un qualsiasi controllo medico o day hospital . Sì tutto questo perché non si ha un documento d’identità conforme all’aspetto. Nell’ottantadue è stata approvata la legge 164, la prima in tutta Europa dove allora era all’avanguardia ma oggi è antiquata perché questa legge riconosce solo ed esclusivamente le persone che rettificano chirurgicamente il sesso biologico, mentre per le persone trans precedenti a questo passaggio e alle persone trans che non hanno nessuna intenzione di rettificare il sesso perché hanno raggiunto un proprio equilibrio psicofisico, sono penalizzate e quindi non vengono riconosciuti i più elementari diritti umani.”
Antonia Monopoli responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus
Servizio Fotografico
realizzato da Sharlot Eris  

RosAzzurro

Speriamo che questo 2014 sia l’anno della visibilità per tutte le persone che fanno parte dei movimenti LGBT. Per questo abbiamo deciso di segnalarVi il progetto denominato RosAzzurro  di Sharlot Eris fotografa e transgender che sta portando avanti, già iniziato nell’anno 2013 con il sostegno di ALA Milano Onlus e dal servizio Sportello Trans ALA Milano.

RosAzzuro, di cosa si tratta? In una società in cui, ancora oggi, moltissime persone pensano alle lesbiche,ai gay,alle persone bisessuali e alle persone transgender associati a stereotipi, ed è importante dare visibilità della propria condizione per una maggiore consapevolezza di se stessi/e e per dare voce alla quotidianità.
Per questi motivi Sharlot ha deciso di catturare, attraverso le lenti della sua macchina fotografica, le vite di chi vorrà partecipare al suo progetto, per raccontarla in uno o più scatti.

La scelta della fotografia come medium nasce dalla volontà di rendere le storie raccontate dal progetto RosAzzurro comprensibili a tutti, attraverso l’utilizzo di un linguaggio senza barriere. Il progetto RosAzzurro consiste nel realizzare dei ritratti in cui potranno essere individuali o di coppia, il luogo in cui si svolgeranno gli scatti e la realizzazione dei ritratti è nelle abitazioni dei soggetti fotografati.

Il progetto RosAzzurro sta già iniziando a coinvolgere volti noti, come quello di Antonia Monopoli responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus e di Stefania Visconti attrice e modella transgender.

Per partecipare al progetto RosAzzurro basta inviare una mail all’indirizzo photo.dasha21@gmail.com, con un racconto autobiografico. L’intenzione di Sharlot Eris è quella di presentare il suo progetto alle gallerie d’arte contemporanea, e portare avanti una campagna stampa per dare visibilità ai ritratti del progetto RosAzzurro, cercando di fare un’azione di informazione per contrastare l’omotransfobia.

A noi come ALA Milano Onlus e Sportello Trans ALA Milano sembra un buon progetto per questo lo sosteniamo, speriamo che questa segnalazione porti alla partecipazione di numerosi/e persone! Intanto vi lasciamo con il primo scatto del progetto RosAzzurro, un autoritratto di Sharlot Eris che troverete all’interno dell’evento realizzato su facebook: clicca qui in cui potrete trovare maggiori info.
Cordiali saluti e Buon 2014.

L’Altro Martedì 26 Novembre 2013

L’Altro Martedì la trasmissione di cultura ed informazione omosessuale e transgender di Radio Popolare del  26 novembre andata in onda dalle ore 21.30 alle ore 22.30. In apertura ci sono state delle notizie dal mondo e dall’Italia che ruotano intorno e dentro la realtà lgbt, con approfondimenti riguardo: Politica e Diritti: Transgender Day of Remembrance, il punto della situazione con Antonia Monopoli transfemminista e responsabile dello Sportello Trans di ALA Milano Onlus.
A seguire approfondimenti con Culture e Società: Medhin Paolos, attivista lesbica di Rete G2, network nazionale che raggruppa figli di coppie straniere ma nati in italia, di cui presenterà lo Sportello G.Lab nato in collaborazione con il Comune di Milano e racconterà le proprie esperienze personali non sempre facili come lesbica di origini eritree. Intervista a cura di Massimo Basili ideatore della rubrica “Bel suol d’amore!” storie ragazzi gay e lesbiche di origini extraeuropee.
Per ascoltare la trasmissione clicca qui