In genere… si discrimina

Discriminazioni, transessualità e lavoro
 Lunedì 20 febbraio 2017 dalle ore 14.30 alle ore 17.30
presso sala Polotti via Campanini 7 Milano  

Saluti
Danilo Margaritella – Segretario Generale UIL Milano Lombardia

Introduce
Clara Lazzarini – Segreteria Regionale UIL Milano Lomardia

Trans e Lavoro
dati, criticità, opportunità e buone prassi
Antonia Monopoli – Responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus

Discriminazioni al lavoro e mobbing
il punto di vista legale
Avv. Gianmarco Negri

Partecipa
Pietro Nocera
Coordinamento UIL Diritti

Coordina: Paola Mencarelli 
Responsabile Coordinamento Pari Opportunità UIL
Milano e Lombardia

scarica la locandina: In genere si discrimina

Noi, imprigionati in un altro sesso – Donna Moderna

I transgender in Italia sono 50.000. Spesso vittime di intolleranza e discriminazioni. Tre di loro ci raccontano cosa significa non riconoscersi nel proprio corpo.

Cosa significa transgender? E com’è vivere da transgender in Italia oggi? La disforia di genere è il disturbo che, per la scienza, provoca “una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico”. «Secondo le nostre stime, in Italia vivono 50.000 persone transessuali» spiega Porpora Marcasciano, presidente onorario della onlus Movimento Identità Transessuale.

«Nel 60% dei casi la transizione è da uomo a donna. È un mondo sempre più giovane dove aumenta la fascia 18-30 anni: le nuove generazioni hanno meno vergogna a dichiararsi. Si tratta di individui con una scolarizzazione medio-alta, spesso sono liberi professionisti. Purtroppo in molti pensano che ci sia un legame tra transessuali e prostituzione, che invece riguarda solo il 10% dei transgender».

Il 20 novembre è il Transgender Day of remembrance. Le vittime dell’odio contro i trans sono 250 all’anno nel mondo. L’Italia è prima in Europa per questi episodi, ecco perché vogliamo raccontarvi la storia di tre persone che tutto questo l’hanno vissuto sulla propria pelle, protagonisti del progetto fotografico “Tra le nuvole – elovun el arT” realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofalo.

Gianmarco Negri 38 anni, di Tromello (PV)
<<Mi sono sempre sentito maschio, anche se mi chiamavo Maria e le forme del corpo si ammorbidivano. Ma 20 anni fa le 3.000 anime del paese in cui sono nato non erano pronte a vedere una ragazzina che voleva cambiare sesso. Così sono stato zitto. Mi sono laureato, ho aperto il mio studio da avvocato, ho cercato l’amore nelle donne che mi capivano. A 35 anni avevo tutto, ma non la felicità. Così nel 2014 ho iniziato l’iter della transizione: le sedute con lo psichiatra, terapia ormonale, il via libera al cambio di sesso e l’intervento per rimuovere seno, utero e ovaie. Ora c’è Gianmarco, una persona risolta. I clienti del mio studio legale sono stati fantastici: mi sono raccontato con calma e chiarezza, ho spiegato il motivo di quella barba che cresceva mentre indossavo ancora camicette da femmina e i miei desideri. Tutti hanno capito. Uno ha chiosato: “Avvocato, e lei avrà la stessa determinazione, con le nostre cause siamo in una botte di ferro”. Allora ho capito che noi transgender dobbiamo parlare e far capire  alla gente che cosa ci succede. In fondo, siamo persone che nascono nel corpo sbagliato e cercano a ogni costo di avere quello giusto>>.

Antonia Monopoli 44 anni, di Bisceglie (BT).
<<In seconda elementare il medico ha convito i miei genitori a portarmi in manicomio: lì avrebbero sistemato quel bimbo che sculettava e giocava con le bambole. Ma mia mamma spaventata, mi  prese in braccio e mi ha portata via>>. Antonia ripercorre il nastro della sua esistenza a voce bassa. <<L’adolescenza è stata un tour infernale tra psicologi che mi facevano sentire sbagliata e io mi punivo con alcool e tentativi di suicidio. A 17 anni la svolta: ho incontrato una ragazza transessuale e finalmente ho capito chi ero. L’ho seguita a Roma, poi a Milano e ho iniziato a prostituirmi. Non mi giustifico, ma all’epoca era l’unico modo per guadagnare. L’ho fatto per 10 anni, è una fase che vorrei cancellare. Proprio per evitarlo ad altri, oggi lavoro per l’associazione ALA Milano Onlus e mi occupo dello Sportello Trans: mi rivedo nelle persone che aiuto, lotto per i loro diritti, per quell’operazione che io ho avuto 4 anni fa. Ho rimosso le gonadi e per ora mi fermo qui (l’intervento totale prevede anche l’asportazione del pene, ndr). Il futuro? Mi vedo circondata da amici, sorelle e nipoti e da un compagno. Non è facile starmi accanto, ma non demordo>>

Samantha Trapanotto 42 anni, di Catania.
<<Soffro delle sindrome di Klinefelter, un’alterazione genetica dà caratteri sessuali maschili e femminili. Da bambino temevo di essere uno scherzo della natura, un ragazzino a cui cresceva il seno, un mistero per i coetanei. La famiglia è stata la mia ancora: mio papà ha arginato le mie inquietudini e ha sotenuto ogni mia scelta. Come quella di andare a Palermo e di avvicinarmi al mondo transessuale, dove ho compreso che potevo lasciar esplodere la mia femminilità. La terapia ormonale, la ricerca di un lavoro serio e l’intervento nel 2003 sono stati un arricchimento, un viaggio che mi ha portato a diventare l’individuo che sono: una donna che si occupa di amministrazione in un ospedale, che vuole cancellare stereotipi e tabù, come quello che collega transessuali a prostituzione e perversione. Ho sempre avuto storie lunghissime e non c’è stato uomo che non mi abbia detto che in me vedeva solo una donna>>.

Quanto è difficile, in Italia, cambiare identità?

Un transgender può cambiare identità sui documenti senza fare l’intervento. Lo ha stabilito una sentenza del 2015 della Corte Costituzionale. «È stata una svolta storica» nota Porpora Marcasciano della onlus Movimento Identità Transessuale.

«Non tutti possono e vogliono operarsi, sia per ragioni economiche sia per problemi fisici. Avere un documento contrario alla propria appartenenza sessuale era un problema, per esempio rendeva difficile l’accesso ai servizi sanitari o alle agenzie di collocamento».

Il costo medio dell’intervento per cambiare genere è di circa 15.000 euro: è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, ma i tempi di attesa sono molto lunghi perché sono pochi gli ospedali che lo fanno. Molti transgender decidono perciò di farsi operare privatamente o vanno all’estero.

Fonte: Donna Moderna

Tra le Nuvole – Parliamo di transessualità

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, che si celebra in tutto il mondo il 20 di novembre, e a pochi giorni prima, della chiusura della mostra fotografica “Tra le nuvole” in esposizione fino a sabato 19 novembre, giovedì 17 novembre 2016 alle ore 18:30 presso ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano in via De Amicis 10, è prevista la proiezione di un documentario realizzato dalle ideatrici del progetto: Paola Arpone e Georgia Garofalo con il contributo di Zelia Zbogar per le interviste e Daniela Federico per montaggio, dedicato alle esperienze di vita e lavoro della responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus Antonia Monopoli, l’Avvocato Gianmarco Negri. A seguire ci sarà un dibattito con la presenza delle ideatrici del progetto Paola e Georgia, dei due protagonisti del documentario e promotori sopracitati e della Dottoressa in endocrinologia Stefania Bonadonna, moderato dai responsabili dall’ufficio della Casa dei Diritti. 

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transessuali Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

La mostra fotografica è stata lanciata dal Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, sostenuta da AGEDO, Arcigay CIG Milano, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale)  AME Onlus (Associazione Medici Endocrinologi), SIMA (Società Italiana Medicina dell’ Adolescenza) e PARKS Liberi e Uguali, LeccoMilano.

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AME Onlus – Comunicato stampa

Disforia di genere, sono oltre 4mila le persone trans In Italia: tante le difficoltà da affrontare. “Tra le nuvole”, forse è così che si sentono le persone che nascono nel sesso diverso da quello a cui sentono di appartenere. Dal punto di vista medico la disforia di genere (DIG) è una condizione di grande disagio perché è l’intera identità che è messa in discussione e con essa le relazioni familiari, amicali, lavorative e occasionali.

“Sono persone che esprimono una richiesta d’aiuto globale, spiega Piernicola Garofalo, Presidente AME ONLUS, Associazione Medici Endocrinologi, e hanno bisogno di un intervento non solo medico ma di un supporto complessivo di orientamento. Basti pensare cosa implica cambiare il proprio corpo per comprendere la profondità e i significati di un intervento di tipo farmacologico e/o chirurgico che coinvolge l’anima stessa della persona.

Per far fronte anche alla complessità degli interventi che questa condizione richiede, l’AME, Associazione Medici Endocrinologi, crea un gruppo di lavoro che ha l’obiettivo di favorire la formazione nello specifico campo promuovendo incontri per supportare e orientare le persone con DIG.

Il gruppo ha anche la finalità di creare una rete endocrinologica esperta sul territorio nazionale, con almeno un centro per regione, che possa dare risposte sulla base delle esperienze più avanzate sul nostro territorio, predisporre linee guida condivise, raccomandazioni sui trattamenti e poter essere un punto di riferimento per le persone che hanno difficoltà a trovare centri e strutture in grado di proporre interventi appropriati”.

“E proprio domani, spiega Stefania Bonadonna, Referente AME per la Regione Lombardia, a Milano, si inaugura la mostra fotografica “Tra le nuvole” presso la Casa dei Diritti di Milano con il sostegno del Comune di Milano, alla quale l’AME ONLUS è stata invitata quale riconoscimento per l’impegno professionale a favore delle persone Lgbt.

Tra le nuvole” è un progetto fotografico che racconta il transessualismo attraverso ritratti di dieci modelli che raccontano le loro storie e il loro percorso in una modalità artistica e ironica”.

“Ma sarà anche l’occasione per far conoscere la nascita di un servizio di endocrinologia all’interno dell’associazione ALA Milano Onlus che vuole diventare un punto di riferimento per le esigenze di un’ampia comunità di persone trans, in collaborazione con lo Sportello Trans che dirigo, spiega Antonia Monopoli, che è diventato dal 2009 un punto che offre accoglienza, ascolto, orientamento e accompagnamento, volto a persone transessuali e transgender e ai loro affetti. Gli incontri individuali si svolgono il mercoledì, 2 sabati al mese i gruppi ama (auto mutuo aiuto) ed è disponibile una linea telefonica dedicata (377.70.79.633). Il servizio è situato in via Pietro Boifava 60/A zona Teatro ATIR Ringhiera Milano.

Per sapere di più:
Associazione Medici Endocrinologi

Tra Le Nuvole – Inaugurazione

Il Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, presenta, presso ufficio Casa dei Diritti, la mostra fotografica a cura di Paola Arpone e Georgia GarofaloTRA LE NUVOLE, in esposizione dal 3 al 19 novembre 2016 con inaugurazione giovedì 3 novembre 2016 ore 18.30 con la presenza delle autrici, della testimone Francesca Vecchioni e alcuni modelli transgender che hanno partecipato. La serata si concluderà con un aperitivo sponsorizzato da LeccoMilano.

La mostra fotografica è stata sostenuta da AGEDO, Arcigay CIG Milano, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale)  AME Onlus (Associazione Medici Endocrinologi), SIMA (Società Italiana Medicina dell’ Adolescenza) e PARKS Liberi e Uguali.

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transgender Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

A corredo dell’esposizione è proiettato sulla parete centrale dell’ufficio Casa dei Diritti un contributo di video-arte, ovvero un montaggio del making-off del set fotografico e delle interviste ai modelli ritratti.

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Forze dell’Ordine contro Omofobia e Transfobia

PROGRAMMA:

  • Ore 10:30 – Apertura della Conferenza, saluti di benvenuto e introduzione del programma – presentazione di Polis Aperta, Associazione LGBT di appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine.
  • I Parte: “Sicurezza e Comunità: Forze di Polizia contro Omofobia e Transfobia”, il ruolo fondamentale di chi indossa l’uniforme nella lotta contro le discriminazioni e i crimini ai danni della comunità LGBT.

Conoscenza e Formazione.

  • Cosa è stato fatto, e cosa si può fare, le esperienze formative in Italia e all’estero. Percezione e Paura.
  • Fine dell’antagonismo tra operatori e comunità, come superare il fenomeno della mancanza delle denunce di fronte ad un aumento dei crimini Omo/Lesbo/Bi/Transfobici.
  • I Casi.
  • Conoscerli per contrastarli, uno sguardo sui recenti fatti di cronaca.

Interverranno rappresentanti delle Forze dell’Ordine e autorità istituzionali:
il Vice Console degli Stati Uniti d’America per la Stampa e la Cultura a Milano, Deputy Public Affairs Officer, Rami SHAKRA; il Membro della Knesset (Parlamento Israeliano) Amir OHANA; il Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato Dr. Stefano CHIRICO, in rappresentanza dell’O.S.C.A.D. (Osservatorio Contro gli Atti Discriminatori del Ministero dell’Interno), il Direttore dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) Francesco SPANO, il Presidente ANDDOS (Associazione Nazionale contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale) Mario Marco CANALE, la Responsabile dello Sportello Trans A.L.A. Milano, Antonia MONOPOLI.

Pausa

  • II Parte: “Sindacati e Lavoratori LGBT in Polizia: Libertà e Uguaglianza nel Lavoro e nella Vita”, apprendere e condividere le buone prassi nazionali ed internazionali per l’inclusione e l’uguaglianza dei lavoratori delle Forze di Polizia, a prescindere dal loro orientamento sessuale e identità di genere, e riflettere sulla responsabilità ed il ruolo delle organizzazioni sindacali.
  • I Rami della Discriminazione.
  • Sesso, Età, Religione, Razza, Malattia e/o disabilità, Orientamento Sessuale e di Genere, inclusione ed uguaglianza sul lavoro.
  • Il Mobbing Omo/Lesbo/Transfobico.
  • Quando non importano le capacità, quando è la sola vita privata a qualificarti, le organizzazioni sindacali devono creare un luogo di lavoro sicuro per i dipendenti.
  • Violenza Fisica e Psicologica.
  • Anche oggi la lingua ferisce più della spada.

Interverranno rappresentanti delle maggiori sigle sindacali confederali e di categoria: Dr.ssa Evelina ARGURIO, Responsabile dello Sportello contro le discriminazioni del S.I.L.P./C.G.I.L., il Dr. Fabrizio CAIAZZA, Coordinamento Diritti U.I.L./F.P.L., e la Dr.ssa Sarah MUSOLINO, Dipendente del Ministero dell’Interno in ruolo civile.

Pausa Pranzo

  • III Parte: “Transessuali in Uniforme… è veramente un tabù?”, uno sguardo sulla situazione italiana e mondiale sulla condizione dei colleghi in transizione e sul triplo ostacolo dell’accettazione personale, sociale e nelle caserme.

Interverranno per raccontante le loro storie:
il Sergente Liam RUBIN, adesso civile, arruolata nell’esercito israeliano come Linoy, congedata come Liam alla fine del regolare servizio di leva; per l’Italia Stefania PECCHINI, Assistente della Polizia Locale di San Donato Milanese.

  • Video messaggio dell’On. Ulrike Lunacek, Vicepresidente del Parlamento Europeo e Co-presidente dell’Intergruppo LGBTI

Pausa

  • IV Parte: “Polis Aperta: Traguardi Raggiunti e Nuovi Orizzonti”, uno sguardo su quanto fatto fino ad oggi e gli obiettivi dell’immediato futuro.
  • Presentazione dell’E.G.P.A. (European LGBT Police Association).
  • Video della Prima Conferenza Mondiale delle Forze di Polizia LGBT, tenutasi ad Amsterdam dal 3 al 6 agosto 2016.
  • Video promozionale di presentazione della prossima Conferenza Europea che si terrà a Parigi (Francia) nel 2018.
  • Video promozionale di presentazione della Seconda Conferenza Mondiale che si terrà a Toronto (Canada) nel 2019.

La Conferenza verrà moderata: dalla Dr.ssa Simonetta MORO e dal Dr. Gabriele GUGLIELMO, rispettivamente Presidente e Segretario Nazionale di Polis Aperta, in forza nei Corpi di Polizia Locale dei Comuni di Bologna e Torino.

Nel Corso della Conferenza verranno consegnati per la prima volta, a coloro che indossando una divisa si siano distinti nella battaglia per i Diritti Civili della comunità LGBT, anche non facendone parte, i Laurel Hester Awards, targhe onorarie in memoria del Tenente di Polizia statunitense che, ormai malata terminale, lottò fino all’ultimo giorno della sua vita affinché alla sua compagna fossero riconosciuti gli stessi privilegi che spettavano ai coniugi dei colleghi etero.

  • Ore 17:30 – Chiusura della Conferenza, ringraziamenti e saluti finali.

Al termine di ogni sessione ci sarà la possibilità di:
per il pubblico di intervenire e porre domande inerenti gli argomenti trattati.

Potete scaricare la locandina

TRA LE NUVOLE – Comunicato stampa


UN PROGETTO FOTOGRAFICO DI PAOLA ARPONE E GEORGIA GAROFALO

  INGRESSO LIBERO 3/19 NOVEMBRE 2016

Via De Amicis 10 Milano 

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, che si celebra in tutto il mondo il 20 di novembre,  il Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, presenta, alla Casa dei Diritti di Milano, la mostra fotografica a cura di Paola Arpone e Georgia Garofalo: TRA LE NUVOLE - ELOVUN EL ART, in esposizione dal 3 al 19 novembre 2016 con inaugurazione alla presenza delle autrici, e della testimone Francesca Vecchioni apertura al pubblico e aperitivo giovedì 3 novembre 2016 alle ore 18:30.

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transessuali Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera Transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

A corredo dell’esposizione è proiettato sulla parete centrale della Casa dei Diritti un contributo di video-arte, ovvero un montaggio del making-of del set fotografico e delle interviste ai modelli .

In occasione degli ultimi giorni di apertura al pubblico della mostra, il 17 novembre 2016 alle ore 18:30 è previsto un dibattito condotto dai relatori della Casa dei Diritti in cui interverranno i protagonisti e promotori dell’iniziativa Antonia Monopoli e Gianmarco Negri, preceduto dalla proiezione di un documentario dedicato alle loro rispettive esperienze di vita e lavoro realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofalo con il contributo di Zelia Zbogar per le interviste e Daniela Federico per montaggio.

PAOLA ARPONE - ENOPRA ALOAP

Paola Francesca Arpone nasce a Milano. Intraprende sin da giovanissima la carriera fotografica collaborando con Oliviero Toscani, Guido Harari, Giuseppe Pino, Pino Guidolotti e altri, al SuperStudio 13 di Milano dove lavora come assistente fotografa. Dal 1997 diventa fotografa professionista. Ha pubblicato su riviste e quotidiani come Style, Class, Panorama, Il Corriere della Sera, Io Donna, La Repubblica e altri. Ha anche collaborato con case discografiche ritraendo artisti come Tiziano Ferro, Paolo Nutini, Arisa, Giuliano Palma e Cristina Donà. Come fotografa pubblicitaria e corporate ha lavorato con diverse agenzie e compagnie quali Leo Burnett, Ebehard e Virgin Radio.

GEORGIA GAROFALO - OLAFORAG AIGROEG

Diplomata presso la scuola del fumetto di Milano nel 2003, intraprende la carriera di scenografa presso villaggi turisti e produzioni cinematografiche indipendenti. Nel 2005 approda all’Atelier Quattordici - Grafica Upiglio 22205 dove si appassiona all’arte incisoria e nel quale lavorerà per un breve periodo come stampatrice qualificata, in quei anni con l’appoggio di stampatori noti come Daniela Lorenzi e Daniele Upiglio partecipa a mostre collettive come “13×17  www.padiglioneitalia” a cura di Philippe Daverio & Associati mostra itinerante tutt’ora riproposta in tutta Italia, e “Corrispondencia” a cura di Helena FreddiCentro Universitario Belas Artes de Sao Paulo du Brasil, Daniela LorenziDa stampatrice calcografica a stampatrice fotografica il passaggio e’ breve, questo le permetterà di avvicinarsi alla tecnica fotografica e di grafica digitale. A Maggio 2015 riprende il suo percorso artistico con una personale fotografica, col quale dà inizio a contaminazioni creative. Attualmente lavora come freelance fotografa collaborando con studi fotografici, privati, agenzie di eventi ed enti regionali quali Alto Adige-Sud Tirol (per manifestazioni al padiglione Alto Adige in Expo2015),
e stampatrice calcografica presso A14.

Si ringraziano i modelli Antonia, Gianmarco, Eleonora, Diego, Gloria, Christian, Annalisa, Federico, Samantha, Emanuele, e Daniela Federico per il montaggio video, Tea Dragano per la postproduzione foto, Zelia Zbogar per i testi e le interviste,  la stilista Noelia Paragliola e Valentina Grassini per il font delle scritte.

INFO Casa dei Diritti via De Amicis 10 Milano Tel 02.88441641
e-mail: pss.casadeidiritti@comune.milano.it

Sportello Trans ALA Milano via Boifava 60/A Milano Tel 3777079633
e-mail: info@sportellotransalamilano.it

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Gruppo AMAto “Sportello Trans ALA Milano Onlus”


Il gruppo di Auto Mutuo Aiuto (AMAto) è qualcosa che va oltre
la semplice somma delle persone, è uno stile di vita fondato sulla reciprocità una fonte per superare situazioni di disagio


Il gruppo AMAto si svolge in un contesto intimo, filtrato e protetto, creato per permettere il confronto sereno e libero fra persone che desiderano approfondire il tema dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale in ogni sua sfumatura. E’ un’opportunità di incontro, un luogo dove poter essere accolti ascoltati e ascoltarsi mutualmente senza giudizi, in un clima armonioso.

Lo scopo del Gruppo è quello di creare, attraverso il contributo di ciascun componente, un ambiente all’interno del quale condividere riflessioni ed esperienze di vita tra persone che hanno in comune un percorso di ricerca e di approfondimento dei temi relativi all’affettività e all’identità di genere: ruoli di genere, percorsi di transizione medicalizzati e non medicalizzati, sperimentazione dei generi tramite l’utilizzo degli abiti, momenti di indagine personale del genere di appartenenza o di elezione.

L’ auto mutuo aiuto sviluppa e migliora le competenze di vita e relazionali dei partecipanti nonché la capacità di scoprire sé stessi, di identificarsi, di accrescere l’autostima e di individuare quale potrebbe essere il percorso migliore per il raggiungimento del proprio equilibrio psicofisico. Il Gruppo è un luogo nel quale le persone possono attingere dalle esperienze degli altri cogliendo spunto ed esempio, per la soluzione delle proprie problematiche, anche dai risultati positivi ottenuti dai partecipanti attraverso le strategie che essi hanno condiviso.

Favorisce la socializzazione e offre l’occasione di scoprire le risorse interiori per poter affrontare i disagi con forza e atteggiamenti positivi. Può aiutare a cambiare i propri schemi mentali, attraverso la crescita personale che deriva dal confronto con altre esperienze che facilitano la capacità di vedere le cose anche in diverse e sconosciute prospettive.

Si propone come forma di aiuto mutuale non alternativo ad altri approcci: psicoterapeutici, psicologici o di altra natura medica, ai quali non si sostituisce. Qualora la persona sentisse la necessità di un supporto mirato in tal senso, dovrà rivolgersi a professionisti esperti e competenti. In tal senso si segnala che, tra le altre, all’interno dello Sportello Trans è attiva l’“Area di Sostegno Psicologico” nella quale operano professionisti esperti nei temi sviluppati dal Gruppo pertanto, chi volesse, potrà chiedere alla responsabile dello Sportello Trans i loro recapiti.

I partecipanti al Gruppo sono alla pari: aiutarsi mutualmente è una norma del gruppo. La partecipazione è spontanea ed è aperta anche alle famiglie, agli amici, ai parenti ed alle persone che si relazionano con i componenti del Gruppo e che desiderano approfondire i temi che lo stesso sviluppa.

La partecipazione al Gruppo non comporta alcun coinvolgimento automatico oppure obbligatorio nelle attività che lo Sportello Trans decidesse di attivare, promuovere o patrocinare all’esterno.
Viceversa si invitano i componenti del Gruppo, qualora volessero partecipare ad iniziative pubbliche in qualità di “membri del Gruppo AMA Sportello Trans ALA Milano Onlus”, di interpellare prima Antonia Monopoli che, essendo la responsabile dello Sportello Trans, è l’unica ad averne la rappresentanza all’esterno.

Lo spirito del Gruppo consiste nell’affrontare insieme un cammino di crescita, mettendo a disposizione problematiche e soluzioni personali, accettando ed offrendo supporto e solidarietà reciproca, offrendo la propria esperienza come spunto di riflessione e di evoluzione per gli altri componenti.

Il metodo si fonda sull’azione partecipata delle persone che, a partire da un problema, da un disagio, da un bisogno, nel gruppo si attivano e si aiutano, portando ciascuna qualcosa di sé: la propria storia, la propria esperienza, le conoscenze e le competenze.

I facilitatoriAntonia Monopoli e Gianmarco Negri, sono anch’essi alla pari e aiutano il gruppo a scambiare emozioni, sentimenti e pensieri. Non interpretano, parlano di sé e favoriscono la responsabilizzazione individuale e collettiva, garantendo il rispetto delle regole del gruppo e facilitandone la condivisione.

La responsabilità è personale, nessuno nel Gruppo è responsabile per qualcun altro: si può essere emotivamente coinvolti, dal racconto di vita dei partecipanti, con i quali ci si relaziona ed ai quali si offrono spunti di riflessione o prospettive personali, ma questo non significa avere la responsabilità della loro vita o di parte di essa.

La  comunicazione che si instaura all’interno del Gruppo corrisponde al bisogno umano di accoglienza di sé,  di riconoscimento e di rispetto. Il coinvolgimento emotivo alla vita del Gruppo, il confronto con modi di pensare e di essere diversi, la circolarità della comunicazione, conducono la persona a riconoscere e sperimentare capacità e caratteristiche personali.

L’elaborazione delle esperienze condivise diventano il terreno fertile al cambiamento ed alla crescita non solo dei singoli componenti del Gruppo ma anche del Gruppo collettivamente inteso.

LE REGOLE
di seguito elencate sono quelle che il Gruppo ha scelto per sé stesso e che il Gruppo potrà modificare, integrare, sostituire o eliminare:

IN GENERALE

1) Il Gruppo è un luogo di incontro e non di scontro: è chiesto a tutti i partecipanti di essere sempre gentili, rispettosi, educati, non giudicanti, di non alzare il tono della voce e di non cercare di prevaricare sugli altri.
2) L’identità dei partecipanti e ciò che viene discusso all’interno del Gruppo non dovranno assolutamente essere  riferiti a terzi.
3) Le nuove partecipazioni al Gruppo dovranno essere accordate dalla Responsabile dello Sportello Trans:  Antonia Monopoli.
4) La presenza non comporterà obbligo di continuità, si parteciperà al Gruppo quando lo si riterrà necessario o utile.
5) Il gruppo sarà aperto alle relazioni affettive esterne, fermo restando la regola di cui al punto “3”.
6) Nessuno sarà obbligato a parlare, la partecipazione potrà limitarsi anche solo all’ascolto.
7) Ognuno dovrà avere la possibilità di parlare e di intervenire.
8) Sarà buona norma essere puntuali rispetto all’orario di inizio degli incontri (ore 17,45). In caso di ritardo si prega di avvisare uno dei due facilitatori.
9) Salvo casi eccezionali, si parteciperà al Gruppo fino a quando sarà terminato  (ore 20,00).
10) Il telefono dovrà rimanere spento o in modalità silenziosa.
11) Salvo urgenze il cellulare non sarà usato durante gli incontri.
12)  Non ci si potrà allontanare per fumare o per telefonare.

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEGLI INCONTRI

13) All’inizio della serata ognuno farà una breve presentazione di sé cercando di contenersi in un tempo non superiore a 4/5 minuti.
14) Saranno i facilitatori a decidere di volta in volta da chi partire per dare inizio alle presentazioni;
15) I partecipanti che desiderano discutere con il Gruppo qualche problematica personale, o affrontare un argomento in particolare, lo diranno all’inizio dell’incontro, durante la presentazione, per garantirsi così priorità una volta terminate le presentazioni.
16) Il partecipante al Gruppo che sta esponendo una sua problematica, o vissuto personale, in qualsiasi momento potrà dire “STOP”. In questo caso il Gruppo non gli rivolgerà altre domande, o spunti di riflessione, e si concentrerà su altri argomenti ed altri partecipanti al Gruppo.
17) Quando un membro del Gruppo ha la parola, gli altri ascolteranno in silenzio, evitando di formare sottogruppi.
18) Ogni partecipante, prima di intervenire, aspetterà che chi sta parlando termini il proprio discorso, eventualmente alzando la mano, in tal caso saranno i facilitatori a fare in maniera che possa prendere la parola dando priorità a chi l’ha alzata per primo.

Per informazioni per partecipare contattare: info@sportellotransalamilano.it 
oppure 3777079633 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 19
Se volete, potete scaricare il file in formato pdf:
Gruppo AMAto “Sportello Trans ALA Milano Onlus”

Consulenza endocrinologica

Lo Sportello Trans di Ala Milano Onlus, fin dalla sua fondazione nel 2009, ha offerto un servizio rivolto alle persone transessuali e transgender di accoglienza, ascolto, orientamento, accompagnamento, ma anche tutela, supporto e difesa. Lo Sportello Trans, sempre in evoluzione e al passo con le difficoltà che ancora oggi le persone transessuali e transgender si trovano ad affrontare, inaugura un nuovo servizio: la “consulenza endocrinologica” per monitorare la terapia ormonale e raggiungere un buon equilibrio psicofisico. Le consulenze si svolgeranno presso la sede di ALA Milano Onlus in via Pietro Boifava 60/A (zona piazza Abbiategrasso, raggiungibile con MM Verde capolinea Abbiategrasso, Tram 3 e 15) e saranno erogate a persone transessuali e transgender italiane e straniere in possesso di documenti regolari.

Per informazioni e appuntamenti scrivere a:
info@sportellotransalamilano.it
oppure telefonare da lunedì a venerdì dalle ore 9:30 alle ore 19:00
al numero 3777079633.

Secondo raduno transgender

Il 22 settembre alle ore 18.30 si svolgerà il Secondo raduno Transgender, in via Pier Alessandro Paravia 80 (zona MM Lilla Segesta) Milano. Il raduno avrà la finalità principale di trovare idee e soluzioni per poter cambiare la cultura sulle tematiche transgender, innanzitutto partendo dalla salute delle stesse persone, all’accesso e la presa in carico in strutture adeguate, risposte dalle istituzioni e tanti altri argomenti che prenderanno corpo attraverso la presenza di tutte le persone transgender. Un grazie particolare alla presenza delle seguenti persone: Rosaria Iardino, Miki Formisano, Antonia Monopoli e Gianmarco Negri, attivisti e professionisti sempre attenti e pronti a offrire il loro contributo.