Omicidio di Bruna

GIUSTIZIA E’ FATTA  ???

Come un fulmine a ciel sereno, è giunta la notizia che  il 5 febbraio del 2015 la Corte d’Appello di Torino ha ridimensionare drasticamente  la condanna a carico dei due  assassini di Bruna ( Willian Semiao Cock), la donna transessuale trentunenne uccisa per futili motivi nella notte tra il 27 e il 28 febbraio 2012 a Novara.

Accolte  le attenuanti generiche, assolti dal possesso illegale della pistola usata per uccidere, i due sono stati condannati a poco più di 18 anni di reclusione anziché all’ergastolo, come stabilito in primo grado dal Tribunale di Novara.

Questa sentenza suscita in noi  sdegno e amarezza.  Sembra negare l’esistenza di inquietanti elementi  transfobici alla base del crimine commesso.  I due imputati, Paolo Gnemmi e Rocco Timpano, non  indigenti,   hanno ucciso per rubare un cellulare: già in passato sono stati protagonisti di spregevoli comportamenti nei confronti  dei più deboli o dei “diversi”, con  molestie perpetrate nei confronti di persone disabili e donne transessuali.

Il prossimo 28 febbraio 2015, anniversario  dell’omicidio di Bruna, scenderemo tutti in Corso Cavour (angolo delle ore) a Novara alle ore 16.00.  Faremo memoria, con un flash-mob, di tutte le vittime della transfobia. Ricorderemo che l’Italia ha il triste primato nel mondo di omicidi di persone transessuali. Diremo che non ci riconosciamo in quel “Popolo italiano” in nome del quale la Corte d’Assise di Torino ha pronunciato la sentenza a carico degli assassini di Bruna.

Pur rispettando la decisione torinese, non possiamo non esternare i nostri sentimenti. Ci sentiamo tristi, disarmati, delusi ma non sconfitti. Siamo fiduciosi che la Corte di Cassazione saprà fare vera giustizia e ci auguriamo che il legislatore modifichi la  legge Mancino-Reale perché il contrasto di ogni forma di omofobia e transfobia sia più incisivo.

 Rose di Gertrude Magenta ( collettivo di Novara )
Liberazione e speranza Onlus Novara
ALA Milano Onlus

 

Trans freedom march tdor2014


Documento politico Tdor 2014. Trans Freedom March.

Come ogni anno il 20 novembre celebriamo il Transgender day of Remembrance, ricorrenza in cui si ricordano le vittime della transfobia.

Quest’anno vogliamo dedicare il TDoR a due persone che non ci sono più, Nicole e Valentina, due donne trans precocemente scomparse per circostanze tristi della vita. Per loro la violenza transfobica si è scatenata dopo la morte: Nicole è stata seppellita dalla famiglia in abiti maschili e Valentina è stata ricordata nei manifesti funebri col nome da uomo. La mancanza di una legge che riconosca l’identità delle persone transgender ha permesso che le famiglie calpestassero la dignità di queste due donne. Neanche da morte hanno avuto diritto di essere ricordate per come si sentivano e come vivevano.

Chiediamo da tempo che la legge sul cambio di sesso venga modificata e riconosca, come in molti paesi europei, anche i diritti di quelle persone che non arrivano all’intervento chirurgico sui genitali ma vivono comunque la loro vita nel genere d’elezione.

Qualche giorno fa abbiamo inviato una lettera al presidente del consiglio e del senato sollecitando l’avvio dell’iter di discussione dei ddl depositati su tale argomento.

E mentre chiediamo leggi che garantiscano l’uguaglianza continuiamo a batterci per i diritti di tutt@ alla propria diversità, anche rispetto all’identità di genere. In questo scena sociale e politica abbiamo deciso di calare il TDoR di quest’anno e abbiamo deciso di connotarlo con una marcia, per ricordare a gran voce le persone trans che sono state uccise per crimini d’odio. Con la Trans Freedom March vogliamo portare per le strade e nelle piazze la nostra visibilità contro vecchi e nuovi integralismi.

Vi invitiamo ad aderire e promuovere l’evento
.
Sabato 22 Novembre 2014 
ore 16.30
Piazza Vittorio Veneto
Il Coordinamento Tans Sylvia Rivera
per sapere maggiori informazioni:
Coordinamento Torino Pride
invia adesione:  segreteria@torinopride.it

#TDoR2014/Comunicato Stampa

ALA Milano Onlus in partnership con la Casa di Diritti del Comune di Milano e la collaborazione con la fotografa Valeria Abis presentano: “Il tuo tabù è la mia famiglia”

Progetto realizzato in occasione della giornata mondiale “Trangeder Day of Remembrance” (evento di sensibilizzazione volto alla cittadinanza in ricordo delle vittime di transfobia e discriminazione) prevista per il 20 Novembre 2014 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano, verrà presentata ufficialmente la campagna di sensibilizzazione di cui il progetto si fa promotore (calendari, postcard e mostra fotografica). Successivamente al “lancio” della campagna verrà promossa la distribuzione dei calendari e delle postcard e avrà inizio il percorso itinerante della mostra nei Consigli di Zona della Città di Milano (ai quali si richiederà l’utilizzo di spazi adeguati).

Il progetto “Il tuo tabù è la mia famiglia” si rivolge alle persone transessuali e transgender, alle loro famiglie e al lavoro di sensibilizzazione ed informazione sui temi della transessualità, svincolandola possibilmente dalla “prostituzione”, dove è perennemente confinata. Spesso, infatti la conoscenza della realtà transessuale e transgender, è limitata, poco approfondita e fortemente influenzata da pregiudizi e stereotipi. Il progetto viene realizzato, sul territorio milanese, in partnership con la Casa di Diritti del Comune di Milano, con la quale ALA Milano Onlus ha sviluppato un’intesa ed un pensiero comune su questi temi, condividendo alcune strategie in tema di pari opportunità. Quindi Vi invitiamo Giovedì 20 Novembre alle ore 18.30 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano in via Edomondo De Amicis 10 alla presentazione e alla mostra fotografica denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”. La mostra sarà allestita dal 20 al 25 novembre ’14 e sarà disponibile al pubblico nei giorni seguenti: 21/22/24/25 novembre negli orari seguenti dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17 venerdì, lunedì e martedì, mentre sabato dalle 14 alle 17.

Per info: sportellotrans@alainrete.org PSS.casadeidiritti@comune.milano.it
Evento creato anche su facebook: #TDoR2014
Se vuoi puoi scaricare e stampare il comunicato stampa:
Comunicato Stampa TDoR2014Milano 
Se vuoi, puoi scaricare e stampare la locandina: Locandina Evento TDoR 2014

 

Richiesta di discussione e approvazione del “Decreto di legge 405”


Con questa pubblicazione avvisiamo i lettori che il 10 Ottobre 2014 è stata inviata la seguente lettera: 



Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Matteo Renzi
Sig. Presidente del Senato della Repubblica Dott. Pietro Grasso
Sig. Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani Dott. Luigi Manconi
Sig.ra Consigliera in materia di pari opportunità Dott.ssa Giovanna Martelli
Sig. Presidente della Commissione Giustizia al Senato Dott. Nitto Palma

Ai componenti della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica
Oggetto: Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri,
Le associazioni ed i collettivi firmatari della presente si rivolgono a lei per richiedere una legge che consenta alle persone transessuali di assicurarsi nome e sesso coerenti al proprio vivere sociale e per impedire qualsiasi intervento genitale su bambini nati con condizione intersex/DSD.

I firmatari di tale documento ritengono sia indispensabile una modifica della 164/82 che abroghi l’attuale iter giudiziario per la rettifica di nome e sesso anagrafici, in favore di un più snello e gratuito iter amministrativo che ponga il sesso sociale al di sopra di quello genitale, perché questa oggi è l’interpretazione più consona alla società italiana ed europea. Sentiamo forte, inoltre, la necessità di uniformare su tutto il territorio nazionale i percorsi, perché diverse sono le impostazioni delle regioni dal punto di vista dei servizi alle persone transessuali e diversi sono gli orientamenti dei tribunali nell’interpretare la sopracitata legge 164/82.

Attualmente occorrono anni per poter ottenere la rettifica di nome e sesso, anni in cui il solo mostrare un documento è motivo di esclusione sociale e lavorativa e motivo di continua violazione della privacy: ci si trova costretti e costrette a dover spiegare la discrepanza tra documenti ed aspetto a datori di lavoro, ad impiegati di negozi, banche e poste, all’iscrizione a qualsiasi corso, associazione o alla stipula di qualsiasi tipo di contratto e persino alle urne prima del voto. Troppe sono le persone transessuali che per questo motivo faticano a trovare lavoro, una casa in affitto e troppe sono le persone transessuali che per mettersi al riparo dalla transnegatività evitano situazioni che le obblighino ad esporsi: la discriminazione nei confronti delle persone transessuali, secondo un sondaggio ISTAT, è sentita dall’80% dei cittadini.
L’Italia è uno dei paesi dell’Unione Europea che, secondo la Trans Right Europe Map di TgEu, costringe le persone transessuali (ed intersessuali) alla sterilizzazione per poter accedere alla riassegnazione del sesso.

Una modifica della legge 164/82, che renda possibile il cambio anagrafico senza la necessità di affrontare chirurgie mutilanti, è auspicata anche da Amnesty International, in accordo con il rapporto Lunacek redatto dal Parlamento Europeo.
Siamo concordi con Marco Perolini, esperto in materia di discriminazioni di Amnesty International quando afferma: “vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni – molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato – Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla propria identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani”. A quanto appena descritto si aggiungono le sentenze di alcuni tribunali italiani (Roma, Rovereto, Siena), che hanno disposto il cambio di nome e sesso anagrafico in assenza di chirurgia genitale.

Per i motivi sopra esposti e per garantire dignità, inserimento sociale e uguaglianza tra tutti i cittadini, chiediamo che il disegno di legge 405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso, venga presto calendarizzato nella Commissione Giustizia del Senato e trasformato in legge.

Ringraziamo per quanto potrà essere fatto per favorire il rispetto dei diritti delle persone transessuali ed intersessuali e per il contrasto dell’omo-trans-negatività, ancor oggi imperante in Italia.

Inviamo i nostri migliori saluti, in attesa di una cortese risposta.

Gruppo promotore DDL405 – disegnodilegge405.blogspot.it
Maurice GLBTQ
Coordinamento trans Sylvia Rivera
Mit- movimento di identità transgender
Associazione Consultorio Transgenere
Sat. Pink – Sportello Accoglienza Trans Verona
Ala Milano Onlus
ATN – Associazione Transessuale Napoli
ONIG – Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere
Associazione Radicale Certi Diritti
Arcigay – associazione LGBT italiana
Arcilesbica associazione nazionale
Equality Italia – Diritti. Energia per l’Italia
Plus Onlus
Amnesty International
Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford
Rete Genitori Rainbow – genitori LGBT con figli/e da relazioni eterosessuali
A.GE.D.O. – Associazione Genitori Di Omosessuali
Polis Aperta – associazione LGBT appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine
Aven Italia
Circolo di cultura omosessuale – Mario Mieli
Stonewall – associazione d’iniziativa GLBT di Siracusa
Di’Gay Project – DGP
Mondo Arcobaleno LGBT
Circolo culturale Harvey Milk
Coordinamento Torino Pride
Ireos – Centro Servizi Comunità Queer Firenze
Arcigay “Tralaltro” Padova
Arcigay “Marcella di Folco” Salerno
Intersexioni
Anguane – Collettivo Anarco- Queer Ecovegfemminista
DeGender Communia
Fondazione GIC – Genere Identità Cultura
SInAPSi – Servizi per l’inclusione attiva e partecipata degli studenti – Univ. Napoli
Be Free Cooperativa Sociale contro tratta, violenze e discriminazioni

Per aderire scrivere a disegnodilegge405@gmail.com
Puoi scaricare la Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405
Puoi scaricare il comunicato stampa Affermate la dignità e i diritti delle persone transessuali e intersessuali

Antonia – Milano Pride 2014

Il 28 giugno del 2014 sul territorio di Milano come ogni anno, il Coordinamento Arcobaleno di Milano e provincia ha organizzato oltre alla Pride Week, la parata del Pride. Come ogni anno negli ultimi anni, anche quest’anno Antonia Monopoli responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus è stata la portavoce trans del Milano Pride 2014. Qui di seguito potete leggere e vedere il suo intervento effettuato dal palco: Sono qui per parlare della situazione delle persone trans in Italia, una responsabilità e un onore per me. Oggi la persona transessuale è prima di tutto “utente”, che si rivolge a strutture convenzionate, andrologi, psicologi e psichiatri per avviare il percorso di transizione. Poi diventa “assistito” di un qualche avvocato che dovrà accompagnare a più udienze per le istanze di autorizzazione all’intervento chirurgico di cambio di sesso e successivamente di rettifica dei dati anagrafici. Poi è “paziente” di medici chirurghi non sempre sufficientemente competenti. In tanti parlano al posto delle persone in transizione: psicologi, giuristi, avvocati, endocrinologi, andrologi, chirurghi, giornalisti, ma nei fatti le persone transessuali che parlano di sé, sono pochissime perché oggi, in Italia, dirsi transessuale significa perdere il lavoro, non riuscire a trovare una casa in affitto, rischiare di perdere gli affetti, venire additati, essere sottoposti a mobbing, dover essere i migliori per essere trattati come mediocri. Oggi, in Italia a denunciare lo stato di transessualità delle persone è lo stato stesso, che nega la possibilità di cambiare i documenti quando la persona lo desidera e che costringe ad anni di inevitabile stigma, che ormai fa parte di quella moderna via crucis, fatta di stazioni predeterminate scandite da perizie, sentenze e liste d’attesa, che porteranno alla rinascita della persona nei panni dell’altro sesso. La condizione delle persone transessuali in Italia oggi è di persone oppresse ed io ma non solo io, anche tutto il movimento trans italiano ha deciso di sostenere il disegno di legge 405, di cui potete trovare i dettagli su disegnodilegge405.blogspot.it perché questo DDL si prefigge lo scopo di eliminare le due più grandi oppressioni che colpiscono le persone transessuali ed intersessuali: l’impossibilità di autodeterminarsi nel nome e nel sesso scegliendone uno coerente al proprio aspetto ed il mancato divieto di intervenire chirurgicamente sul sesso dei bambini neonati nati con genitali atipici. Il documento politico del pride cita donne, migranti, diversamente abili, lavoratori precari e sfruttati, credenti di minoranze religiose, giovani e studenti, famiglie arcobaleno quali soggetti che più facilmente rischiano di essere discriminati, specialmente nel mondo del lavoro e soprattutto in questo periodo, perché nei periodi di crisi i “lavoratori desiderabili” abbondano. Le persone transessuali, per prime, sono vittime di pluridiscriminazioni, specie se appartengono anche ad una delle categorie citate, faticano a trovare lavoro, sono costrette ad accettare lavori poco desiderabili o a condizioni inaccettabili, faticano a trovare una casa o a terminare gli studi, stentano ad inserirsi nel contesto sociale e politico, non avendo alcuna legge che le tuteli. La possibilità di cambiare identità quando lo si ritiene opportuno significherebbe non dover dare spiegazioni ogni volta che ci si trova a mostrare un documento, significa poter trovare un lavoro con la stessa difficoltà degli altri, significa poter emettere fatture senza doversi giustificare, significa poter considerare l’idea di tenersi quel corpo che la legge vuole vedere adeguato a canoni sessisti così com’è, significa iniziare a parlare della transizione come un percorso di liberazione da maschio o da femmina a sé stessi e non come passaggio da un sesso all’altro, senza che ci sia l’obbligo di sottoporsi a interventi chirurgici di cambio di sesso. Finché sarà lo stato a denunciarci come transessuali ogni volta che mostriamo un documento, permettendo alle persone transfobiche di indentificarci ed escluderci, finché non ci sarà alcuna legge a tutela delle persone trans* che “non passano” e finché le persone intersessuali saranno operate coattivamente ai genitali saremo tutti più concentrati a condurre un viaggio verso l’inivisibilizzazione che verso la liberazione. Intervento dal palco: Milano Pride 2014
Questo intervento è un’estrapolazione de La condizione trans in Italia oggi  di Michela Angelini
 

Per ricordare e non dimenticare

Foto realizzate da: Eris Photo

Il 25 gennaio ’14 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano all’interno del 3° Forum delle Politiche Sociali e dell’iniziativa “LGBT: i diritti di tutte e di tutti” c’è stata la proiezione del film: “Invano mi odiano: racconto sui cristiani LGBT in Russia” della regista Yulia Matssiy, a seguire i vari rappresentanti lgbt presenti del territorio Milanese hanno espresso la loro opinione riguardo il film e lo stato attuale della condizione delle stesse persone lgbt sul territorio nazionale. La nostra responsabile Antonia Monopoli del servizio che offre all’interno della sede di ALA Milano Onlus come Sportello Trans, era presente come rappresentante della realtà transgender. Nel suo intervento che si era preparata ma per i tempi stretti ha espresso in sintesi le seguenti riflessioni: “un bellissimo film in cui mi ricorda una similitudine con lo SHOAH, ricodando che siamo alla vigilia della Memoria, gli scenari sono cambiati, sono passati anche degli anni dallo stesso, ma a quanto pare ci sono ancora delle similitudini e un comune denominatore: la persecuzione nei confronti di chi è diverso e quindi si innesca la paura e la fobia verso persone gay, lesbiche, transgender, ebree, straniere, zingari, prostitute e quant’altro. Credo però che i processi di cambiamento culturali dovrebbero partire da noi stessi cercando di adottare un linguaggio più consono alle realtà e alla quotidianità. Dobbiamo assumerci la responsabilità di portare avanti le richieste di tutte le realtà anche nella comunicazione, anche perché credo che stiamo tutte e tutti sulla stessa barca. Faccio un esempio tante volte leggo e ascolto persone che citano solo l’omofobia cercando di semplificare e integrare in questo termine la transfobia, mi sta bene l’integrazione difatti io stessa lavoro in una organizzazione che si occupa anche di integrazione sociale oltre che di prevenzione,  ma la semplificazione anche no! Per paura poi di perdere del tempo magari, non so, mi verrebbe da pensare. Anche perché nel termine transfobia si racchiude una complessità così svariata di percorsi di persecuzioni e discriminazioni che le persone transgender vivono quotidianamente. Da premettere, che l’Italia detiene il primato nel mondo, in base alla popolazione, come vittime di transfobia. Le vittime di solito sono sempre quelle persone che si rendono visibili all’occhio nitido del cittadino, che possono essere le trans che si prostituiscono, le persone trans vittime di violenza domestica da parte dei genitori e a volte anche dai partner, come per le trans straniere alle quali arrivano nel nostro paese a volte attraverso il racket organizzato e quindi vittime di sfruttamento sessuale, come possono essere le persone trans attiviste, le persone trans che non hanno il documento conforme all’aspetto e hanno continue discriminazione e difficoltà nella ricerca del lavoro, o anche nell’acquisto e nella ricerca di una casa in affitto, e altro ancora quando si recano nelle scuole nel periodo delle votazioni in cui ci sono gli appositi cartelli binariuomini e donne“, e ancora quando si recano in posta per ritirare raccomandate e pacchi e anche per pagare le bollette, oppure quando si recano nelle strutture ospedalieri e presentano il documento di identità per un qualsiasi controllo medico o day hospital . Sì tutto questo perché non si ha un documento d’identità conforme all’aspetto. Nell’ottantadue è stata approvata la legge 164, la prima in tutta Europa dove allora era all’avanguardia ma oggi è antiquata perché questa legge riconosce solo ed esclusivamente le persone che rettificano chirurgicamente il sesso biologico, mentre per le persone trans precedenti a questo passaggio e alle persone trans che non hanno nessuna intenzione di rettificare il sesso perché hanno raggiunto un proprio equilibrio psicofisico, sono penalizzate e quindi non vengono riconosciuti i più elementari diritti umani.”
Antonia Monopoli responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus
Servizio Fotografico
realizzato da Sharlot Eris  

Tdor/13 ringraziamenti

Si ringrazia Ala Milano Onlus tra cui Vincenzo Cristiano, Luca Rosseau, Antonio D’Ercole e Andrea Morello. Si ringrazia SAMAN per la collaborazione, tra cui Achille Saletti, Lorella Raggi, Paola Bettolini, Marika Galli. Si ringrazia il Coordinamento Arcobaleno di Milano e provincia per il contributo economico e per la presenza del portavoce Sergio Prato. Si ringrazia CIG Arcigay Milano per il contributo economico e per i saluti da parte del presidente Marco Mori. Si ringrazia il Comune di Milano per il patrocinio e per la presenza della delegata del Sindaco per le Pari Opportunità Assessore Francesca Zajczink. Si ringrazia UNARONIG e il Coordinamento Trans Sylvia Rivera, per i riconoscimenti. Si ringrazia ErisPhoto per le foto e video che ha realizzato durante tutta l’iniziativa. Si ringrazia la docente Laura Tonani e il curatore della mostra Jacopo Musner artista terapista dell’Accademia di Belle Arti di Brera e i tirocinanti compreso il compagno dell’arista terapista. Si ringrazia il Dott. Antonio Prunas per la sua presenza e intervento. Si ringrazia il Dott. Roberto Villa per la presentazione dei gruppi AMA “La Fiaba che Ci Racconta”. Si ringrazia Bruno il curatore dello Spazio Energolab e i sui aiutanti. Si ringrazia tutte le persone che hanno partecipato attivamente a tutta l’iniziativa. Per ultimo e non ultimi si ringrazia tutte le persone che hanno partecipato ai laboratori sull’identità di genere organizzati all’interno della sede di ALA Milano Olus e realizzato i prodotti della mostra tra cui Alice, Morena, Giuseppe, Gabriela, Brenda, Giulia, Monica, Matteo, Katherina, Miriam, Andrea e Andrea, Letizia, Arianna, Elena, Davissa, Annet, Roberto, Sharlot, Alexandra, Angela. Si ringrazia Marco Albertini del mensile PRIDE per l’inserto nel giornale cartaceo e online. Si ringrazia la trasmissione radiofonica L’Altro Martedì di Radio Popolare condotto da Eleonora Dall’Ovo per la promozione radiofonica. Grazie a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa in ricordo delle vittime di transfobia.

Comunicato stampa TDoR 2013

Il 20 Novembre ricorre in tutto il mondo il “Transgender Day of Remembrance” (Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’odio e del pregiudizio contro le persone transgender).

In questo giorno si organizzano delle veglie in ricordo delle vittime dell’ultimo anno, i siti internet delle organizzazioni, associazioni sensibili al tema vengono oscurati per lutto, gli eventi di tutto il mondo vengono identificati con un’immagine comune, vengono raccolti e messi in rete all’interno di un sito internet gestito da un comitato americano promotore dell’evento International Transgender Day of Remembrance. L’obiettivo generale di questi eventi è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi con presidi, fiaccolate, reading, performance teatrali, mostre fotografiche, eventi musicali e proiezioni cinematografiche.

In occasione di questa ricorrenza, Ala Milano Onlus in collaborazione con l’Associazione Saman e il Coordinamento Arcobaleno di Milano e provincia   organizza un evento nella città di Milano in via Plinio 38 presso Spazio Energolab 

L’evento è una mostra sull’Identità di Genere denominata “Cassetti della Memoria”. Le opere esposte sono il frutto di un percorso di 12 laboratori avvenuto nell’anno 2013 all’interno della sede di ALA Milano Onlus, organizzato da Sportello Trans ALA Milano in collaborazione con il biennio specialistico “teoria e pratica della terapeutica artistica” dell’Accademia di Belle Arti di Brera progetto a cura di Jacopo Musner supervisori Laura Tonani e Michele Oldani.

Laboratori hanno coinvolto un gruppo misto di quindici persone transgender, uomini, donne italiani e stranieri sensibili al tema dell’identità di genere. In uno dei laboratori sull’Identità di Genere ‘Cassetti della Memoria‘ organizzati abbiamo pensato di realizzare un servizio video reportage in collaborazione con ErisPhoto – Servizi Fotografici e Video di Sharlot Eris donna transgender.

L’esposizione è prevista dal giorno 25 novembre 2013 fino al giorno 30 novembre 2013. Il giorno dell’inaugurazione sarà il 25 dalle ore 19 alle ore 21, nei giorni successivi all’inaugurazione la mostra rimarrà esposta negli orari seguenti dalle ore 15 alle ore 20.

Durante l’inaugurazione è prevista la presentazione di tutte le opere presentata dal conduttore e dai partecipanti, in cui ognuno spiegherà anche il proprio percorso sull’identità di genere elaborata all’interno dei laboratori artistici, dando la possibilità al pubblico di fare lo stesso, esprimere la propria opinione sulla propria identità di genere e confrontarsi con i presenti.

Durante la settimana di apertura della mostra sono previsti alcuni momenti formativi e informativi. Nello specifico alcuni esperti di ALA Milano Onlus realizzeranno un numero di 3 laboratori/workshop (di due ore ciascuno). L’iniziativa trae spunto dai laboratori “Cassetti della Memoria” prima citati e saranno condotti dalla responsabile del servizio Sportello Trans di ALA Milano e da un’artista terapista esperto di arti grafico/espressive dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. La proposta è rivolta a tutti i partecipanti alla mostra.

Si intende promuovere la costituzione del gruppo AMA (auto muto aiuto) composto esclusivamente di persone transgender che continuerà la propria esperienza nei mesi successivi a questa iniziativa. Il gruppo AMA è un’esperienza di auto mutuo aiuto, in cui ciascun partecipante ha l’opportunità di trattare il proprio percorso di rielaborazione dell’identità di genere con l’ausilio e il supporto di una moderatrice e di uno psicologo. Per promuovere e pubblicizzare Il gruppo in questione quindi si effettuerà nell’ambito dell’evento TDoR un incontro di 2 ore di simulazione di un gruppo di auto-mutuo-aiuto. Gruppo che verrà definito e consolidato a partire da inizio gennaio 2014.

Si prevede la proiezione del documentarioO sei Uomo o sei Donna…Chiaro?!” di Enrico Vanni con dibattito moderato a seguire sui temi del transgenderismo con la partecipazione della cittadinanza. Durante tutta la manifestazione verranno allestiti dei banchetti informativi delle organizzazioni, enti coinvolti.

Con il Patrocinio di: Comune di Milano
Riconoscimento da:
UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale)
ONIG (Osservatorio Nazionale Identità di Genere)
Coordinamento Trans Sylvia Rivera
Hanno dato un contributo oneroso:
Coordinamento Arcobaleno di Milano e provincia
CIG Arcigay Milano

Per info: Antonia Monopoli Responsabile Sportello Trans di ALA Milano Onlus.
Linea Amica Trans 3777079633
Mail: sportellotrans@alainrete.org