AME Onlus – Comunicato stampa

Disforia di genere, sono oltre 4mila le persone trans In Italia: tante le difficoltà da affrontare. “Tra le nuvole”, forse è così che si sentono le persone che nascono nel sesso diverso da quello a cui sentono di appartenere. Dal punto di vista medico la disforia di genere (DIG) è una condizione di grande disagio perché è l’intera identità che è messa in discussione e con essa le relazioni familiari, amicali, lavorative e occasionali.

“Sono persone che esprimono una richiesta d’aiuto globale, spiega Piernicola Garofalo, Presidente AME ONLUS, Associazione Medici Endocrinologi, e hanno bisogno di un intervento non solo medico ma di un supporto complessivo di orientamento. Basti pensare cosa implica cambiare il proprio corpo per comprendere la profondità e i significati di un intervento di tipo farmacologico e/o chirurgico che coinvolge l’anima stessa della persona.

Per far fronte anche alla complessità degli interventi che questa condizione richiede, l’AME, Associazione Medici Endocrinologi, crea un gruppo di lavoro che ha l’obiettivo di favorire la formazione nello specifico campo promuovendo incontri per supportare e orientare le persone con DIG.

Il gruppo ha anche la finalità di creare una rete endocrinologica esperta sul territorio nazionale, con almeno un centro per regione, che possa dare risposte sulla base delle esperienze più avanzate sul nostro territorio, predisporre linee guida condivise, raccomandazioni sui trattamenti e poter essere un punto di riferimento per le persone che hanno difficoltà a trovare centri e strutture in grado di proporre interventi appropriati”.

“E proprio domani, spiega Stefania Bonadonna, Referente AME per la Regione Lombardia, a Milano, si inaugura la mostra fotografica “Tra le nuvole” presso la Casa dei Diritti di Milano con il sostegno del Comune di Milano, alla quale l’AME ONLUS è stata invitata quale riconoscimento per l’impegno professionale a favore delle persone Lgbt.

Tra le nuvole” è un progetto fotografico che racconta il transessualismo attraverso ritratti di dieci modelli che raccontano le loro storie e il loro percorso in una modalità artistica e ironica”.

“Ma sarà anche l’occasione per far conoscere la nascita di un servizio di endocrinologia all’interno dell’associazione ALA Milano Onlus che vuole diventare un punto di riferimento per le esigenze di un’ampia comunità di persone trans, in collaborazione con lo Sportello Trans che dirigo, spiega Antonia Monopoli, che è diventato dal 2009 un punto che offre accoglienza, ascolto, orientamento e accompagnamento, volto a persone transessuali e transgender e ai loro affetti. Gli incontri individuali si svolgono il mercoledì, 2 sabati al mese i gruppi ama (auto mutuo aiuto) ed è disponibile una linea telefonica dedicata (377.70.79.633). Il servizio è situato in via Pietro Boifava 60/A zona Teatro ATIR Ringhiera Milano.

Per sapere di più:
Associazione Medici Endocrinologi

TRA LE NUVOLE – Comunicato stampa


UN PROGETTO FOTOGRAFICO DI PAOLA ARPONE E GEORGIA GAROFALO

  INGRESSO LIBERO 3/19 NOVEMBRE 2016

Via De Amicis 10 Milano 

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, che si celebra in tutto il mondo il 20 di novembre,  il Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, presenta, alla Casa dei Diritti di Milano, la mostra fotografica a cura di Paola Arpone e Georgia Garofalo: TRA LE NUVOLE - ELOVUN EL ART, in esposizione dal 3 al 19 novembre 2016 con inaugurazione alla presenza delle autrici, e della testimone Francesca Vecchioni apertura al pubblico e aperitivo giovedì 3 novembre 2016 alle ore 18:30.

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transessuali Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera Transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

A corredo dell’esposizione è proiettato sulla parete centrale della Casa dei Diritti un contributo di video-arte, ovvero un montaggio del making-of del set fotografico e delle interviste ai modelli .

In occasione degli ultimi giorni di apertura al pubblico della mostra, il 17 novembre 2016 alle ore 18:30 è previsto un dibattito condotto dai relatori della Casa dei Diritti in cui interverranno i protagonisti e promotori dell’iniziativa Antonia Monopoli e Gianmarco Negri, preceduto dalla proiezione di un documentario dedicato alle loro rispettive esperienze di vita e lavoro realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofalo con il contributo di Zelia Zbogar per le interviste e Daniela Federico per montaggio.

PAOLA ARPONE - ENOPRA ALOAP

Paola Francesca Arpone nasce a Milano. Intraprende sin da giovanissima la carriera fotografica collaborando con Oliviero Toscani, Guido Harari, Giuseppe Pino, Pino Guidolotti e altri, al SuperStudio 13 di Milano dove lavora come assistente fotografa. Dal 1997 diventa fotografa professionista. Ha pubblicato su riviste e quotidiani come Style, Class, Panorama, Il Corriere della Sera, Io Donna, La Repubblica e altri. Ha anche collaborato con case discografiche ritraendo artisti come Tiziano Ferro, Paolo Nutini, Arisa, Giuliano Palma e Cristina Donà. Come fotografa pubblicitaria e corporate ha lavorato con diverse agenzie e compagnie quali Leo Burnett, Ebehard e Virgin Radio.

GEORGIA GAROFALO - OLAFORAG AIGROEG

Diplomata presso la scuola del fumetto di Milano nel 2003, intraprende la carriera di scenografa presso villaggi turisti e produzioni cinematografiche indipendenti. Nel 2005 approda all’Atelier Quattordici - Grafica Upiglio 22205 dove si appassiona all’arte incisoria e nel quale lavorerà per un breve periodo come stampatrice qualificata, in quei anni con l’appoggio di stampatori noti come Daniela Lorenzi e Daniele Upiglio partecipa a mostre collettive come “13×17  www.padiglioneitalia” a cura di Philippe Daverio & Associati mostra itinerante tutt’ora riproposta in tutta Italia, e “Corrispondencia” a cura di Helena FreddiCentro Universitario Belas Artes de Sao Paulo du Brasil, Daniela LorenziDa stampatrice calcografica a stampatrice fotografica il passaggio e’ breve, questo le permetterà di avvicinarsi alla tecnica fotografica e di grafica digitale. A Maggio 2015 riprende il suo percorso artistico con una personale fotografica, col quale dà inizio a contaminazioni creative. Attualmente lavora come freelance fotografa collaborando con studi fotografici, privati, agenzie di eventi ed enti regionali quali Alto Adige-Sud Tirol (per manifestazioni al padiglione Alto Adige in Expo2015),
e stampatrice calcografica presso A14.

Si ringraziano i modelli Antonia, Gianmarco, Eleonora, Diego, Gloria, Christian, Annalisa, Federico, Samantha, Emanuele, e Daniela Federico per il montaggio video, Tea Dragano per la postproduzione foto, Zelia Zbogar per i testi e le interviste,  la stilista Noelia Paragliola e Valentina Grassini per il font delle scritte.

INFO Casa dei Diritti via De Amicis 10 Milano Tel 02.88441641
e-mail: pss.casadeidiritti@comune.milano.it

Sportello Trans ALA Milano via Boifava 60/A Milano Tel 3777079633
e-mail: info@sportellotransalamilano.it

scarica il comunicato stampa

Documento Politico Milano Pride 2016 – “Nessuna Esclusione!”

Era il 27 Giugno del 1969 quando Sylvia Rivera iniziò la rivoluzione per la liberazione delle persone gay, lesbiche e trans. Per la prima volta ci prendevamo il diritto e la libertà di esistere e il 27 giugno è diventato il simbolo della nostra battaglia per la piena eguaglianza.

Dopo oltre 40 anni di movimento italiano LGBTQIA* (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersex, Asessuali), finalmente il nostro paese ha deciso di intraprendere un percorso verso l’uguaglianza di tutti e tutte, un percorso che ancora non è giunto al suo traguardo.

Le unioni civili sono state approvate, ma la discussione sul DdL Cirinnà, svoltasi in Senato e recentemente alla Camera dei Deputati, ha evidenziato una diffusa incapacità dell’attuale classe politica di rappresentare le istanze di tutte le persone “LGBTQIA* e, in senso ancora più esteso, le istanze di tutte quelle persone (amici, famigliari, compagni e anche molti credenti) che sostengono le nostre battaglie per la pari dignità umana e sociale.

Il compromesso al ribasso sulla nostra pelle – che ha portato allo stralcio della “stepchild adoption” e di altri diritti con il mero scopo di creare un istituto giuridico quanto più differenziato dal matrimonio – ha segnato una brutta pagina nella storia legislativa del nostro Paese, ponendo le basi per un regime di apartheid nei confronti delle persone lesbiche, gay e transgender italiane.

Non solo, episodi come la scritta FAMILY DAY sul Palazzo della Regione Lombardia sono indicatori della facilità con cui il potere di un’ideologia politica o religiosa viene a soverchiare la laicità dello Stato italiano, alimentando l’odio omotransfobico che ogni giorno siamo costretti a sopportare. Tutto ciò contribuisce ai giochi elettorali di quei partiti che fanno populismo e demagogia, scagliandosi non solo contro la nostra comunità, ma anche contro le minoranze etniche o religiose.

Questo schiaffo inaccettabile alla nostra dignità ci porta a rilanciare con sempre più forza, convinzione e sovversiva fierezza, un’idea di famiglia inclusiva, colorata da mille sfumature e differenze, dove tutti gli amori possano trovare finalmente cittadinanza, tutela e pieno riconoscimento.

Le nostre famiglie continueranno ad esistere, malgrado il dibattito politico abbia cercato in ogni modo di considerarle un’eventualità futura, quasi fossero una condizione da approvare. Ma la verità è che la nostra condizione deve semplicemente essere riconosciuta, dallo Stato, come dalla Legge.

Così, dopo aver ascoltato la spesso penosa discussione portata avanti dai nostri parlamentari su cosa dovrebbe essere una famiglia – un dibattito fatto sopra le nostre teste e spesso senza rispetto alcuno per le nostre vite – noi ci riprendiamo la parola, chiedendo uguaglianza.

E infine, vogliamo volgere l’attenzione anche sul periodo storico nel quale ci troviamo: la nostra quotidianità deve fare i conti con la piaga del terrorismo, permettendo alla paura di fare da padrona e condizionare le nostre vite. Inermi assistiamo a tristi strumentalizzazioni politiche di questa paura. Parte di coloro che vorrebbero negare a noi la parità di diritti e insegnarci che cos’è una famiglia sono infatti gli stessi che promuovono un’idea di cittadinanza che nei fatti marginalizza chi avrebbe la “colpa” di nascere fuori dall’Europa.

L’Europa dice che non potersi permettere economicamente alcuna solidarietà, ma è abbastanza ricca per pagare svariati miliardi alla Turchia (ma non solo) pur di tenere lontano dalle nostre frontiere persone che avrebbero il diritto di entrarci: esternalizza le frontiere, sposta i problemi più in là, facendo fare il lavoro sporco a regimi totalitari che non rispettano i diritti di migranti, minoranze, donne e persone LGBT, irridendo così i valori di cui l’Europa si è sempre fatta vanto.

Il 23 Gennaio più di 1 milione di persone sono scese in piazza per gridare un messaggio chiaro: “Svegliati, Italia!”. Abbiamo cercato, in quell’occasione di ribadire, ancora una volta, che una parte del popolo italiano sta aspettando diritti umani, riconosciuti tali dalle più importanti istituzioni internazionali, a cominciare dalla Corte di Giustizia Europea che chiede all’Italia maggiori tutele per le famiglie omogenitoriali.

Per questi motivi, il 25 giugno scenderemo ancora per le strade per dire basta a tutti gli apartheid, basta ai diritti civili negati. Per quelle persone transgender, gay, lesbiche, donne, o migranti che una certa parte politica e culturale considera cittadini “inferiori”. Scendiamo nelle piazze per il nostro diritto di esseri Umani di autodeterminare il nostro percorso di vita in uno stato che garantisce pari diritti, pari doveri e pari dignità degli amori, come affermato anche dal nostro Presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella, il 17 maggio in occasione della giornata internazionale contro omotransfobia, di cui riportiamo un passo.

“La piena realizzazione di questa libertà, che deve appartenere a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale delle persone è essenziale per la costruzione di un ordinamento che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali e costituisca un pilastro della convivenza civile, in applicazione del principio di uguaglianza sancito dall’articolo tre della Costituzione. Sulla capacità di respingere ogni forma di intolleranza si misura la maturità della nostra società. L’intolleranza affonda le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l’informazione, la conoscenza, il dialogo e il rispetto”.

Il Milano Pride 2016 chiede che il parlamento:

  • Intraprenda un percorso verso il matrimonio egualitario e la possibilità di accedere all’adozione alle persone LGBTQIA per la tutela della genitorialità omosessuale;
  • Riconosca con una legge la protezione da qualsiasi atto discriminatorio, violenza fisica o verbale contro persone omosessuali, transgender e le loro famiglie e ai loro famigliari;
  • Tuteli il diritto dell’identità personale delle persone transessuali, transgender e intersex italiane, permettendo al disegno di legge 405 a firma Lo Giudice “Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso”, fermo nel suo iter parlamentare, di arrivare alla discussione in aula. Si metterebbe così fine alla norma sullo scioglimento del matrimonio dopo la rettificazione anagrafica e si arriverebbe, finalmente, a legiferare sul diritto della persona intersex a non dover subire interventi chirurgici indesiderati spesso in età precocissima;
  • Promuova con una legge il diritto al lavoro e quello alla salute per le persone transgender e transessuali italiane;
  • Riprenda, senza tentennamenti e imposizioni clericali ed omofobe, il lavoro fatto nelle scuole con la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere;
  • Sostegno al diritto di asilo per persone LGBTI provenienti da paesi dove l’omosessualità e la transessualità sono condannate e discriminate;
  • Promuova delle politiche antidiscriminatorie sul mondo del lavoro.

Milano Pride 2016 chiede che il Governo e le amministrazioni locali:

  • Condannino ogni forma di omotransfobia e razzismo travestita da libertà di pensiero;
  • Condannino in quanto antiscientifico e pericoloso ogni tentativo di terapia di conversione delle persone LGBTA;
  • Adottino politiche innovative di prevenzione alla malattie a trasmissione sessuale e di sostegno alle persone sieropositive;
  • Orientino la loro azione nel totale rispetto della laicità dello Stato;
  • Promuovano la costruzione di una società multietnica e inclusiva per tutte le minoranze e cioè totalmente inclusiva per tutte le minoranze dando pieno compimento all’articolo 3 della Costituzione che garantisce parità e uguaglianza senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali;
  • Orientino la scuola e l’università alla lotta a ogni forma di bullismo e la programmazione scolastica alla promozione della cultura delle differenze;
  • Rifiutino ogni forma di razzismo, violenza, maschilismo, misoginia e neo fascismo e agiscano per cancellare l’oppressione o lo svilimento della dignità di ciascuna persona.

LE ASSOCIAZIONI DEL COORDINAMENTO ARCOBALENO

  1. Agedo
  2. ALA Milano Onlus
  3. ArcilesbicaZami
  4. B.Rain Bicocca Rainbow
  5. Associazione Radicale Certi Diritti
  6. CIG arcigay
  7. Circolo Culturale TBGL Harvey Milk
  8. GayStatale Milano
  9. Le rose di Gertrude
  10. Milano Pride sport
  11. PoliEdro
  12. Renzo e Lucio
  13. Studenti BESt

Manifesto Politico Milano Pride 2015 #Hungry4HumanRights

I diritti nutrono il pianetaFeeding the planet with Human Rights

 L’Italia impone alla comunità LGBTQIA, Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersessuali, Asessuali l’emarginazione nei Diritti. In questo momento, il nostro paese, come molti altri, sta vivendo una situazione di recessione economica, di crisi dei valori e delle relazione umane. Le persone sentono di vivere una condizione ingiusta e come in altri periodi storici di frustrazione sociale riemergono con forza movimenti oscurantisti ed irrazionali.

Noi, la nostra comunità, le nostre famiglie, i nostri affetti, le nostre identità e i nostri amori sono quotidianamente offesi da movimenti neo fascisti e da gruppi fondamentalisti religiosi. L’Italia si colloca al di fuori dello scenario europeo perché incapace di garantire il pieno compimento della Democrazia attraverso il riconoscimento della piena parità di diritti per tutti e tutte. Con ostinazione la classe politica elude ogni iniziativa di riconoscimento legislativo delle nostre famiglie e di riconoscimento della piena cittadinanza per le persone transgender, di lotta al pregiudizio e alla discriminazione.

Anche se i politici sono stati e sono tuttora incapaci di promuovere politiche utili all’accoglienza e alla diffusione di un sentimento di uguaglianza e rispetto della dignità e del valore di tutte le diversità, la società dai moti di Stonewall a oggi, ha fatto dei grandi passi avanti per accogliere tutte le minoranze. Nonostante questi progressi, gruppi e movimenti di fanatici continuano ad agire liberamente, diffondendo odio omotransfobico e razzista verso la nostra e le altre minoranze, millantano una fantomatica e pericolosa “ideologia del gender”, totalmente scollegata dagli studi sul genere, per promuovere unicamente una visione anacronistica dell’affettività e della sessualità rigorosamente e limitativamente procreativa per sostenere la loro ideologia creazionista.

Questi movimenti sono spesso spalleggiati da istituzioni e gruppi politici desiderosi di cavalcare l’insoddisfazione generalizzata delle persone con il solo scopo di raccogliere facile consenso elettorale, dimenticando totalmente i diritti fondamentali degli essere umani e dei cittadini/e. Diritti ed eguaglianza sono termini che dovrebbero ben rappresentare la volontà di porre tutti allo stesso livello. Ma questi sono termini che da soli non dicono niente se sganciati dal principio e dalla volontà che ha sempre animato il Movimento LGBTQIA e il Pride: la conquista e la tutela della libertà e dell’autodeterminazione.

Libertà che esiste solo all’interno di una dimensione laica dello stato dove l’essere umano occupi una posizione centrale e dove nulla sia posto al di sopra di esso. Libertà che esiste solo quando comprenderemo che ogni riconoscimento è una conquista per tutta la società. La nostra comunità torna a chiedere al parlamento di tradurre in legge le nostre richieste con la massima urgenza.

Per questo motivo il 27 giugno 2015 la comunità LGBTQIA milanese scenderà in piazza per rivendicare con fierezza il DIRITTO delle persone di autodeterminare il proprio percorso di vita, denunciando l’immobilismo politico-istituzionale e la crescita di fenomeni omotransfobici e razzisti mascherati da libertà di espressione e di pensiero.

Il Milano Pride 2015 chiede che il Parlamento:

- Riconosca con una legge il diritto al matrimonio e all’adozione alle persone LGBTQIA e la tutela della genitorialità omosessuale.
- Riconosca con una legge le convivenze tra coppie dello stesso sesso e di sesso diverso.
- Riconosca con una legge la protezione da qualsiasi atto discriminatorio, fisico o verbale contro persone omosessuali, transgender e le loro famiglie e ai loro famigliari.
- Riconosca il diritto al riconoscimento della propria identità di genere senza dover passare attraverso la sterilizzazione chirurgica imposta.
- Approvi il disegno di legge 405 “Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso”.
- Riconosca con una legge il diritto al lavoro, alla salute per le persone transgender e transessuali.
- Riprenda, senza tentennamenti e imposizioni clericali ed omofobe, il lavoro fatto nelle scuole con la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
- Sostegno al diritto di asilo per persone LGBT provenienti da paesi dove l’omosessualità e la transessualità sono condannate e discriminate

Milano Pride 2015 chiede che il Governo e le Amministrazioni Locali:

- Condannino ogni forma di omotransfobia e razzismo travestita da libertà di pensiero.
- Condannino in quanto antiscientifico e pericoloso ogni tentativo di terapia di conversione degli omosessuali.
- Adottino politiche innovative di prevenzione alla malattie a trasmissione sessuale e di sostegno alle persone sieropositive.
- Orientino la loro azione nel totale rispetto della laicità dello Stato.
- Promuovano la costruzione di una società multietnica e inclusiva per tutte le minoranze e cioè totalmente inclusiva per tutte le minoranze dando pieno compimento all’articolo 3 della – Costituzione che garantisce parità e uguaglianza senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali
- Orientino la scuola e l’università alla lotta a ogni forma di bullismo e la programmazione scolastica alla promozione della cultura delle differenze
- Rifiutino ogni forma di razzismo, violenza, maschilismo e neo fascismo e agiscano per cancellare l’oppressione o lo svilimento della dignità di ciascuna persona.
- L’Italia di Expo2015 accoglie il mondo ignorando la conquista di una democrazia matura e compiuta nei diritti e nell’uguaglianza di decine di paesi ospiti: l’Italia merita l’orgoglio di una svolta nei diritti e nelle libertà. I diritti nutrono i pianeta.

Le Associazioni del Coordinamento Arcobaleno TLGBQIA di Milano e provincia:

1 – Agedo
2 – ALA Milano Onlus
3 – Gruppo LGBTQ e friendly “Alziamo la testa”
4 – ArcilesbicaZami
5 – Arcobaleni in marcia
6 – Studenti BESt
7 – Associazione Radicale Certi Diritti
8 – CIG arcigay
9 – Circolo Culturale TBGL Harvey Milk
10 – Equality
11 – GayStatale Milano
12 – Gaystreet, via Sammartini
13 – Le rose di Gertrude
14 – Milano Pride sport
15 – PoliEdro
16 – Associazione culturale GLBT
17 – Renzo e Lucio
18 – Rete Genitori Rainbow
19 – The Colors of True Love

AGEDO
A.GE.D.O. è una organizzazione di volontariato sociale, nata nel 1993 come associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali, con lo scopo di aiutare e sostenere quei genitori che vivono uno stato di disagio e di sofferenza per la scoperta dell’omosessualità dei propri figli.

ALA Milano Onlus
ALA Milano Onlus è un’ organizzazione laica che si occupa di interventi sociali sia sul territorio nazionale che internazionale. Dal 1996 promuove la tutela della salute delle persone, le pari opportunità e la lotta alle discriminazioni. Interviene nei seguenti ambiti: dipendenze (droghe e alcol), HIV/Aids e MTS in genere (sessualità sicura), dispersione e disagio scolastico, bullismo, violenza di genere, prostituzione, disagio psicologico, persone a rischio di esclusione sociale, transessualità, inserimenti lavorativi, ricerche sociali e cooperazione internazionale.

Alziamo la Testa
Il gruppo lgbtq e friendly “Alziamo la testa” è nato a Milano nel luglio del 2009 come comitato solidale antirazzista lgbt per contrastare le disuguaglianze di genere, l’omo-transfobia e i vuoti giuridici circa la piena inclusione delle minoranze affettivo-sessuali. E’ un gruppo informale per scelta, con un’organizzazione orizzontale senza tesseramento e con un portavoce. Siamo aperti a tutte le persone lgbtqai, etero, italiane e non, ma soprattutto siamo amici. Per noi le relazioni significative tra i volontari sono estremamente importanti. Ci occupiamo di aggregazione attraverso il cineforum, le cene e gli aperitivi ma anche le presentazioni di libri. Sosteniamo e promuoviamo eventi e manifestazioni a tematica lgbtq che esprimono connotazioni etiche, antirazziste e solidali.

ArciLesbica Zami
ArciLesbica e’ portatrice di un femminismo lesbico. La differenza di genere è un fattore operante nel movimento lgbt come negli altri ambiti sociali, capace di condizionare i processi di assunzione di responsabilità e le scelte di priorità. Per aumentare l’espressività lesbica, dal 1997 ArciLesbica Zami opera a Milano come soggetto collettivo femminile e tuttavia integrato nell’universo lgbt della città.

Arcobaleni in Marcia
E’ un gruppo nato a Milano nel novembre 2008 da attivisti ed attiviste Lgbt del Movimento Umanista. Da allora si occupa di sensibilizzazione sulle tematiche della discriminazione a 360° poiché ritiene che questo fenomeno in ogni sua forma, abbia le stesse origini e che sia necessario il dialogo e l’unione di tutte le forze impegnate in questo campo per poterla superare.Arcobaleni in Marcia s’impegna per ottenere il pieno riconoscimento dei diritti delle minoranze: LGBT, diversamente abili, migranti, rom e di tutte quelle categorie sociali (donne, anziani, nuove generazioni) che ancora subiscono discriminazioni.
Da diversi anni il gruppo collabora attivamente con le realtà milanesi del mondo LGBT e dei migranti.

Studenti B.E.St.
L’associazione Studenti B.E.St. – Bocconi Equal Students promuove l’uguaglianza di tutti e il rispetto delle molte identità presenti nella nostra Università e nei luoghi in cui viviamo. B.E.St. ha lo scopo di diffondere una cultura del rispetto delle diversità di orientamento sessuale, di genere, di abilità, di etnia, religione e cultura, creando spazi di condivisione per sensibilizzare, approfondire, dialogare e discutere sul tema in tutti i suoi aspetti culturali, economici, manageriali, etici, giuridici, sociali e storici. B.E.St. organizza eventi, conferenze, cineforum e dibattiti su questi argomenti.

Associazione Radicale Certi Diritti
L’Associazione Radicale Certi Diritti è un centro di iniziativa politica nonviolenta, giuridica e di studio per la promozione e la tutela dei diritti civili, per la responsabilità e la libertà sessuale delle persone.

CIG ArciGay Milano
Il CIG Centro di Iniziativa Gay Arcigay Milano nasce il 27 febbraio del 1984. Da allora si è costantemente impegnato, non solo nella nostra città, per la tutela dei diritti delle persone discriminate in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Trent’anni di interventi nelle scuole, di assistenza telefonica e sanitaria, di convegni e dibattiti, di manifestazioni cittadine come i PRIDE che hanno raccolto e coinvolto migliaia di persone, scese in piazza per ribadire diritti, parità ed eguaglianza. Trent’anni di attività che hanno contribuito alla diffusione e all’approfondimento della cultura LGBT, grazie anche al contributo di iniziative nate all’interno dell’associazione come il Festival del Cinema Gay Lesbico MIX e a strutture a disposizione di tutti, come il Centro di Documentazione Omologie.

Circolo culturale Harvey Milk
Il Circolo Harvey Milk è un’associazione nata da una primaria ed essenziale esigenza culturale, Un’associazione di volontariato, politicamente impegnata ma non partitica, che vuole dare un taglio differente al rapporto tra la comunità LGBT e la società in cui noi tutti viviamo.
Le nostre attività sono, da sempre, aperte a 360° e trasversali. Facciamo leva sull’informazione, consapevoli che il pregiudizio nasce dall’ignoranza e, spesso, la non-conoscenza delle varie forme di affettività e di genere portano ad osteggiarle.
“se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando intaccheranno poi i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo.” cit. Harvey Milk

Equality Italia
Equality Italia è una rete trasversale di persone che operano per i Diritti Civili. E’ un’organizzazione nazionale di respiro europeo che vuole rappresentare, con il suo operato, una nuova consapevolezza dei Diritti Civili. Obiettivo comune dei membri, con il raggiungimento dei risultati, è quello di ottenere per Equality Italia uno specifico, esplicito e riconosciuto ruolo politico ed istituzionale. Con una rete di collaborazioni in continua evoluzione, vuole generare – nel rispetto dei suoi Valori – un contributo reale a favore di tutti i suoi interlocutori. Le iniziative dell’associazione hanno lo scopo di contribuire allo sviluppo di una nuova cultura sociale ed economica del nostro Paese.

GayStatale Milano
GayStatale è il collettivo della comunità LGBT dell’ Università degli Studi di Milano, nato con lo scopo di sostenere la lotta per i diritti umani LGBT e combattere l’omotransfobia all’interno della Statale. Nostro fine è anche quello di promuovere lo sviluppo di un ambiente tollerante, laico e aperto ed essere un’occasione di socializzazione per tutti gli studenti di qualsiasi orientamento sessuale e identità di genere dell’ateneo (e non), interessati a promuovere le tematiche LGBT, creando uno spazio inclusivo favorevole alla libera condivisione, l’incontro e la discussione delle esperienze dei partecipanti. Il collettivo si definisce come politico, ma apartitico. Ogni anno organizziamo iniziative culturali come conferenze e cineforum a tematica LGBT, ma anche laboratori didattici e trasmissioni radiofoniche sulla radio della Statale. Non mancano anche aperitivi e momenti di svago per socializzare. Il collettivo è riconosciuto ufficialmente dall’Università degli Studi di Milano in quanto presentiamo regolarmente un bando per usufruire dei fondi di Ateneo destinati alle attività culturali.

Associazione Gay Street
L’associazione Gay Street è nata un anno fa e i motivi che hanno spinto i soci a farsi promotori della costituzione dell’associazione sono il continuo e inarrestabile abbassamento della qualità della convivenza civile in città e in particolare in via Sammartini (zona Stazione Centrale), che generano sacche di violenza e microcriminalità sempre più diffuse e il nostro intento è quello di tutelare i cittadini/e ma in particolare gli abitanti, la comunità glbt* e le loro attività presenti nella via, la prima Gay Street italiana (aprile 1993).

Le Rose di Gertrude
L’ associazione Le Rose di Gertrude viene fondata nel 2006 . Con sede legale a Magenta in provincia di Milano da statuto promuove cultura per combattere tutte le forme di discriminazione in particolare: l’ orientamento sessuale ed identità di genere. Principalmente opera nel Magentino – Novarese collaborando con altre associazioni a livello locale e nazionale sia del panorama LGBT che di vario indirizzo.

Pride Sport Milano
Il Pride Sport Milano è il coordinamento di tutte le persone e soggetti collettivi che vogliono essere protagonisti del fenomeno sportivo sostenendo i valori dello sport contro ogni forma di sfruttamento, d’alienazione, di discriminazione di qualsiasi genere con particolare riferimento al genere e all’orientamento sessuale; opera per il benessere dei cittadini, per il riconoscimento dei diritti umani e civili, dei valori di dignità umana, di uguaglianza, di non violenza e solidarietà tra le persone e tra i popoli e coopera con quanti condividono questi principi.

PoliEdro
Fare attivismo creando arte e cultura: questo è PoliEdro! L’associazione affronta e rappresenta le tematiche LGBT all’interno del Politecnico di Milano, tramite conferenze, cineforum, dibattiti,… collaborando spesso anche esternamente all’Ateneo per la realizzazione di eventi significativi. Si impegna, inoltre, ad aiutare i ragazzi e le ragazze che, nell’ambito universitario, riscontrano problemi legati all’orientamento sessuale, basandosi sulle esperienze dei membri dell’associazione

Associazione Culturale GLBT “PRIDE”
L’Associazione culturale GLBT pubblica mensilmente PRIDE, il magazine di cultura gay più diffuso e letto in Italia che ogni mese, dal 1999, parla di politica, attualità nazionale ed estera, società, cultura, cinema, musica, libri, fumetti, internet, viaggi, nightlife ecc. Cercando sempre di dare un taglio analitico alle notizie di cui si occupa, PRIDE ogni mese è ricco di contenuti e informazione di qualità.

Renzo e Lucio
Dal 2007 Renzo e Lucio glbts opera nel territorio della provincia di Lecco. Nostro impegno è creare sul territorio momenti di aggregazione per persone glbt ed operare per il rispetto ed il riconoscimento dei nostri diritti, per una società laica e rispettosa di tutti. Nell’associazione operano anche il gruppo giovani “Innominati ” ed il gruppo scuola . Il nome richiama l’altra coppia famosa del nostro territorio. La “S” finale dell’acronimo sta per simpatizzanti e rappresenta le persone eterosessuali che condividono il nostro operare.

Rete Genitori Rainbow
Associazione di Volontariato Rete Genitori Rainbow nasce il 14 febbraio 2011 dall’iniziativa di alcuni genitori separati, lesbiche e gay, con l’obiettivo di offrire servizi di ascolto e supporto ai genitori – lesbiche, gay, bisessuali e T* – con figli nati da precedenti relazioni eterosessuali, oltre che alle figure a loro collegate da vincoli di parentela o relazione.

The Colors Of True Love
The Colors Of True Love (TCOTL) nasce nel dicembre 2012 a Milano da un’idea di Lizzeth Velarde, madre lesbica di seconda generazione, come movimento contro la discriminazione di ogni tipo. In particolare TCOTL si concentra sulle persone LGBTQIA, immigrate, profughe, rom e di seconda generazione lottando per i loro diritti e contro la loro discriminazione. Da due anni il nostro movimento collabora attivamente con le realtà milanesi del mondo Lgbt e dei migranti

Sostieni Milano Pride con un gesto concreto:

Sulle recenti dichiarazioni di Bagnasco


Comunicato delle Associazioni Trans
Queste le dichiarazioni di Bagnasco altamente lesive della nostra dignità: “costruire delle persone fluide, che pretendano che ogni loro desiderio si trasformi in bisogno e quindi diventi diritto: individui fluidi per una società fluida e debole. Una manipolazione da laboratorio – denuncia Bagnasco – dove inventori e manipolatori fanno parte di quella ‘governance’ mondiale che va oltre i governi eletti e che spesso rimanda ad organizzazioni non governative che, come tali, non esprimono nessuna volontà popolare”.

Il fondamentalismo cattolico alza il tiro, diciamo che non lo ha mai abbassato, ora però sta diventando più agguerrito e violento. Attraverso la oramai nota e inesistente “Teoria del Gender” vengono lanciati strali, invettive, offese contro tutta la comunità trans. È sempre più chiaro che tutti questi attacchi rientrano in una strategia volta a colpire diritti, dignità e libertà faticosamente conquistate anche se non ancora acquisite. La loro retorica sta violando la dignità e costruendo nuovi pericolosi blocchi molto simili ad altri, purtroppo noti, fondamentalismi. Il Vaticano per l’ennesima volta mette bocca sulla nostra vita e questa volta attraverso le dichiarazioni di Bagnasco lo fa in maniera violenta, molto lontana dai loro tanto sbandierati principi umani. Noi non vogliamo rispondere a un’istituzione religiosa perché il nostro diritto si inscrive in altri e meglio riconosciuti percorsi politici e culturali. Non dobbiamo confrontarci con uno “stato altro” che si insinua nelle nostre vite. Ma denunciamo la retorica delle loro prediche volta ad aumentare odio, violenza ed esclusione. Molto chiaramente e senza mezzi termini denunciamo Bagnasco per violazione dei diritti umani.

MIT (Movimento Identità Transessuale)
Associazione Consultorio Transgenere
Arcigay Marcella Di Folco Salerno
ATN (Associazione Trans Napoli)
Spot Maurice Torino
Circolo Pink Verona
ALA Milano Onlus

Il peso delle parole

Ad uso e consumo dei giornalisti e delle giornaliste di Bergamo e non. A seguito dei tristi fatti di cronaca nera occorsi qualche giorno fa a Villa D’Adda non potevamo esimerci dall’inviare questo comunicato stampa che prova in maniera molto sintetica a fare un po’ di chiarezza sui termini che sarebbe opportuno utilizzare in questo caso (ed in moltissimi altri). Il peso delle parole

La Carta dei doveri del giornalista attribuisce al giornalista “il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discriminare mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche”.

Nella maggioranza delle persone il sesso biologico e l’identità di genere coincidono, in altre no. Le persone transessuali e transgender sentono di appartenere al genere opposto a quello a cui le assegnerebbero i loro caratteri sessuali e in molti casi decidono di modificare la conformazione dei propri genitali attraverso l’iter di riassegnazione chirurgica del sesso. In Italia questo iter è regolato dalla legge 164 che esiste dal 1982.

È corretto parlare di persone transessuali Female to Male (FtM) quando è una donna biologica che transita verso l’identità maschile e di persone transessuali Male to Female (MtF) per gli uomini che compiono il percorso opposto, verso l’identità femminile.

Quando si fa riferimento ad una o ad un transessuale è bene partire dal modo in cui lei o lui preferisce definirsi, per rispetto delle differenze che esistono nei modi in cui gli individui affermano e comunicano la propria identità di genere e di conseguenza accordarne la grammatica.

Viado è un termine di origine brasiliana che viene frequentemente impiegato nelle cronache in riferimento alle persone transessuali che esercitano la prostituzione sulle strade. Nella lingua madre, nasce come contrazione di transviado, che significa “deviato“, “pervertito” e contiene quindi una connotazione fortemente dispregiativa. Connotazione che ha mantenuto anche nell’uso italiano, nonostante la perdita del riferimento diretto alla forma originaria. È consigliato perciò l’uso dei termini “persone transessuali” o “persone transgender” quando si descrive il fenomeno in termini generali e non specifici.

Arriverà il tempo in cui il rispetto per la persona, per l’individuo e la sua soggettività torneranno ad essere un elemento portante della società? Non esistono parole sbagliate, esiste un uso sbagliato delle parole. Per un ulteriore approfondimento della questione rimandiamo al sito “Parlare Civile” e alle “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT” scaricabile nella sezione “Risorse Utili

Rompiamo il silenzio – Bergamo
Arcilesbica XX Bergamo

Bergamo contro l’omofobia
Proud 2Be – Gruppo Giovani Arcigay
Arcigay Cives Bergamo
Sportello Trans ALA Milano Onlus

 

Omicidio di Bruna

GIUSTIZIA E’ FATTA  ???

Come un fulmine a ciel sereno, è giunta la notizia che  il 5 febbraio del 2015 la Corte d’Appello di Torino ha ridimensionare drasticamente  la condanna a carico dei due  assassini di Bruna ( Willian Semiao Cock), la donna transessuale trentunenne uccisa per futili motivi nella notte tra il 27 e il 28 febbraio 2012 a Novara.

Accolte  le attenuanti generiche, assolti dal possesso illegale della pistola usata per uccidere, i due sono stati condannati a poco più di 18 anni di reclusione anziché all’ergastolo, come stabilito in primo grado dal Tribunale di Novara.

Questa sentenza suscita in noi  sdegno e amarezza.  Sembra negare l’esistenza di inquietanti elementi  transfobici alla base del crimine commesso.  I due imputati, Paolo Gnemmi e Rocco Timpano, non  indigenti,   hanno ucciso per rubare un cellulare: già in passato sono stati protagonisti di spregevoli comportamenti nei confronti  dei più deboli o dei “diversi”, con  molestie perpetrate nei confronti di persone disabili e donne transessuali.

Il prossimo 28 febbraio 2015, anniversario  dell’omicidio di Bruna, scenderemo tutti in Corso Cavour (angolo delle ore) a Novara alle ore 16.00.  Faremo memoria, con un flash-mob, di tutte le vittime della transfobia. Ricorderemo che l’Italia ha il triste primato nel mondo di omicidi di persone transessuali. Diremo che non ci riconosciamo in quel “Popolo italiano” in nome del quale la Corte d’Assise di Torino ha pronunciato la sentenza a carico degli assassini di Bruna.

Pur rispettando la decisione torinese, non possiamo non esternare i nostri sentimenti. Ci sentiamo tristi, disarmati, delusi ma non sconfitti. Siamo fiduciosi che la Corte di Cassazione saprà fare vera giustizia e ci auguriamo che il legislatore modifichi la  legge Mancino-Reale perché il contrasto di ogni forma di omofobia e transfobia sia più incisivo.

 Rose di Gertrude Magenta ( collettivo di Novara )
Liberazione e speranza Onlus Novara
ALA Milano Onlus

 

Trans freedom march tdor2014


Documento politico Tdor 2014. Trans Freedom March.

Come ogni anno il 20 novembre celebriamo il Transgender day of Remembrance, ricorrenza in cui si ricordano le vittime della transfobia.

Quest’anno vogliamo dedicare il TDoR a due persone che non ci sono più, Nicole e Valentina, due donne trans precocemente scomparse per circostanze tristi della vita. Per loro la violenza transfobica si è scatenata dopo la morte: Nicole è stata seppellita dalla famiglia in abiti maschili e Valentina è stata ricordata nei manifesti funebri col nome da uomo. La mancanza di una legge che riconosca l’identità delle persone transgender ha permesso che le famiglie calpestassero la dignità di queste due donne. Neanche da morte hanno avuto diritto di essere ricordate per come si sentivano e come vivevano.

Chiediamo da tempo che la legge sul cambio di sesso venga modificata e riconosca, come in molti paesi europei, anche i diritti di quelle persone che non arrivano all’intervento chirurgico sui genitali ma vivono comunque la loro vita nel genere d’elezione.

Qualche giorno fa abbiamo inviato una lettera al presidente del consiglio e del senato sollecitando l’avvio dell’iter di discussione dei ddl depositati su tale argomento.

E mentre chiediamo leggi che garantiscano l’uguaglianza continuiamo a batterci per i diritti di tutt@ alla propria diversità, anche rispetto all’identità di genere. In questo scena sociale e politica abbiamo deciso di calare il TDoR di quest’anno e abbiamo deciso di connotarlo con una marcia, per ricordare a gran voce le persone trans che sono state uccise per crimini d’odio. Con la Trans Freedom March vogliamo portare per le strade e nelle piazze la nostra visibilità contro vecchi e nuovi integralismi.

Vi invitiamo ad aderire e promuovere l’evento
.
Sabato 22 Novembre 2014 
ore 16.30
Piazza Vittorio Veneto
Il Coordinamento Tans Sylvia Rivera
per sapere maggiori informazioni:
Coordinamento Torino Pride
invia adesione:  segreteria@torinopride.it

#TDoR2014/Comunicato Stampa

ALA Milano Onlus in partnership con la Casa di Diritti del Comune di Milano e la collaborazione con la fotografa Valeria Abis presentano: “Il tuo tabù è la mia famiglia”

Progetto realizzato in occasione della giornata mondiale “Trangeder Day of Remembrance” (evento di sensibilizzazione volto alla cittadinanza in ricordo delle vittime di transfobia e discriminazione) prevista per il 20 Novembre 2014 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano, verrà presentata ufficialmente la campagna di sensibilizzazione di cui il progetto si fa promotore (calendari, postcard e mostra fotografica). Successivamente al “lancio” della campagna verrà promossa la distribuzione dei calendari e delle postcard e avrà inizio il percorso itinerante della mostra nei Consigli di Zona della Città di Milano (ai quali si richiederà l’utilizzo di spazi adeguati).

Il progetto “Il tuo tabù è la mia famiglia” si rivolge alle persone transessuali e transgender, alle loro famiglie e al lavoro di sensibilizzazione ed informazione sui temi della transessualità, svincolandola possibilmente dalla “prostituzione”, dove è perennemente confinata. Spesso, infatti la conoscenza della realtà transessuale e transgender, è limitata, poco approfondita e fortemente influenzata da pregiudizi e stereotipi. Il progetto viene realizzato, sul territorio milanese, in partnership con la Casa di Diritti del Comune di Milano, con la quale ALA Milano Onlus ha sviluppato un’intesa ed un pensiero comune su questi temi, condividendo alcune strategie in tema di pari opportunità. Quindi Vi invitiamo Giovedì 20 Novembre alle ore 18.30 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano in via Edomondo De Amicis 10 alla presentazione e alla mostra fotografica denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”. La mostra sarà allestita dal 20 al 25 novembre ’14 e sarà disponibile al pubblico nei giorni seguenti: 21/22/24/25 novembre negli orari seguenti dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17 venerdì, lunedì e martedì, mentre sabato dalle 14 alle 17.

Per info: sportellotrans@alainrete.org PSS.casadeidiritti@comune.milano.it
Evento creato anche su facebook: #TDoR2014
Se vuoi puoi scaricare e stampare il comunicato stampa:
Comunicato Stampa TDoR2014Milano 
Se vuoi, puoi scaricare e stampare la locandina: Locandina Evento TDoR 2014

 

Richiesta di discussione e approvazione del “Decreto di legge 405″


Con questa pubblicazione avvisiamo i lettori che il 10 Ottobre 2014 è stata inviata la seguente lettera: 



Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Matteo Renzi
Sig. Presidente del Senato della Repubblica Dott. Pietro Grasso
Sig. Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani Dott. Luigi Manconi
Sig.ra Consigliera in materia di pari opportunità Dott.ssa Giovanna Martelli
Sig. Presidente della Commissione Giustizia al Senato Dott. Nitto Palma

Ai componenti della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica
Oggetto: Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri,
Le associazioni ed i collettivi firmatari della presente si rivolgono a lei per richiedere una legge che consenta alle persone transessuali di assicurarsi nome e sesso coerenti al proprio vivere sociale e per impedire qualsiasi intervento genitale su bambini nati con condizione intersex/DSD.

I firmatari di tale documento ritengono sia indispensabile una modifica della 164/82 che abroghi l’attuale iter giudiziario per la rettifica di nome e sesso anagrafici, in favore di un più snello e gratuito iter amministrativo che ponga il sesso sociale al di sopra di quello genitale, perché questa oggi è l’interpretazione più consona alla società italiana ed europea. Sentiamo forte, inoltre, la necessità di uniformare su tutto il territorio nazionale i percorsi, perché diverse sono le impostazioni delle regioni dal punto di vista dei servizi alle persone transessuali e diversi sono gli orientamenti dei tribunali nell’interpretare la sopracitata legge 164/82.

Attualmente occorrono anni per poter ottenere la rettifica di nome e sesso, anni in cui il solo mostrare un documento è motivo di esclusione sociale e lavorativa e motivo di continua violazione della privacy: ci si trova costretti e costrette a dover spiegare la discrepanza tra documenti ed aspetto a datori di lavoro, ad impiegati di negozi, banche e poste, all’iscrizione a qualsiasi corso, associazione o alla stipula di qualsiasi tipo di contratto e persino alle urne prima del voto. Troppe sono le persone transessuali che per questo motivo faticano a trovare lavoro, una casa in affitto e troppe sono le persone transessuali che per mettersi al riparo dalla transnegatività evitano situazioni che le obblighino ad esporsi: la discriminazione nei confronti delle persone transessuali, secondo un sondaggio ISTAT, è sentita dall’80% dei cittadini.
L’Italia è uno dei paesi dell’Unione Europea che, secondo la Trans Right Europe Map di TgEu, costringe le persone transessuali (ed intersessuali) alla sterilizzazione per poter accedere alla riassegnazione del sesso.

Una modifica della legge 164/82, che renda possibile il cambio anagrafico senza la necessità di affrontare chirurgie mutilanti, è auspicata anche da Amnesty International, in accordo con il rapporto Lunacek redatto dal Parlamento Europeo.
Siamo concordi con Marco Perolini, esperto in materia di discriminazioni di Amnesty International quando afferma: “vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni – molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato – Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla propria identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani”. A quanto appena descritto si aggiungono le sentenze di alcuni tribunali italiani (Roma, Rovereto, Siena), che hanno disposto il cambio di nome e sesso anagrafico in assenza di chirurgia genitale.

Per i motivi sopra esposti e per garantire dignità, inserimento sociale e uguaglianza tra tutti i cittadini, chiediamo che il disegno di legge 405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso, venga presto calendarizzato nella Commissione Giustizia del Senato e trasformato in legge.

Ringraziamo per quanto potrà essere fatto per favorire il rispetto dei diritti delle persone transessuali ed intersessuali e per il contrasto dell’omo-trans-negatività, ancor oggi imperante in Italia.

Inviamo i nostri migliori saluti, in attesa di una cortese risposta.

Gruppo promotore DDL405 – disegnodilegge405.blogspot.it
Maurice GLBTQ
Coordinamento trans Sylvia Rivera
Mit- movimento di identità transgender
Associazione Consultorio Transgenere
Sat. Pink – Sportello Accoglienza Trans Verona
Ala Milano Onlus
ATN – Associazione Transessuale Napoli
ONIG – Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere
Associazione Radicale Certi Diritti
Arcigay – associazione LGBT italiana
Arcilesbica associazione nazionale
Equality Italia – Diritti. Energia per l’Italia
Plus Onlus
Amnesty International
Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford
Rete Genitori Rainbow – genitori LGBT con figli/e da relazioni eterosessuali
A.GE.D.O. – Associazione Genitori Di Omosessuali
Polis Aperta – associazione LGBT appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine
Aven Italia
Circolo di cultura omosessuale – Mario Mieli
Stonewall – associazione d’iniziativa GLBT di Siracusa
Di’Gay Project – DGP
Mondo Arcobaleno LGBT
Circolo culturale Harvey Milk
Coordinamento Torino Pride
Ireos – Centro Servizi Comunità Queer Firenze
Arcigay “Tralaltro” Padova
Arcigay “Marcella di Folco” Salerno
Intersexioni
Anguane – Collettivo Anarco- Queer Ecovegfemminista
DeGender Communia
Fondazione GIC – Genere Identità Cultura
SInAPSi – Servizi per l’inclusione attiva e partecipata degli studenti – Univ. Napoli
Be Free Cooperativa Sociale contro tratta, violenze e discriminazioni

Per aderire scrivere a disegnodilegge405@gmail.com
Puoi scaricare la Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405
Puoi scaricare il comunicato stampa Affermate la dignità e i diritti delle persone transessuali e intersessuali