Boundless Raimbow Love intervista Sportello Trans Ala Milano Onlus

La sensazione di disagio di un corpo che non ci appartiene, che è totalmente altro da noi, lo stigma di una società in cui questo è visto come il desiderio perverso e malato di una persona che non è nemmeno degna di essere definita tale. Un quadro forse troppo truce, ma non di molto perlomeno fino a qualche anno fa, di quello che le persone transessuali spesso sono costrette a vivere. Fortunatamente, negli ultimi anni, la situazione è andata lentamente migliorando, anche grazie a realtà come ALA Milano Onlus che, con Sportello Trans, accompagna passo passo chi sperimenta sulla propria pelle la disforia di genere. Oggi nostra ospite è proprio l’associazione milanese.

  • Parlateci dello Sportello Trans: quando è nato e che obiettivi si pone?

Lo Sportello Trans è nato nel 2009 dall’incontro tra Antonia Monopoli e l’associazione ALA Milano Onlus. Si pone l’obiettivo di tutelare, supportare e difendere le persone transgender, attraverso le seguenti azioni: accoglienza, ascolto, orientamento e accompagnamento verso i servizi del territorio, buone prassi di inclusione sociale, tutoring educativo, inserimento lavorativo e  supporto specialistico, anche avvalendosi della collaborazione di consulenti qualificati in diversi settori della salute (endocrinologia, psichiatria, psicoterapia, avvocatura) e di altri servizi preposti.

  • Vi ponete in modo laico e apolitico. Ma il solo esserci non è di per sé un atto politico?

Assolutamente sì, non vogliamo essere strumentalizzati da nessun partito o movimento. Anche se crediamo che tutelare i diritti di tutti senza distinzione di genere, sia una priorità assoluta, e diventi un atto politico, ma senza nessuna bandiera.

  • Sportello Trans ALA Milano è in network con altre realtà LGBT?

Tenendo conto delle difficoltà che ancora oggi le persone trans devono affrontare per vivere serenamente la propria identità, il nostro impegno è speso su diversi livelli, coinvolgendo e sollecitando le istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee sulle tematiche di genere e sulla difesa dei diritti e delle pari opportunità. Procedendo con la politica del “fare”, più che quella di mera rappresentanza, lo Sportello Trans sviluppa collaborazioni con tutte quelle realtà che condividono con noi una politica atta a migliorare la qualità della vita delle persone trans, ritenendo che l’estensione dei diritti e delle pari opportunità non sia un bene solo verso chi ancora non ne gode appieno, ma un bene condivisibile con chi si riconosce nei principi di uguaglianza. In questa direzione collaboriamo con alcune realtà LGBT.

  • Com’è nata questa collaborazione? È possibile lavorare in sinergia?

Dal 2009, nascita del nostro servizio Sportello Trans, abbiamo promosso le nostre attività nelle reti istituzionali, associative e del privato sociale, sia a livello cittadino che regionale e nazionale, favorendo collaborazioni articolate e proficue. Ci sono senz’altro delle criticità nel fare rete e creare un sistema che sviluppi sinergia tra chi si occupa, come noi, di tutela dei diritti e pari opportunità senza essere un’associazione di categoria, e chi invece lo è.

  • Quali sono le necessità più impellenti di una persona transgender?

Le persone transgender hanno innanzitutto bisogno di essere accolte, ascoltate e orientate. Hanno bisogno di essere supportate a trovare un equilibrio che le porti a vivere serenamente con se stessi. E’ fondamentale avere professionisti competenti con cui  iniziare il percorso di transizione da maschio a femmina o viceversa; avere accesso al mercato del lavoro per raggiungere un’indipendenza economica che permetta di sostenere i costi della transizione e di essere autosufficienti, svincolandosi dalla famiglia; avere accesso ad una casa accoglienza se vittime di violenza domestica o di un contesto familiare ostile e non comprensivo; partecipare a dei gruppi di auto mutuo aiuto; essere affiancati da avvocati esperti per la rettifica chirurgica sessuale e rettifica nome e genere sui documenti; essere sostenuti da psicoterapeuti competenti per fare chiarezza con se stessi ma anche per affrontare serenamente la propria quotidianità.

  • Siete una realtà privata. Fate tutto da soli o avete anche dei finanziamenti pubblici?

Il prossimo anno, festeggeremo il nostro decimo anniversario come servizio Sportello Trans. In questi anni ci hanno sostenuto alcuni finanziamenti privati, in particolare l’otto per mille della Chiesa Valdese e le donazioni dei professionisti privati convenzionati con il servizio, il tesseramento annuale e di cittadini. Per quanto attiene i finanziamenti pubblici, nonostante varie sollecitazioni da parte nostra, non abbiamo ricevuto nessun altro sostegno, di conseguenza per continuare l’erogazione del servizio la nostra organizzazione si è autofinanziata.

  • Cosa vuol dire essere trans?

Abbiamo notato dei cambiamenti negli ultimi 10 anni, per esempio molte università italiane hanno adottato la carriera “Alias” per la tutela degli studenti in caso di rettificazione e attribuzione del sesso. Ala Milano Onlus, da anni svolge progetti sulla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, verso un target di persone transgender sex workers, e abbiamo notato che per le strade di Milano e hinterland le persone transgender dedite alla prostituzione sono quasi tutte di provenienza Sud America, questo dato per noi significa che gli scenari sono cambiati rispetto a tempi in cui la prostituzione era un percorso obbligatorio per tutte le donne transgender. Dal 2015 grazie alle sentenze della Corte Costituzionale e Cassazione che hanno legittimato la legge 164/82, le persone transgender possono rettificare il sesso e il genere sui documenti di riconoscimento senza l’obbligatorietà della rettifica chirurgica del sesso, come accadeva fino a poco prima. Altro esempio recente, l’OMS ha aggiornato l’ICD-10 modificando la transessualità da disturbo di identità di genere inserita nella sezione “disturbi mentali a incongruenza di genere” inserendola nella sezione salute sessuale. Da circa un paio di anni, notiamo che allo Sportello Trans arrivano sempre più genitori che accompagnano figli minori per attingere al nostro servizio. Tutti segni di cambiamenti culturali in atto. La condizione delle persone trans quindi, negli ultimi 20/30 anni, si è lentamente modificata e di passi avanti se ne sono compiuti, ma c’è ancora tanta strada da fare per migliorarne la vita di tutti i giorni, per vivere serenamente la propria condizione in qualsiasi contesto sociale e relazionale, poiché pregiudizi e discriminazioni purtroppo persistono.

  • Auguriamo pertanto buon lavoro a questa realtà così bella e importante auspicando loro di raggiungere tutti gli obiettivi che si sono prefissi.

Fonte: Boundless Raimbow Love 

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