Comunicato stampa “Convegno TransAME”: Diritti negati in transito

Disforia di  Genere:  Nati in un corpo che non riconoscono. Sono circa 5.000 le persone in Italia in questa condizione

Nati in un corpo che non sentono conforme al genere in cui si riconoscono: uomini che si sentono donne e donne che si identificano nel genere maschile: la disforia di genere (DIG) è uno stato di disallineamento forte e persistente fra l’identità di genere, ossia la percezione che un individuo ha del proprio sé in quanto uomo o donna, e il sesso assegnato alla nascita secondo i dati biologici e cromosomici per cui convenzionalmente gli individui sono contrassegnati come maschi o come femmine. Il rapporto è di 3 a 1, con una prevalenza di 1 su 10/12.000 maschi e di 1 su  30.000 femmine. “La disforia di genere è difficilmente compresa perché viene spesso confusa con il travestitismo e legata a contesti quali prostituzione o tossicodipendenza con cui nulla ha in comune. Il desiderio di cambio di genere non è dettato da una preferenza sessuale ma è una questione di identità e risponde alla domanda: chi sono?”, afferma Piernicola Garofalo, Presidente AME ONLUS presentando il tema del convegno “TRANS-AME: Trattiamo il genere” promosso dall’Associazione Medici Endocrinologi AME con il patrocinio del Comune di Milano che si  svolgerà a Milano il 12 ottobre.

I problemi nell’identità di genere appaiono generalmente già nei primi 5 anni di vita cogliendo i genitori del tutto impreparati anche solo a considerare e accettare qualcosa che faticano a comprendere. Il piccolo, o la piccola, si troverà solo a combattere contro le aggressioni dei compagni di giochi e, subito dopo, contro il bullismo a scuola.

“Dopo il compimento della maggiore età la persona con disforia di genere potrà, se avrà maturato questa decisione, avviare il processo di transizione che può essere molto lungo, afferma l’Avvocato Gianmarco Negri, e prevede innanzi tutto uno o più colloqui con uno psichiatra che deve certificare che la persona rientra nei parametri della disforia di genere. A questo punto, ottenuto il nulla osta, interviene l’endocrinologo che prescriverà le terapie ormonali. Si apre una fase che i protocolli indicano come obbligatoria di “real life test”, della durata  di  10-12 mesi circa, durante i quali la persona deve vivere con i vestiti del genere opposto, scegliere un nome con il quale essere appellata e sperimentare concretamente come si sente nell’identità alla quale sente di appartenere. La persona trans dovrà quindi tornare dallo psichiatra e dall’endocrinologo per ottenere le relazioni relative al percorso fino a quel momento compiuto. Ma, per poter realizzare gli interventi (se desiderati ed ora non più obbligatori) ed ottenere la rettifica anagrafica, la persona trans, avvalendosi di un avvocato, dovrà sottoporre le proprie richieste ad un Giudice. Può accadere che il Magistrato non ritenga sufficienti le relazioni prodotte dalla parte e che disponga una CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) con aggravio di costi e tempi per la persona che subisce, così una palese ulteriore privazione della libertà di scelta e negazione del principio di autodeterminazione. In Italia non esiste una norma che obblighi il riconoscimento di una persona con l’identità percepita nonostante  esista una raccomandazione europea”, conclude l’avvocato Negri.

“Il periodo di transizione senza i documenti validi, spiega Antonia Monopoli, responsabile dello Sportello Trans di ALA Milano Onlus, è uno dei più difficili tenuto conto il periodo a partire dal real life test (test di vita reale) fino al momento del riconoscimento legale della nuova identità, che varia di anni da persona a persona. In questo periodo i documenti di identità e l’aspetto della persona non coincidono, portando a una serie di problemi importanti: in caso di ricovero in ospedale la persona trans sarà collocata nel reparto che corrisponde a quello del documento e non a quello di appartenenza. Anche nel lavoro le persone trans sono discriminate indipendentemente dalle competenze. La privacy è continuamente negata dovendo spiegare la propria condizione tutte le volte che è necessario presentare un documento di identità: in occasione di elezioni  per esprimene il proprio voto, per viaggiare in aereo, ma anche semplicemente alla posta per il ritiro di una raccomandata con un evidente conflitto con il diritto al rispetto della vita privata e familiare, sancito dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU)”.

Anche gli studenti universitari hanno problemi: alcuni atenei accolgono la possibilità di un doppio libretto (uno resta in segreteria) e l’altro per gli esami;  la situazione nelle scuole superiori o medie è anche peggiore.  In caso di arresto si è collocati  in un carcere maschile anche se l’aspetto è femminile (e viceversa) con i problemi che si possono comprendere.

Una volta completata la transizione i problemi non finiscono: il  cambio di codice fiscale e della carta d’identità hanno eliminato una persona e ne hanno creata un’altra ma in questo modo si è perso tutto il bagaglio di informazioni. Soprattutto da un punto di vista medico la transizione non cancella le malattie e la propria storia clinica. La modulistica medica di raccolta dell’anamnesi prevede solo i generi donna e uomo, ma una persona trans non può essere incasellata in queste categorie. L’introduzione di nuove categorie, FtM per una persona che da donna ha assunto l’identità maschile e MtF per il contrario, sarebbero necessarie per evitare lunghe spiegazioni per ottenere interventi appropriati. La nuova identità infatti non cancella la propria natura e tutta una serie di parametri, ad esempio,  quelli ematici non rientrano perfettamente nè in quelli  di un uomo nè in quelli di una donna.

La sola esistenza riconosciuta del genere F o M nella documentazione medica non consente la raccolta di dati e casistiche sulle persone trans utili per comprendere quali possono essere i problemi che il processo di transizione porta con sè: oggi, a parte la buona volontà di singoli medici, non c’è la possibilità di tracciare le condizioni di salute delle persone trans. Studi sugli effetti a lungo termine dei farmaci assunti sarebbero utili ma necessiterebbero di una mappatura.

“Il processo di transizione è spesso un momento atteso da anni, spiega Stefania Bonadonna, endocrinologo e coordinatore del gruppo di lavoro AME sulla disforia di genere, e carico di grandi aspettative che porta a volere tutto subito e a sottovalutare le implicazioni mediche che il passaggio comporta. Il medico opera con la principale indicazione di non nuocere ma gli interventi che consentono la transizione sono “innaturali” e l’organismo non risponde a comando. Qualunque cura o intervento chirurgico ha possibili effetti collaterali tanto più se è mirato a una trasformazione che il corpo umano non prevede e hanno la necessità di tempi che spesso i pazienti non comprendono. La terapia medica è complessa e deve essere personalizzata e questo la rende abbastanza disomogenea. Anche gli studi clinici, sia per il numero esiguo di pazienti che per la mancanza di fondi, sono spesso insoddisfacenti e va ricordato che la genetica non si cambia con il codice fiscale.

L’Associazione Medici Endocrinologi, ha creato un gruppo di lavoro dedicato alla disforia di genere con l’obiettivo di favorire la formazione degli operatori promuovendo incontri per supportare e orientare le persone con DIG. Il gruppo ha anche la finalità di creare una rete endocrinologica esperta sul territorio nazionale, con almeno un centro per regione, che possa dare risposte sulla base delle esperienze più avanzate sul nostro territorio, predisporre linee guida condivise, raccomandazioni sui trattamenti e poter essere un punto di riferimento per le persone che hanno difficoltà a trovare centri e strutture in grado di proporre interventi appropriate”, conclude l’endocrinologa.

Ufficio stampa
HealthCom Consulting
Maria D’Acquino, cell. 346 6435192
maria.dacquino@hcc-milano.com
Silvia Ciappellano, tel. 02 87399173
silvia.ciappellano@hcc-milano.com
Carlotta Freri, tel. 02 87399173
carlotta.freri@hcc-milano.com

 

 

Convegno Trans-AME: Trattiamo il genere – un percorso insieme

Il gruppo di lavoro AME (Associazione Medici Endocrinologi) in collaborazione con ALA Milano Onlus, hanno organizzato il primo convegno nazionale sulla disforia di genere, che si svolgerà giovedì 12 ottobre presso la sala conferenze Palazzo Reale in piazza del Duomo 12 Milano.

PROGRAMMA SCIENTIFICO:

8.30 registrazione dei partecipanti
8.45 saluti istituzionali

Introduzione
9.00 Cosa vuol fare AME per accompagnare le persone nel percorso di transizione . La creazione del gruppo di lavoro e lo sviluppo di una scuola di formazione per giovani endocrinologi.

STATO DELL’ARTE
Moderatori: Stefania Bonadonna, Gianmarco Negri
9.30 Monica Romano – La realtà trans in Italia “stato dell’arte”
9.45 Vincenzo Cristiano – Come sta evolvendo il pensiero in Italia, la mala informazione
10.00 Elena Tebano – I media: luci e ombre
10.15 discussione

PERCORSO PSICOLOGICO
Moderatori: Stefania Bonadonna, Piernicola Garofalo
10.45 Gabriele Colombini – Malattia psichiatrica NO… ma… (inquadramento psichiatrico, definizione, diagnosi differenziale)
11.00 Ilaria Ruzza – Prima accoglienza, colloqui Peer-to-Peer e presa in carico della persona trans e transgender
11.15 Antonia Monopoli – Cosa aspettarsi dalla transizione? Dove andiamo?
11.30 discussione

L’AMBIENTE
Moderatori: Roberto Castello, Giuseppe Lapadula
12.00 Gabriele Dario Belli – Ambiente lavorativo, esperienza personale e sguardo sul mondo trans
12.15 Valentina Marafioti – Ambiente famigliare, esperienza personale e sguardo sul mondo trans
12.30 Massimo Modesti – La prostituzione transessuale
12.45 discussione
13.15 pausa per pranzo libero

PERCORSO ENDOCRINOLOGICO
Moderatori: Franco Grimaldi, Mario Vetri
14.00 Andrea Garolla – Quando iniziare la terapia ormonale e come nelle MtoF?
14.15 Roberto Castello – Quando iniziare la terapia ormonale e come negli FtoM?
14.30 Stefania Bonadonna – Aspetti critici della terapia ormonale
14.45 discussione

PERCORSO CHIRURGICO
Moderatori: Francesco Brescia, Franco Grimaldi
15.00 Francesco Klinger – Ruolo della chirurgia plastica nella transizione, quando e come?
15.15 Giuseppe Lapadula – HIV e transizione
15.30 Francesca Migliozzi – La chirurgia della transizione negli FtoM e nelle MtoF, quali successi, quali insuccessi? Perché tante persone vanno a operarsi all’estero?
16.00 discussione

PERCORSO GIRIDICO ED ISTITUZIONI
Moderatori: Roberto Castello, Miriam Pasqui
16.15 Tbd – Cosa può fare il SSN per aiutare il processo di transizione?
16.30 Gianmarco Negri – Percorso legale, quando e come? Quali i tempi e le difficoltà?
16.50 discussione

17.00 Piernicola Garofalo – Conclusione
17.30 Consegna e compilazione modulistica ECM

MODALITÀ’ DI ISCRIZIONE
L’iscrizione è gratuita e limitata ai primi 200 richiedenti. Per partecipare al Convegno è necessario effettuare l’iscrizione online entro il 2 ottobre 2017 collegandosi al sito www.cogest.info
E’ sufficiente cliccare la sezione “Agenda Congressi” e, dopo aver scelto l’evento di interesse, registrarsi cliccando il pulsante “Iscriviti Online”.
Nel caso subentrassero impedimenti alla partecipazione al Convegno, si prega di darne tempestiva comunicazione alla Segreteria Organizzativa:
COGEST M. & C. Srl   tel. 045597940 e-mail: cogest@cogest.info

RESPONSABILI SCENTIFICI
Roberto Castello – Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata – Verona
Stefania Bonadonna – Istituto Auxologico Italiano – Milano
Scarica il programma: TRANS-AME

“CORPO RICUCITO” – progetto pittorico

L’Accademia di Belle Arti di Brera, in collaborazione con lo Sportello Trans ALA Milano Onlus sono alla ricerca di persone transgender MtoF ed FtoM, a partire dall’età di 20 anni in poi, per realizzare una tesi di laurea della studentessa, Masha Golovina. Le persone transgender dovranno aver effettuato cambiamenti fisici e/o interventi chirurgici poiché dovranno essere disposte a posare nudi/e.

Il progetto “corpo ricucito” consiste nel rappresentare parti del corpo dettagliate riportate su tele di dimensioni grandi con tecnica iperrealista ad olio. Il lavoro consisterebbe in una prima fase fotografica dei/delle modelli/e, ed una seconda in cui i particolari scelti vengono dipinti. L’obbiettivo del progetto pittorico è quello di dare valore al corpo modificato trasformato in un terzo, il quale sarà composta dalle diversi parti di diverse persone. Da questo deriva il titolo “corpo ricucito” in quanto la tesista andrà a mettere insieme, e quindi a ricucire, i vari particolari.

Per chi fosse interessato/a a partecipare al progetto pittorico “corpo ricucito” può contattare via mail Masha Golovina 

Nei tuoi panni – seconda edizione

Approccio alla “Disforia di Genere
Il 3 maggio alle ore 18 si terrà la seconda edizione di “Nei tuoi panni”, organizzata dal SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina).

Questo progetto nasce nel 2015 per rispondere alle esigenze formative degli studenti di medicina e chirurgia a cui non vengono forniti gli strumenti necessari per poter affrontare il tema dell’identità di genere del paziente, non solo dal punto prettamente clinico, ma anche da quello psicologico.

L’incontro sarà tenuto da:

  • Antonia Monopoli – responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus
  • Dottoressa Stefania Bonadonna – medico endocrinologa
  • Dottor Gabriele Colombini – medico psichiatra;

Vi aspettiamo dunque il 3 Maggio 2017 alle ore 18:00 presso ALA Milano Onlus in via Pietro Boifava 60/A Milano.

A seguito dell’incontro verrà inoltre data l’opportunità agli interessati di poter affiancare suddette figure nello svolgimento del loro lavoro per poter ricevere una formazione pratica sul campo.

Siete pregati quindi di compilare il brevissimo questionario qui riportato: Nei tuoi panni
Il meeting sarà aperto unicamente ai membri del SISM, se non siete ancora iscritti alla pagina ufficiale: SISM Milano

La quota di partecipazione all’evento è di soli 5€ da pagarsi in contante alla LORA Eugenia Torazzi o tramite bonifico a:
IBAN:IT67L0335901600100000119935
causale: nei tuoi panni NOME COGNOME

A cura di
Local Officer Sexual Health including AIDS – Eugenia Torazzi
Local Officer on Information and Tecnologies – Matteo Badalamenti

Eugenia Torazzi
LORA 2016-17
Matteo Badalamenti
LOIT 2016-17
SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina
Sede Locale di Milano

Contatti:
Eugenia Torazzi scivi mail
Matteo Badalamenti scrivi mail

Identità in transito.

Biografie e storie del transito. Progetto di ricerca.
Presentazione:

A partire dalle prospettive teoriche dell’interazionismo simbolico, del costruzionismo sociale e dei transgender studies, con questa ricerca si vorrebbero esplorare le narrazioni delle persone protagoniste di un percorso di transizione al fine di metterne in luce i vissuti soggettivi e le narrazioni di esperti/e dell’ambito psicologico e psichiatrico in merito alle proprie esperienze operative, in quanto contesto e pratica rilevante nei percorsi di transizione.

Il filo conduttore tra le due dimensioni esposte consiste nella possibilità di riflettere sulle implicazioni e sulle possibilità di tali narrazioni nelle pratiche e nelle relazioni tra professionisti/e e persone in transito, in virtù della peculiarità delle storie e delle esigenze di queste ultime.

Al fine di approfondire e valorizzare tali storie, si privilegiano metodi di ricerca non vincolanti, in grado di cogliere e risaltare le prospettive soggettive delle persone attraverso momenti di dialogo costruiti insieme alla ricercatrice.

Per le persone protagoniste del transito, si propone una modalità di intervista definita narrativa (Hermanns, 2004), che consiste nel raccontare liberamente il proprio percorso e la propria esperienza.

Per i/le professionisti/e si propongono interviste episodiche (Flick, 2007), ovvero interviste semi-strutturate e anch’esse narrative, in merito alle proprie esperienze personali e pratiche operative.

La ricerca è aperta a chiunque fosse interessato/a a partecipare.

Per quanto riguarda le tempistiche e i luoghi, essi sono flessibili in base alla disponibilità e alle esigenze di ogni persona. A questo proposito sottolineo la disponibilità, della dottoranda Jessica Neri ad incontrarVi nel luogo preferito da ogni persona interessata, potendo usufruire anche di uno spazio gentilmente offerto dallo Sportello Trans ALA Milano Onlus.

Per qualsiasi ulteriore informazione, non esitate a contattare, la dottoranda:.

Jessica Neri. PhD Student. Corso di Dottorato in Scienze Sociali: Interazioni, Comunicazione e Costruzioni culturali. Dipartimento FISPPA, Università degli Studi di Padova. Email: jessicaneri24@gmail.com; jessica.neri@phd.unipd.it

Per approfondimenti alleghiamo file di presentazione da scaricare:
Progetto di ricerca per persone transgender
Progetto di ricerca per professionisti/e

In genere… si discrimina

Discriminazioni, transessualità e lavoro
 Lunedì 20 febbraio 2017 dalle ore 14.30 alle ore 17.30
presso sala Polotti via Campanini 7 Milano  

Saluti
Danilo Margaritella – Segretario Generale UIL Milano Lombardia

Introduce
Clara Lazzarini – Segreteria Regionale UIL Milano Lomardia

Trans e Lavoro
dati, criticità, opportunità e buone prassi
Antonia Monopoli – Responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus

Discriminazioni al lavoro e mobbing
il punto di vista legale
Avv. Gianmarco Negri

Partecipa
Pietro Nocera
Coordinamento UIL Diritti

Coordina: Paola Mencarelli 
Responsabile Coordinamento Pari Opportunità UIL
Milano e Lombardia

scarica la locandina: In genere si discrimina

Noi, imprigionati in un altro sesso – Donna Moderna

I transgender in Italia sono 50.000. Spesso vittime di intolleranza e discriminazioni. Tre di loro ci raccontano cosa significa non riconoscersi nel proprio corpo.

Cosa significa transgender? E com’è vivere da transgender in Italia oggi? La disforia di genere è il disturbo che, per la scienza, provoca “una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico”. «Secondo le nostre stime, in Italia vivono 50.000 persone transessuali» spiega Porpora Marcasciano, presidente onorario della onlus Movimento Identità Transessuale.

«Nel 60% dei casi la transizione è da uomo a donna. È un mondo sempre più giovane dove aumenta la fascia 18-30 anni: le nuove generazioni hanno meno vergogna a dichiararsi. Si tratta di individui con una scolarizzazione medio-alta, spesso sono liberi professionisti. Purtroppo in molti pensano che ci sia un legame tra transessuali e prostituzione, che invece riguarda solo il 10% dei transgender».

Il 20 novembre è il Transgender Day of remembrance. Le vittime dell’odio contro i trans sono 250 all’anno nel mondo. L’Italia è prima in Europa per questi episodi, ecco perché vogliamo raccontarvi la storia di tre persone che tutto questo l’hanno vissuto sulla propria pelle, protagonisti del progetto fotografico “Tra le nuvole – elovun el arT” realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofalo.

Gianmarco Negri 38 anni, di Tromello (PV)
<<Mi sono sempre sentito maschio, anche se mi chiamavo Maria e le forme del corpo si ammorbidivano. Ma 20 anni fa le 3.000 anime del paese in cui sono nato non erano pronte a vedere una ragazzina che voleva cambiare sesso. Così sono stato zitto. Mi sono laureato, ho aperto il mio studio da avvocato, ho cercato l’amore nelle donne che mi capivano. A 35 anni avevo tutto, ma non la felicità. Così nel 2014 ho iniziato l’iter della transizione: le sedute con lo psichiatra, terapia ormonale, il via libera al cambio di sesso e l’intervento per rimuovere seno, utero e ovaie. Ora c’è Gianmarco, una persona risolta. I clienti del mio studio legale sono stati fantastici: mi sono raccontato con calma e chiarezza, ho spiegato il motivo di quella barba che cresceva mentre indossavo ancora camicette da femmina e i miei desideri. Tutti hanno capito. Uno ha chiosato: “Avvocato, e lei avrà la stessa determinazione, con le nostre cause siamo in una botte di ferro”. Allora ho capito che noi transgender dobbiamo parlare e far capire  alla gente che cosa ci succede. In fondo, siamo persone che nascono nel corpo sbagliato e cercano a ogni costo di avere quello giusto>>.

Antonia Monopoli 44 anni, di Bisceglie (BT).
<<In seconda elementare il medico ha convito i miei genitori a portarmi in manicomio: lì avrebbero sistemato quel bimbo che sculettava e giocava con le bambole. Ma mia mamma spaventata, mi  prese in braccio e mi ha portata via>>. Antonia ripercorre il nastro della sua esistenza a voce bassa. <<L’adolescenza è stata un tour infernale tra psicologi che mi facevano sentire sbagliata e io mi punivo con alcool e tentativi di suicidio. A 17 anni la svolta: ho incontrato una ragazza transessuale e finalmente ho capito chi ero. L’ho seguita a Roma, poi a Milano e ho iniziato a prostituirmi. Non mi giustifico, ma all’epoca era l’unico modo per guadagnare. L’ho fatto per 10 anni, è una fase che vorrei cancellare. Proprio per evitarlo ad altri, oggi lavoro per l’associazione ALA Milano Onlus e mi occupo dello Sportello Trans: mi rivedo nelle persone che aiuto, lotto per i loro diritti, per quell’operazione che io ho avuto 4 anni fa. Ho rimosso le gonadi e per ora mi fermo qui (l’intervento totale prevede anche l’asportazione del pene, ndr). Il futuro? Mi vedo circondata da amici, sorelle e nipoti e da un compagno. Non è facile starmi accanto, ma non demordo>>

Samantha Trapanotto 42 anni, di Catania.
<<Soffro delle sindrome di Klinefelter, un’alterazione genetica dà caratteri sessuali maschili e femminili. Da bambino temevo di essere uno scherzo della natura, un ragazzino a cui cresceva il seno, un mistero per i coetanei. La famiglia è stata la mia ancora: mio papà ha arginato le mie inquietudini e ha sotenuto ogni mia scelta. Come quella di andare a Palermo e di avvicinarmi al mondo transessuale, dove ho compreso che potevo lasciar esplodere la mia femminilità. La terapia ormonale, la ricerca di un lavoro serio e l’intervento nel 2003 sono stati un arricchimento, un viaggio che mi ha portato a diventare l’individuo che sono: una donna che si occupa di amministrazione in un ospedale, che vuole cancellare stereotipi e tabù, come quello che collega transessuali a prostituzione e perversione. Ho sempre avuto storie lunghissime e non c’è stato uomo che non mi abbia detto che in me vedeva solo una donna>>.

Quanto è difficile, in Italia, cambiare identità?

Un transgender può cambiare identità sui documenti senza fare l’intervento. Lo ha stabilito una sentenza del 2015 della Corte Costituzionale. «È stata una svolta storica» nota Porpora Marcasciano della onlus Movimento Identità Transessuale.

«Non tutti possono e vogliono operarsi, sia per ragioni economiche sia per problemi fisici. Avere un documento contrario alla propria appartenenza sessuale era un problema, per esempio rendeva difficile l’accesso ai servizi sanitari o alle agenzie di collocamento».

Il costo medio dell’intervento per cambiare genere è di circa 15.000 euro: è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, ma i tempi di attesa sono molto lunghi perché sono pochi gli ospedali che lo fanno. Molti transgender decidono perciò di farsi operare privatamente o vanno all’estero.

Fonte: Donna Moderna

Tra le Nuvole – Parliamo di transessualità

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Transfobia, il Transgender Day of Remembrance, che si celebra in tutto il mondo il 20 di novembre, e a pochi giorni prima, della chiusura della mostra fotografica “Tra le nuvole” in esposizione fino a sabato 19 novembre, giovedì 17 novembre 2016 alle ore 18:30 presso ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano in via De Amicis 10, è prevista la proiezione di un documentario realizzato dalle ideatrici del progetto: Paola Arpone e Georgia Garofalo con il contributo di Zelia Zbogar per le interviste e Daniela Federico per montaggio, dedicato alle esperienze di vita e lavoro della responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus Antonia Monopoli, l’Avvocato Gianmarco Negri. A seguire ci sarà un dibattito con la presenza delle ideatrici del progetto Paola e Georgia, dei due protagonisti del documentario e promotori sopracitati e della Dottoressa in endocrinologia Stefania Bonadonna, moderato dai responsabili dall’ufficio della Casa dei Diritti. 

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transessuali Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

La mostra fotografica è stata lanciata dal Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, sostenuta da AGEDO, Arcigay CIG Milano, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale)  AME Onlus (Associazione Medici Endocrinologi), SIMA (Società Italiana Medicina dell’ Adolescenza) e PARKS Liberi e Uguali, LeccoMilano.

Per saperne di più clicca il banner:

AME Onlus – Comunicato stampa

Disforia di genere, sono oltre 4mila le persone trans In Italia: tante le difficoltà da affrontare. “Tra le nuvole”, forse è così che si sentono le persone che nascono nel sesso diverso da quello a cui sentono di appartenere. Dal punto di vista medico la disforia di genere (DIG) è una condizione di grande disagio perché è l’intera identità che è messa in discussione e con essa le relazioni familiari, amicali, lavorative e occasionali.

“Sono persone che esprimono una richiesta d’aiuto globale, spiega Piernicola Garofalo, Presidente AME ONLUS, Associazione Medici Endocrinologi, e hanno bisogno di un intervento non solo medico ma di un supporto complessivo di orientamento. Basti pensare cosa implica cambiare il proprio corpo per comprendere la profondità e i significati di un intervento di tipo farmacologico e/o chirurgico che coinvolge l’anima stessa della persona.

Per far fronte anche alla complessità degli interventi che questa condizione richiede, l’AME, Associazione Medici Endocrinologi, crea un gruppo di lavoro che ha l’obiettivo di favorire la formazione nello specifico campo promuovendo incontri per supportare e orientare le persone con DIG.

Il gruppo ha anche la finalità di creare una rete endocrinologica esperta sul territorio nazionale, con almeno un centro per regione, che possa dare risposte sulla base delle esperienze più avanzate sul nostro territorio, predisporre linee guida condivise, raccomandazioni sui trattamenti e poter essere un punto di riferimento per le persone che hanno difficoltà a trovare centri e strutture in grado di proporre interventi appropriati”.

“E proprio domani, spiega Stefania Bonadonna, Referente AME per la Regione Lombardia, a Milano, si inaugura la mostra fotografica “Tra le nuvole” presso la Casa dei Diritti di Milano con il sostegno del Comune di Milano, alla quale l’AME ONLUS è stata invitata quale riconoscimento per l’impegno professionale a favore delle persone Lgbt.

Tra le nuvole” è un progetto fotografico che racconta il transessualismo attraverso ritratti di dieci modelli che raccontano le loro storie e il loro percorso in una modalità artistica e ironica”.

“Ma sarà anche l’occasione per far conoscere la nascita di un servizio di endocrinologia all’interno dell’associazione ALA Milano Onlus che vuole diventare un punto di riferimento per le esigenze di un’ampia comunità di persone trans, in collaborazione con lo Sportello Trans che dirigo, spiega Antonia Monopoli, che è diventato dal 2009 un punto che offre accoglienza, ascolto, orientamento e accompagnamento, volto a persone transessuali e transgender e ai loro affetti. Gli incontri individuali si svolgono il mercoledì, 2 sabati al mese i gruppi ama (auto mutuo aiuto) ed è disponibile una linea telefonica dedicata (377.70.79.633). Il servizio è situato in via Pietro Boifava 60/A zona Teatro ATIR Ringhiera Milano.

Per sapere di più:
Associazione Medici Endocrinologi

Tra Le Nuvole – Inaugurazione

Il Comune di Milano in collaborazione con ALA Milano Onlus, presenta, presso ufficio Casa dei Diritti, la mostra fotografica a cura di Paola Arpone e Georgia GarofaloTRA LE NUVOLE, in esposizione dal 3 al 19 novembre 2016 con inaugurazione giovedì 3 novembre 2016 ore 18.30 con la presenza delle autrici, della testimone Francesca Vecchioni e alcuni modelli transgender che hanno partecipato. La serata si concluderà con un aperitivo sponsorizzato da LeccoMilano.

La mostra fotografica è stata sostenuta da AGEDO, Arcigay CIG Milano, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale)  AME Onlus (Associazione Medici Endocrinologi), SIMA (Società Italiana Medicina dell’ Adolescenza) e PARKS Liberi e Uguali.

La mostra è una selezione di 10 ritratti allegorici di modelli transgender Male to Female e Female to Male realizzati su uno sfondo azzurro coperto di nuvole. Le immagini esaltano ironia e fascino dei soggetti, tutti vestiti al maschile, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Gli scatti sono intervallati da nove pannelli informativi contenenti alcune nozioni reali riguardanti la transessualità.

A tutti i modelli è affidato un palloncino sul quale è scritta una parola che li rappresenta, sia essa legata a un desiderio passato, a un sentire presente o a un’aspirazione futura. Ogni modello porta un piccolo oggetto distintivo, un papillon per gli uomini e un bracciale per le donne, realizzati dalla stilista argentina Noelia Paragliola e ispirati alla bandiera transgender a fasce, azzurro, rosa e bianco.

A corredo dell’esposizione è proiettato sulla parete centrale dell’ufficio Casa dei Diritti un contributo di video-arte, ovvero un montaggio del making-off del set fotografico e delle interviste ai modelli ritratti.

Per saperne di più clicca il banner: