Antonia – Milano Pride 2014

Il 28 giugno del 2014 sul territorio di Milano come ogni anno, il Coordinamento Arcobaleno di Milano e provincia ha organizzato oltre alla Pride Week, la parata del Pride. Come ogni anno negli ultimi anni, anche quest’anno Antonia Monopoli responsabile Sportello Trans ALA Milano Onlus è stata la portavoce trans del Milano Pride 2014. Qui di seguito potete leggere e vedere il suo intervento effettuato dal palco: Sono qui per parlare della situazione delle persone trans in Italia, una responsabilità e un onore per me. Oggi la persona transessuale è prima di tutto “utente”, che si rivolge a strutture convenzionate, andrologi, psicologi e psichiatri per avviare il percorso di transizione. Poi diventa “assistito” di un qualche avvocato che dovrà accompagnare a più udienze per le istanze di autorizzazione all’intervento chirurgico di cambio di sesso e successivamente di rettifica dei dati anagrafici. Poi è “paziente” di medici chirurghi non sempre sufficientemente competenti. In tanti parlano al posto delle persone in transizione: psicologi, giuristi, avvocati, endocrinologi, andrologi, chirurghi, giornalisti, ma nei fatti le persone transessuali che parlano di sé, sono pochissime perché oggi, in Italia, dirsi transessuale significa perdere il lavoro, non riuscire a trovare una casa in affitto, rischiare di perdere gli affetti, venire additati, essere sottoposti a mobbing, dover essere i migliori per essere trattati come mediocri. Oggi, in Italia a denunciare lo stato di transessualità delle persone è lo stato stesso, che nega la possibilità di cambiare i documenti quando la persona lo desidera e che costringe ad anni di inevitabile stigma, che ormai fa parte di quella moderna via crucis, fatta di stazioni predeterminate scandite da perizie, sentenze e liste d’attesa, che porteranno alla rinascita della persona nei panni dell’altro sesso. La condizione delle persone transessuali in Italia oggi è di persone oppresse ed io ma non solo io, anche tutto il movimento trans italiano ha deciso di sostenere il disegno di legge 405, di cui potete trovare i dettagli su disegnodilegge405.blogspot.it perché questo DDL si prefigge lo scopo di eliminare le due più grandi oppressioni che colpiscono le persone transessuali ed intersessuali: l’impossibilità di autodeterminarsi nel nome e nel sesso scegliendone uno coerente al proprio aspetto ed il mancato divieto di intervenire chirurgicamente sul sesso dei bambini neonati nati con genitali atipici. Il documento politico del pride cita donne, migranti, diversamente abili, lavoratori precari e sfruttati, credenti di minoranze religiose, giovani e studenti, famiglie arcobaleno quali soggetti che più facilmente rischiano di essere discriminati, specialmente nel mondo del lavoro e soprattutto in questo periodo, perché nei periodi di crisi i “lavoratori desiderabili” abbondano. Le persone transessuali, per prime, sono vittime di pluridiscriminazioni, specie se appartengono anche ad una delle categorie citate, faticano a trovare lavoro, sono costrette ad accettare lavori poco desiderabili o a condizioni inaccettabili, faticano a trovare una casa o a terminare gli studi, stentano ad inserirsi nel contesto sociale e politico, non avendo alcuna legge che le tuteli. La possibilità di cambiare identità quando lo si ritiene opportuno significherebbe non dover dare spiegazioni ogni volta che ci si trova a mostrare un documento, significa poter trovare un lavoro con la stessa difficoltà degli altri, significa poter emettere fatture senza doversi giustificare, significa poter considerare l’idea di tenersi quel corpo che la legge vuole vedere adeguato a canoni sessisti così com’è, significa iniziare a parlare della transizione come un percorso di liberazione da maschio o da femmina a sé stessi e non come passaggio da un sesso all’altro, senza che ci sia l’obbligo di sottoporsi a interventi chirurgici di cambio di sesso. Finché sarà lo stato a denunciarci come transessuali ogni volta che mostriamo un documento, permettendo alle persone transfobiche di indentificarci ed escluderci, finché non ci sarà alcuna legge a tutela delle persone trans* che “non passano” e finché le persone intersessuali saranno operate coattivamente ai genitali saremo tutti più concentrati a condurre un viaggio verso l’inivisibilizzazione che verso la liberazione. Intervento dal palco: Milano Pride 2014
Questo intervento è un’estrapolazione de La condizione trans in Italia oggi  di Michela Angelini